La procedura per scegliere il nuovo Gestore dei Trasporti di ATM Trapani non è più soltanto una questione di requisiti, punteggi e regolamenti interni: adesso il confronto investe il ruolo del Comune nella gestione della sua società partecipata, il valore dei pareri degli organi di controllo e persino il rapporto tra amministrazione e organizzazioni sindacali.
Dopo la diffida inviata nei giorni scorsi da ORSA Trasporti e la successiva replica del sindaco Giacomo Tranchida, il sindacato torna infatti all’attacco con un nuovo documento, respingendo integralmente le argomentazioni del primo cittadino e accusandolo di aver spostato il confronto “dal piano della legittimità amministrativa a quello delle insinuazioni personali”.
Una vicenda che continua ad allargarsi e che potrebbe avere conseguenze anche sul piano giudiziario e amministrativo.
La diffida di ORSA
Tutto nasce dalla procedura concorsuale avviata da ATM Trapani per individuare il nuovo Gestore dei Trasporti, figura prevista dalla normativa europea e nazionale come responsabile dei requisiti professionali necessari per l’esercizio dell’attività di trasporto pubblico locale. Il gestore è una figura strategica, chiamata a garantire la regolarità dell’esercizio, la sicurezza del servizio e il rispetto della normativa di settore.
Nei giorni scorsi la segreteria regionale Sicilia di ORSA Autoferro-TPL aveva inviato una dettagliata nota ai vertici di ATM, al sindaco di Trapani, al Segretario generale del Comune, al presidente del Consiglio comunale, al Prefetto e perfino alla Procura della Repubblica di Trapani.
L’obiettivo era verificare la piena conformità della procedura all’articolo 19 del Testo unico delle società partecipate (D.Lgs. 175/2016), che impone alle società a controllo pubblico il rispetto dei principi di trasparenza, pubblicità e imparzialità nelle assunzioni e nelle selezioni del personale.
Secondo ORSA, il concorso presenterebbe diverse criticità.
Il sindacato sostiene che ATM avrebbe derogato al regolamento aziendale approvato nel 2019, introducendo un avviso pubblico con criteri differenti rispetto a quelli previsti per le selezioni interne.
Tra le contestazioni figurano:
– la presunta incompatibilità della procedura con il regolamento interno;
– la griglia di valutazione dei titoli;
– il sistema di attribuzione dei punteggi;
– il restringimento della platea dei candidati ammessi;
– il mancato rispetto dei principi di trasparenza e imparzialità.
Per questo motivo ORSA aveva chiesto al Consiglio di amministrazione di ATM di sospendere cautelativamente la procedura in autotutela, evitando il rischio di futuri ricorsi.
Parallelamente, aveva invitato il Comune di Trapani ad esercitare il controllo analogo previsto dal Testo unico sulle società partecipate.
Il segretario regionale, Fabio Perre, aveva spiegato che una verifica preventiva sarebbe servita a tutelare contemporaneamente lavoratori, azienda e cittadini.
“Garantire procedure chiare è la prima forma di tutela sia per la serenità dei lavoratori sia per i cittadini che usufruiscono del servizio. Un approfondimento in autotutela è la strada migliore per evitare potenziali ricorsi che rischierebbero di appesantire la società”.
La replica del sindaco
La risposta del sindaco Giacomo Tranchida non si è fatta attendere.
Con una lettera di sette pagine, il primo cittadino ha respinto tutte le contestazioni, confermando la volontà di proseguire senza modifiche la selezione.
Il sindaco chiarisce anzitutto che i pareri espressi dal Segretario generale e dagli uffici comunali, richiamati nella diffida di ORSA, non hanno carattere vincolante.
Ricorda inoltre che l’Assemblea dei soci di ATM, nella seduta del 13 maggio scorso, aveva già deciso di andare avanti con la procedura pur conoscendo tali osservazioni.
Secondo Tranchida, inoltre, la richiesta di sospendere la selezione non sarebbe praticabile.
Le deliberazioni dell’Assemblea dei soci, spiega, sono infatti atti di diritto privato e non provvedimenti amministrativi; pertanto non potrebbero essere annullate in autotutela dal sindaco. Eventuali contestazioni sarebbero di competenza del giudice ordinario.
Nel merito il sindaco difende anche la struttura del bando.
La figura del Gestore dei Trasporti, sostiene, non può essere assimilata alle ordinarie progressioni di carriera previste dal regolamento aziendale.
Per questo ATM avrebbe correttamente predisposto un avviso specifico.
Quanto ai criteri di valutazione, Palazzo d’Alì ritiene pienamente giustificato attribuire un peso maggiore all’esperienza maturata nei settori Movimento e Manutenzione, ritenuti quelli maggiormente coerenti con le funzioni che il futuro Gestore sarà chiamato a svolgere.
Anche il sistema dei punteggi della prova scritta viene difeso dal Comune, che lo definisce coerente, trasparente e conosciuto dai candidati prima dell’esame.
Nelle conclusioni Tranchida ribadisce che la procedura rispetta integralmente i principi di trasparenza, imparzialità e pubblicità previsti dalla normativa.
La “singolare convergenza”
La parte politicamente più delicata della lettera arriva però nel finale.
Il sindaco evidenzia quella che definisce una “singolare convergenza” tra le contestazioni avanzate da ORSA e le posizioni espresse in passato dal direttore generale di ATM.
Ricorda inoltre che la rappresentante sindacale aziendale di ORSA svolge la propria attività lavorativa a diretto supporto dello stesso direttore generale.
Un passaggio che lascia intendere l’esistenza di interessi convergenti dietro la diffida del sindacato.
La controreplica di ORSA
È proprio su questo punto che oggi arriva la nuova presa di posizione del sindacato.
ORSA respinge integralmente le osservazioni del sindaco.
Secondo l’organizzazione sindacale, Tranchida continua a considerare “mere opinioni” quelli che invece sarebbero stati rilievi formali espressi dagli organi di garanzia.
Il sindacato richiama il verbale dell’Assemblea dei soci del 16 marzo 2026, nel quale il Segretario generale del Comune e la dirigente dell’Ufficio Partecipate avrebbero evidenziato possibili criticità procedurali e difformità rispetto all’articolo 19 del Testo unico sulle società partecipate.
A questi rilievi, sostiene ORSA, si sarebbero aggiunte anche le osservazioni del direttore generale di ATM e del presidente del Collegio sindacale, entrambi favorevoli alla sospensione della procedura.
Per il sindacato non si tratterebbe quindi di semplici valutazioni politiche, ma di elementi tecnici che meritavano un approfondimento.
Il caso dei punteggi
ORSA torna anche sul sistema di valutazione della prova scritta.
Il meccanismo adottato assegna:
– 3 punti per ogni risposta corretta;
– 1 punto per ogni risposta lasciata in bianco;
– 0 punti per ogni risposta errata.
Secondo il sindacato il criterio produrrebbe risultati illogici.
L’esempio riportato è emblematico: un candidato con sei risposte corrette e quattro lasciate in bianco otterrebbe 22 punti.
Un altro candidato, con sette risposte corrette ma tre sbagliate, si fermerebbe invece a 21 punti.
Per ORSA ciò significherebbe premiare chi evita di rispondere rispetto a chi dimostra maggiori conoscenze ma commette qualche errore.
Il passaggio più duro del nuovo comunicato riguarda però le affermazioni del sindaco sul rapporto tra il sindacato e il direttore generale.
ORSA definisce quelle dichiarazioni “insinuazioni del tutto infondate, pretestuose e prive di qualsiasi riscontro”.
Secondo il sindacato, spostare il confronto dalle norme alle relazioni personali rappresenta “una tattica inaccettabile”.
“ORSA è un sindacato autonomo che risponde solo ai lavoratori e ai principi di legalità. Tentare di delegittimare un’azione sindacale di trasparenza offendendo la dignità di una lavoratrice dell’ATM Trapani e nostra rappresentante sindacale aziendale è un atto gravissimo”, dichiara Perre, rivendicando l’autonomia dell’organizzazione sindacale.
La vicenda è destinata a proseguire.
Da una parte, il Comune ritiene la procedura pienamente legittima e conferma che non esistono ragioni per sospenderla.
Dall’altra ORSA continua a chiedere un riesame in autotutela, sostenendo che solo un approfondimento preventivo possa evitare futuri contenziosi e garantire il pieno rispetto delle norme che regolano le società pubbliche.
Al di là dell’esito del concorso, il caso mette in evidenza un tema più ampio: quello del rapporto tra politica, governance delle partecipate e trasparenza delle procedure di selezione. Uno scontro che, almeno per il momento, appare tutt’altro che concluso.
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redazione@tp24.it (Luca Sciacchitano)
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