tre grotte da visitare per un weekend insolito


26 luglio 2026 – ore 8:30 Nei dintorni di Trieste, il sottosuolo è punteggiato di cavità e grotte: alcune naturali, come il profondo Abisso di Trebiciano, altre artificiali, frutto di scavi minerari o tracce di passate esigenze idriche e belliche. Principali fruitori del mondo sotterraneo triestino sono gli esperti del Gruppo Grotte del CAT (Club Alpinistico Triestino): tuttavia, i tesori che si celano nel cuore della terra non sono appannaggio dei soli speleologi. Tra le meraviglie sotterranee del territorio triestino, alcune sono accessibili, con qualche accortezza, anche al grande pubblico. Ecco tre grotte da non lasciarsi sfuggire, ideali per una gita in famiglia o un weekend diverso dal solito.

Grotta Gigante: la sala sotterranea da record

Situata in Località Borgo Grotta Gigante 42/A nel comune di Sgonico, la Grotta Gigante è una delle cavità turistiche più spettacolari al mondo grazie alla sua enorme sala unica, la Grande Caverna, inserita nel Guinness dei Primati come la più grande sala sotterranea naturale visitabile. La caverna principale misura circa 167,6 metri di lunghezza, 76,3 metri di larghezza e 98,5 metri di altezza. Il percorso turistico raggiunge una profondità massima di circa 101 metri sotto l’ingresso. Il sito è raggiungibile con il bus numero 42 da Piazza Oberdan a Trieste o da Viale Miramare (vicino alla Stazione Centrale). In alternativa, chi arriva in auto può servirsi del parcheggio dedicato ai visitatori. La visita permette di entrare in un ambiente sotterraneo reso suggestivo dalle imponenti stalattiti, stalagmiti, colonne e formazioni calcaree modellate dall’acqua nel corso di migliaia di anni. L’itinerario attraversa la Grande Caverna e permette di osservare anche il cosiddetto Grande Pendolo, uno strumento utilizzato per studi scientifici legati ai movimenti della crosta terrestre. Vista l’umidità del suolo e la temperatura interna di 11°C, si consigliano scarpe comode e abbigliamento termico. La visita guidata dura circa un’ora e segue un percorso attrezzato di circa 850 metri: siccome le visite sono a numero chiuso, per accedere alla grotta la prenotazione è obbligatoria. Per ulteriori informazioni su orari e biglietti, è possibile consultare il sito ufficiale della Grotta Gigante.

Grotta delle Torri di Slivia: un viaggio nel Carso più selvaggio

Meno nota, ma altrettanto suggestiva e forse più “selvaggia”, la Grotta delle Torri di Slivia si trova sul Carso triestino, in località Aurisina Cave, nel territorio del comune di Duino Aurisina. L’ingresso turistico fa riferimento alla struttura delle Torri di Slivia, in località Aurisina Cave 62/A. La grotta raggiunge una profondità di circa 101 metri e presenta uno sviluppo complessivo delle gallerie di circa 554 metri: al suo interno si trovano grandi vani sotterranei e spettacolari concrezioni calcaree, tra cui l’imponente Torre Pendente, una formazione di circa 11 metri d’altezza. La grotta deve il suo nome alle torri di Slivia, un gruppo di otto concrezioni di diverse misure. Per chi raggiunge il sito in auto, è disponibile un parcheggio presso la struttura di accoglienza delle Torri di Slivia, dove si trova anche il punto di partenza delle visite. Con i mezzi pubblici, la soluzione più comoda è la linea 44 (Trieste – Duino), scendendo nella zona di Aurisina/Slivia e proseguendo poi per un tratto a piedi.

Le visite guidate, della durata complessiva di 75 minuti, hanno inizio all’agriturismo Torri di Slivia: da qui, i visitatori vengono trasportati con il trattore (Agribus) fino all’ingresso della grotta, per poi proseguire a piedi sempre accompagnati dalla guida. La grotta è visitabile con tour guidati a orari prestabiliti, con due partenze giornaliere. Le aperture variano in base alla stagione: tra giugno e agosto sono previste partenze più frequenti, mentre in primavera e autunno gli orari sono generalmente più limitati. È consigliata la prenotazione online poiché le visite guidate prevedono un massimo di 20 partecipanti. Vista l’umidità e la temperatura interna di 6-9°C, è obbligatorio indossare scarpe con suola in gomma e consigliabile portare con sé una giacca. Per ulteriori informazioni, è possibile inviare una e-mail a [email protected] o consultare la pagina web dedicata.

Grotta Nera di Basovizza: tra speleologia e preistoria

La Grotta Nera si trova sul Carso triestino, situata a sud dell’abitato di Basovizza, all’interno del Bosco Bazzoni, in una piccola dolina poco distante dall’abitato. Fa parte del Centro didattico Eliseo Osualdini, nato per valorizzare il patrimonio speleologico e archeologico del territorio. Rispetto a cavità più imponenti come la Grotta Gigante, la Grotta Nera ha dimensioni più contenute: presenta uno sviluppo di circa 130 metri e una profondità di circa 20 metri. La cavità è caratterizzata da un ingresso a portale e da due ambienti principali, di cui uno più ampio e con maggiore sviluppo verticale. Per chi arriva in auto, è possibile parcheggiare nei pressi del Centro didattico Eliseo Osualdini, per poi raggiungere la grotta a piedi. Da Trieste si può raggiungere la grotta anche in autobus con la linea 51 (Trieste – Basovizza), scendendo a Basovizza centro: da qui bisogna proseguire a piedi nel bosco seguendo le indicazioni per il Centro didattico Eliseo Osualdini/Grotta Nera.

La Grotta Nera deve il suo nome al colore scuro delle pareti, annerite nel dopoguerra durante la bonifica dei residuati bellici. Oggi, all’interno della grotta è stato realizzato un percorso didattico con ricostruzioni della vita dell’uomo preistorico sul Carso, dal Paleolitico al Neolitico: il visitatore si trova dunque immerso in un ambiente che rievoca il rapporto tra i primi abitanti del territorio e l’ambiente carsico. La Grotta Nera non è aperta con accesso libero tutto l’anno: le visite si svolgono generalmente ogni prima domenica del mese dalle 10 alle 15, con partenze organizzate, oppure su prenotazione e con accompagnatore per gruppi di almeno 15 persone. Rispetto agli altri due siti, la Grotta Nera presenta dimensioni più contenute, ma offre un’esperienza leggermente diversa: oltre ad un suggestivo viaggio nel sottosuolo, anche un tuffo nella preistoria del Carso triestino, ideale soprattutto per famiglie e curiosi.

Articolo di Benedetta Marchetti




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 Benedetta Marchetti

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