Le vette che si colorano di rosa senza dover affrontare ferrate? In Alta Badia succede ogni sera, e ci si arriva con poca fatica. Una valle che d’estate profuma di erba tagliata e offre panorami d’alta quota grazie a cabinovie e seggiovie estive. In tre giorni si costruisce un assaggio completo: cascate facili da raggiungere, un lago in quota a pochi minuti dalla stazione a monte, altipiani verdi punteggiati di malghe e una cena ladina che racconta una cultura viva. E alla fine, l’Enrosadira: il fenomeno che tinge le Dolomiti di rosa e che da solo vale il viaggio.
Dove dormire e come muoversi in Alta Badia
Per ridurre gli spostamenti e massimizzare il tempo in quota, si dovrebbe scegliere un paese centrale. In quest’area si trovano alloggi per tutte le esigenze e impianti che in pochi minuti portano a quote panoramiche.
Così si limita l’auto ai trasferimenti tra i centri e si lascia il resto del programma agli impianti, più rapidi e sostenibili per salire in quota. Una cartina dei sentieri nello zaino aiuta a collegare seggiovie e cabinovie e a variare il giro secondo meteo ed energie.
Ecco le opzioni pratiche per impostare il campo base:
- Corvara: alloggi, ristoranti e impianti per Boè, Col Alto e Pralongià a portata di mano.
- La Villa: posizione ideale per osservare il Sas dla Crusc al tramonto.
- Colfosco: comodo per avvicinarsi al Gruppo Sella e all’area del Cir.
- San Cassiano: atmosfera più ricercata e strutture curate.
- Badia: assetto completo anche in bassa stagione, con hotel dotati di spa.
Giorno 1: cascate del Pisciadù e Lago di Boè
La prima giornata imposta subito il tono: si alternano un sentiero pianeggiante immerso nel verde e un piccolo lago roccioso raggiunto grazie agli impianti.
Il Borest verso le cascate: 3,7 km quasi in piano
Il sentiero Borest parte tra Corvara e Colfosco, vicino alla cabinovia del Piz Boè, con parcheggi nelle vicinanze. Il tracciato di circa 3,7 km si sviluppa quasi in piano tra prati, ruscelli e bosco, con il Sassongher a dominare l’orizzonte e le pareti del Gruppo Sella di fronte.
Il percorso è adatto a chi cammina poco durante l’anno, frequentato da famiglie e biker, e termina nell’area delle cascate del Pisciadù, piccole ma scenografiche, dove si trovano tavoli all’aperto per una sosta.
Lago di Boè: 15-20 minuti dalla stazione a monte
Nel pomeriggio conviene puntare al Lago di Boè servendosi dell’ovovia da Corvara. L’arrivo è su un altipiano roccioso da cui parte un sentiero in moderata salita: in 15-20 minuti si raggiunge lo specchio d’acqua incastonato tra pietra e pendii erbosi.
Oltre il lago partono vie più tecniche e ferrate verso il Piz Boè (3152 m), ma per un weekend breve basta fermarsi qui e godersi il panorama.
Giorno 2: altipiani erbosi, Santa Croce e prati dell’Armentara
La seconda giornata è dedicata ai paesaggi d’alta quota. Pralongià offre viste a 360 gradi su prati ondulati e malghe distanti, mentre il versante del Sas dla Crusc introduce il santuario di Santa Croce e gli ampi prati dell’Armentara.
Pralongià in seggiovia: altipiano a 2157 m
Dal fondovalle di Planac, poco fuori Corvara, una seggiovia porta rapidamente in quota. In cima l’altipiano del Pralongià (circa 2157 m) è un balcone naturale: prati, larici e rifugi collegati tra loro.
Dal punto di arrivo al rifugio Pralongià si cammina per circa un quarto d’ora su sterrata ampia. Il terreno è adatto a escursioni semplici, con collegamenti anche verso Colfosco, La Villa e San Cassiano per chi desidera proseguire.
Santa Croce e Armentara: simboli ladini tra roccia e fioriture
Il pomeriggio porta ai piedi del Sas dla Crusc. A 2045 m sorge la chiesetta di Santa Croce, raggiungibile a piedi da Badia (sentiero 7), con seggiovia fino alla stazione intermedia più un tratto a piedi, oppure con la combinazione seggiovia + ovovia. Da qui si dirama il sentiero 15b verso la cosiddetta Grotta della Neve, area rocciosa non adatta a passeggini e poco indicata per bimbi piccoli, dove a inizio estate possono resistere chiazze di neve.
Ancora più dolci sono i prati dell’Armentara, un altipiano erboso raggiungibile dal sentiero 15a da Furnacia o dagli impianti di Santa Croce seguendo il 15. Il periodo più spettacolare per le fioriture, in genere, va da fine giugno ai primi di luglio.
Giorno 3: sentieri, cultura ladina ed Enrosadira
L’ultima giornata si concentra sulle passeggiate leggere e sulle tradizioni locali. Si può esplorare un antico sistema di mulini di legno e si riscoprono i centri della valle, dove la lingua ladina convive con italiano e tedesco.
Sentiero dei mulini a Lungiarù: storia rurale lungo il torrente
A pochi chilometri dal cuore dell’Alta Badia, il tracciato dei mulini segue un ruscello che un tempo azionava una serie di strutture lignee. Oggi solo il primo è ancora raggiunto dall’acqua, ma il percorso resta rilassante: prati, masi e il suono costante del torrente.
L’itinerario richiede un paio d’ore senza grandi dislivelli ed è un tuffo nella storia agricola della valle.
Tra i paesi e a tavola: serata ladina da prenotare
Restando nei centri principali – Corvara, Colfosco, La Villa, San Cassiano – si incontrano chiese slanciate, balconi fioriti e caffè con tavolini all’aperto. Nei negozi di alimentari si trovano speck, formaggi di malga e dolci secchi, mentre alcune serate nei masi propongono menu fissi della tradizione.
Esperienze segnalate parlano di menu completi attorno a 30-35 euro a persona, bevande escluse; è opportuno verificare disponibilità e prezzi prima di partire.
Enrosadira: quando le Dolomiti si tingono di rosa
Per lo spettacolo serale, la parte alta di La Villa offre un parcheggio con vista diretta sul Sas dla Crusc. Nelle serate limpide estive le pareti dolomitiche passano dal bianco caldo al rosa intenso, fino a sfumare nel viola, per effetto della luce radente e della composizione delle rocce.
A fine giugno il picco può arrivare dopo le 20, con orari che variano nel corso della stagione. Conviene arrivare in anticipo e portare uno strato in più, perché la temperatura scende rapidamente.
Articolo visto su (travel.thewom.it) È l’angolo più magico del Trentino-Alto Adige dove le vette diventano rosa: un paradiso per chi non ama faticare
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