FFM, l’anno dell’accelerazione: il bilancio di Bozzetti


GIOVANNI BOZZETTI PRESIDENTE FONDAZIONE FIERA MILANO

A un anno esatto dal suo insediamento, il presidente della Fondazione Fiera Milano Giovanni Bozzetti mette in fila le tappe di un’accelerazione senza precedenti recenti: piano investimenti lievitato da 127 a oltre 150 milioni di euro, cantiere del nuovo centro di produzione Rai in dirittura d’arrivo, la Fiera Ice Arena che, davanti al notaio, diventa realtà societaria, il Live Dome avviato verso una capienza fino a 45mila spettatori, 4 milioni di costi tagliati in un triennio e una rete di tavoli istituzionali – Made in Italy, cultura, logistica – che ha riportato la Fondazione al centro della vita milanese. “Non vogliamo essere i custodi di un patrimonio. Vogliamo essere i costruttori del suo futuro”, ha dichiarato Bozzetti nel press lunch organizzato oggi, 30 luglio, per il bilancio dei primi dodici mesi.

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“Un anno fa, quando sono stato nominato, mi sono fatto questa prima domanda: la Fondazione Fiera deve limitarsi a gestire il proprio patrimonio o invece deve fare altro? La risposta che mi sono subito dato è che deve creare valore, per il territorio, per i cittadini”, ha spiegato, rivendicando la scelta di trasformare “gli asset della Fondazione in un motore di sviluppo, innovazione e competitività al servizio del Made in Italy e delle nuove generazioni”. Un ruolo che Bozzetti lega ai numeri della Fondazione: “Siamo il primo sistema fieristico italiano in termini di fatturato e di numeri, con quasi 5 milioni di visitatori all’anno”.

Ascolto e diversificazione

I primi mesi, ha raccontato, sono stati dedicati all’ascolto: “Ho incontrato più di mille persone, tra operatori economici, studenti, imprenditori, stakeholder. Il primo incontro è stato con i dipendenti, poi con gli stakeholder di riferimento, gli organizzatori fieristici e poi le istituzioni”. Un metodo che rivendica ancora oggi: “Quello che mi piace ancora di più è girare tra i padiglioni della Fiera e parlare con i visitatori e con gli imprenditori. Siamo quel classico corpo intermedio che una volta c’era e che era il vero fulcro di Milano, e che vogliamo tornare a essere in modo importante”. Da qui la scelta strategica della diversificazione: “Dobbiamo andare oltre le fiere. Ecco, dunque, la Fiera Ice Arena, che può essere il primo tassello, insieme al Live Dome, di questa diversificazione del quartiere fieristico, che diventerà anche centrale per eventi aperti al grande pubblico”.
Investimenti da 150 milioni e tagli ai costi
“Abbiamo lanciato un piano di investimenti 2026-28 con 127 milioni, che oggi sono già diventati oltre 150 poiché abbiamo potenziato gli investimenti, con l’aggiunta della Fiera Ice Arena e migliorie ai progetti del Live Dome e di Fiera Milano Lab”, ha annunciato. A questo si affianca l’efficientamento interno: “Abbiamo fatto una profonda riorganizzazione interna, diminuendo i costi operativi di 4 milioni nel triennio, tramite una diminuzione delle consulenze esterne e degli eventi. Abbiamo istituito un ufficio acquisti centralizzato che prima non c’era”.

Il cantiere Rai: certificazione Gold e materiali riciclabili al 70%

Sul nuovo centro di produzione Rai, visitato alla vigilia: “Siamo perfettamente in tempo sui lavori. Consegneremo l’opera nell’ottobre del 2028, poi Rai dovrà fare altri lavori interni per essere pronta nei primi mesi del 2029”. Bozzetti ha rivendicato le credenziali di sostenibilità: “Abbiamo ottenuto la certificazione LEED Gold. Il 70% dei materiali di costruzione impiegati saranno riciclabili a fine vita”, per un edificio di 65mila metri quadri complessivi.
Live Dome, fino a 45mila spettatori

Nei padiglioni 13 e 15, dove sorgeva l’anello dello speed skating, nascerà “la più grande venue per eventi sportivi, congressuali e canori d’Europa per capienza, capace di arrivare sino a 45mila spettatori”. Un impianto pensato anche per la sicurezza del pubblico: “Si potrà evitare che accadano situazioni come quella avvenuta alla Maura, con la grandinata che si è abbattuta sugli spettatori. Avremo un ambiente condizionato anche d’estate, per gli impresari musicali che non vogliono rischiare il maltempo”.

Fiera Ice Arena, la legacy olimpica

Il capitolo più sentito da Bozzetti è la Fiera Ice Arena, “l’unica legacy olimpica materiale di Milano”. Il 30 luglio 2026 segna un tappa importante: “davanti al notaio abbiamo firmato l’accordo con la società di gestione: noi al 25%, la Federazione Italiana Sport su Ghiaccio al 75%. La società si dovrebbe chiamare Fiera Ice Arena Academy”. E sulla missione dell’impianto, oltre l’hockey: “Non dimentichiamoci che il ruolo principale è dare una casa del ghiaccio alle famiglie e ai bambini che possono imparare a pattinare. Ecco perché il nome ‘Academy’”. La struttura, 4.000 posti, apre dal campo: “La prima partita sarà il 9 ottobre alle 19:45 contro l’Innsbruck, l’11 ottobre il derby d’Italia contro il Bolzano alle 17:00”.
Made in Italy: si fondono AEFI e IT-EX

Sul patrimonio, avanti gli hotel di via Scarampo e del Centro Servizi in Fiera. Sul Made in Italy, Bozzetti rivendica il protocollo con il MIMIT che ha portato la Casa del Made in Italy in Fiera, e soprattutto la ricomposizione del sistema associativo: “Abbiamo fatto l’unificazione tra AEFI e IT-EX: è stato già firmato il protocollo con il MIMIT. Arriveremo alla fusione a settembre, quando faremo anche gli Stati Generali delle fiere”. E sull’internazionalizzazione condivisa: “Stiamo studiando con Verona e altre fiere delle sinergie per accorparci e presentarci all’estero insieme. Cibo e vino si sposano molto bene: Verona ha il vino, noi il cibo, insieme possiamo andare all’estero”.

Fare sistema: dal CES alla piattaforma culturale

Sul CES Unveiled: “Ho voluto che la manifestazione uscisse dai padiglioni e pervadesse la città. Sono stato io a coinvolgere il Presidente di Regione, il Sindaco, Camera di Commercio, Confcommercio, Assolombarda e Anitec-Assinform”. Il 4 settembre, con il ministro Mazzi, sarà presentata la piattaforma culturale: “Daremo una landing page a ciascuna realtà culturale lombarda, notificata ai 15 milioni di potenziali visitatori delle nostre oltre 60 fiere, per arrivare a 4 milioni e mezzo o 5 milioni di visitatori da noi”. Aperto anche un tavolo logistica con Regione Lombardia sul ticketing unico digitale.
Cultura e formazione: l’accordo Mondadori e il sogno del Museo

“Senza cultura non c’è Made in Italy”, ha ricordato Bozzetti, citando l’accordo con Mondadori per l’archivio storico, le mostre all’ADI Design Museum e i concerti con “Armonie del Mondo”. Sulla formazione: “Abbiamo già due master per l’industria del turismo e degli eventi, ne aggiungiamo un altro con l’Università Cattolica dal prossimo anno”, oltre alla Carta dello Studente firmata con il ministro Abodi. E l’annuncio finale: “Il mio sogno nel cassetto: il Museo del Made in Italy nella città di Milano”.
A sintetizzare l’anno, cinque parole chiave: “Ascolto, futuro, sostegno al Made in Italy, fare sistema, cultura e formazione” – la mappa, dice Bozzetti, anche del secondo anno di mandato.


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