“Il nuovo allestimento della Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Collicola nasce con l’obiettivo di raccontare il legame tra Spoleto e l’arte contemporanea attraverso un percorso che segue un criterio al tempo stesso cronologico e filologico”. Così parla Saverio Verini, direttore di Palazzo Collicola, del nuovo allestimento del museo umbro, realizzato grazie alla consulenza scientifica di Arianna Paragallo e dalla collaborazione con l’architetto Filippo Loy.
Diviso in sedici sezioni, il nuovo allestimento restituisce al pubblico la storia di Spoleto, costruita nel tempo grazie a mostre, acquisizioni, donazioni e relazioni che hanno trasformato la città in un punto di riferimento per la ricerca artistica internazionale.
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Spoleto © Giuliano Vaccai/Courtesy Palazzo Collicola Spoleto
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Il nuovo allestimento della collezione di Palazzo Collicola a Spoleto
L’itinerario prende avvio da Leoncillo e dal Gruppo di Spoleto, protagonisti della stagione che ha contribuito a radicare una cultura del contemporaneo nel territorio, per poi spostarsi sul Premio Spoleto, “istituito negli Anni Cinquanta”, continua il direttore. “Il premio rappresentò un importante punto di incontro per artisti provenienti da diverse aree del Paese, contribuendo a mettere in dialogo la scena milanese con quella dell’Italia centro-meridionale e facendo di Spoleto un crocevia di esperienze, poetiche e linguaggi. Emblematica, in questo senso, è la presenza di opere di artisti come Mario Ceroli, collocate in un allestimento che valorizza anche il rapporto tra le sale e l’architettura del palazzo, come nel caso del balcone affacciato sul cortile interno”.
Si passa poi alla storica mostra Sculture nella città del 1962, curata da Giovanni Carandente. Un episodio cruciale nella storia dell’arte del secondo Novecento, rievocato attraverso opere, bozzetti e fotografie di Ugo Mulas.
Ampio spazio è dedicato ai protagonisti che hanno intrecciato il proprio percorso con quello di Spoleto, da Beverly Pepper ad Alexander Calder fino a Sol LeWitt, affiancati dalla figura di Marilena Bonomo, gallerista e promotrice culturale il cui lavoro ha contribuito ad ampliare il dialogo della città con la scena artistica internazionale. Una sala è inoltre dedicata allo stesso Carandente, ricostruendone il profilo attraverso opere donate dagli artisti, documenti d’archivio e materiali che testimoniano la rete di rapporti intellettuali e umani costruita nel corso della sua attività. Il percorso prosegue con una ricognizione della scena romana del Secondo Dopoguerra e degli Anni Ottanta, dalle esperienze dell’astrazione alla Scuola di San Lorenzo, per approdare alle sale monografiche dedicate ad Alberto Burri e Domenico Gnoli.

Le nuove acquisizioni di Palazzo Collicola
L’allestimento si conclude con una sezione aperta agli artisti che hanno operato a Spoleto dagli Anni Sessanta a oggi e con le più recenti acquisizioni, tra cui spiccano le opere di Jacopo Miliani (acquisita tramite il PAC 2024, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura) e di Bekhbaatar Enktur (donata dall’artista a margine di una mostra a Palazzo Collicola tenutasi nel 2023), confermando la volontà del museo di coniugare la valorizzazione della propria storia con l’attenzione verso le pratiche contemporanee.
Un progetto espositivo nato per favorire il dialogo tra gli ambienti e la loro storia
“L’intero progetto espositivo è costruito per favorire un dialogo costante tra gli ambienti. Le visuali tra una sala e l’altra, le diverse profondità prospettiche e la disposizione delle opere accompagnano lo sguardo del visitatore, invitandolo a proseguire lungo il percorso”, sottolinea l’architetto Filippo Loy. “Anche i pannelli esplicativi, realizzati con supporti cartacei fissati tramite un sistema magnetico, riflettono la volontà di coniugare essenzialità, flessibilità e leggibilità, in sintonia con il carattere dinamico del nuovo allestimento”.
Valentina Muzi
Palazzo Collicola
Piazza Collicola, Spoleto
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Valentina Muzi
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