il Nord guida e il Sud insegue. Veneto, Emilia-Romagna e Toscana si confermano al top. Calabria, Sicilia e Bolzano in fondo alla classifica


Sono Veneto, Emilia-Romagna e Toscana le realtà con le migliori performance complessive nell’erogazione dei Livelli essenziali di assistenza nel 2024. In fondo alla graduatoria si collocano invece Calabria, Molise e Sicilia, con criticità particolarmente evidenti nell’assistenza territoriale calabrese e nella prevenzione siciliana.

È quanto emerge dal monitoraggio dei Lea attraverso gli indicatori Core del Nuovo Sistema di garanzia, il cui percorso valutativo si è concluso il 14 maggio 2026 presso il Comitato permanente per la verifica dei livelli di assistenza. Il sistema assegna a ciascuna Regione un punteggio da zero a cento nelle tre macroaree della prevenzione, dell’assistenza distrettuale e dell’assistenza ospedaliera. La soglia di sufficienza è fissata a 60 punti e deve essere raggiunta separatamente in ogni area, senza possibilità di compensare un risultato negativo con le performance ottenute negli altri livelli assistenziali.

Nel 2024 tutte le Regioni e Province autonome, con tre sole eccezioni, hanno raggiunto almeno 60 punti in ciascuna macroarea. Restano fuori dall’intervallo di garanzia la Provincia autonoma di Bolzano, con 59 punti nella prevenzione, la Sicilia, ferma a 49 nella stessa area, e la Calabria, che nell’assistenza distrettuale si arresta a 52 punti.

Veneto davanti a tutti


Sommando, a fini descrittivi, i punteggi ottenuti nelle tre macroaree, il Veneto raggiunge quota 288 su 300, grazie a 96 punti nella prevenzione, 95 nel distretto e 97 nell’assistenza ospedaliera. È il risultato più elevato del Paese e mostra una performance molto omogenea lungo l’intero percorso assistenziale.

Alle sue spalle si collocano l’Emilia-Romagna con 282 punti complessivi — 97 nella prevenzione, 94 nel distretto e 91 negli ospedali — e la Toscana con 280 punti, rispettivamente 96, 94 e 90.

Seguono Piemonte, con 272 punti complessivi, Provincia autonoma di Trento con 271 e Lombardia con 270. Il Piemonte raggiunge 95 punti nella prevenzione, 90 nell’assistenza distrettuale e 87 in quella ospedaliera. Trento si distingue soprattutto per la prevenzione, dove ottiene il punteggio massimo nazionale, 98, e per l’area ospedaliera, con 94 punti. La Lombardia registra invece 96 punti nella prevenzione, 89 nel distretto e 85 negli ospedali.

Nella fascia alta figurano anche Umbria, Liguria e Friuli Venezia Giulia. Tra le Regioni meridionali la migliore performance complessiva è quella della Puglia, con 85 punti nella prevenzione, 76 nel distretto e 81 nell’area ospedaliera.

Prevenzione: Trento prima, Sicilia ultima


La prevenzione è la macroarea nella quale nel 2024 si osserva il miglioramento più diffuso. La crescita interessa quasi tutte le Regioni, con le sole eccezioni di Marche, Campania e Calabria.

Il punteggio più alto è quello della Provincia autonoma di Trento, con 98, seguita dall’Emilia-Romagna con 97. Lombardia, Veneto e Toscana raggiungono tutte quota 96, mentre Piemonte e Umbria si fermano a 95.

All’estremo opposto si trova la Sicilia, con appena 49 punti, undici sotto la soglia di garanzia. Anche Bolzano non raggiunge la sufficienza, fermandosi a 59. Poco sopra il limite si collocano Campania, con 61 punti, Marche con 65 e Calabria con 66.

Il divario tra la Provincia autonoma di Trento e la Sicilia arriva così a 49 punti, segnalando una forte differenziazione territoriale nella capacità di garantire vaccinazioni, screening oncologici e gli altri interventi di sanità pubblica compresi nel sistema di valutazione.

Assistenza distrettuale: Veneto al vertice, Calabria sotto soglia


Nell’assistenza territoriale il Veneto ottiene il risultato migliore, con 95 punti. Seguono Emilia-Romagna e Toscana, entrambe a quota 94, Piemonte con 90 e Lombardia con 89.

Buoni anche i risultati di Friuli Venezia Giulia e Marche, entrambe con 85 punti, Liguria con 84, Provincia autonoma di Bolzano con 83 e Umbria con 82. La Campania raggiunge 80 punti, mostrando un miglioramento rispetto agli anni precedenti.

La situazione resta tuttavia meno omogenea rispetto alla prevenzione. Il documento evidenzia come il Centro-Sud continui generalmente a registrare risultati più bassi. La Calabria è l’unica Regione insufficiente, con 52 punti. Seguono Molise, fermo a 62, Valle d’Aosta e Basilicata con 64 e Sardegna con 65.

Il divario tra Veneto e Calabria è di 43 punti. La macroarea distrettuale comprende, tra gli altri, indicatori relativi alle cure domiciliari, ai tempi di intervento dei mezzi di soccorso, alla presa in carico dei pazienti cronici, al consumo di antibiotici e alla disponibilità di posti nelle strutture residenziali.

Ospedali: tutte le Regioni promosse


L’assistenza ospedaliera è l’unica macroarea nella quale tutte le Regioni superano la soglia di garanzia. Il dato nazionale mostra però una lieve flessione rispetto al 2023.

Il Veneto guida anche questa classifica con 97 punti, seguito dalla Provincia autonoma di Trento con 94, dall’Emilia-Romagna con 91 e dalla Toscana con 90. Piemonte e Marche raggiungono 87 punti, Lombardia 85, Lazio e Puglia 81.

I punteggi più bassi si registrano in Molise, che raggiunge esattamente la soglia minima di 60 punti, Valle d’Aosta con 63, Provincia autonoma di Bolzano con 64, Sardegna con 66 e Campania con 68.

Il monitoraggio segnala una situazione ospedaliera stabilmente ottimale in Piemonte, Lombardia, Provincia autonoma di Trento, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana e Marche.

Calabria ultima nel risultato complessivo


Sommando i punteggi delle tre macroaree, la Calabria registra il valore complessivo più basso, 189 punti, penalizzata soprattutto dal risultato dell’assistenza distrettuale. Seguono Molise con 192 e Sicilia con 196.

La Basilicata totalizza 205 punti, Bolzano 206 e la Campania 209. Valori contenuti si registrano anche in Sardegna, con 212 punti, e Valle d’Aosta, con 213.

Questa somma non costituisce una graduatoria ufficiale del Nuovo Sistema di garanzia, perché il meccanismo ministeriale valuta separatamente ciascuna macroarea. Consente tuttavia di rappresentare la distanza complessiva tra i territori: tra il Veneto, primo con 288 punti, e la Calabria, ultima con 189, lo scarto è di 99 punti.

Il quadro del 2024 mostra dunque un miglioramento generale, soprattutto nella prevenzione e nell’assistenza distrettuale, ma conferma divari territoriali ancora rilevanti. Le insufficienze formali sono limitate a tre realtà, ma i risultati appena superiori alla soglia registrati in diverse Regioni indicano che il rispetto dei Lea resta fragile e fortemente disomogeneo tra le diverse aree del Paese.

Numeri positivi, ma la percezione dei cittadini racconta un’altra sanità


Letti nel loro insieme, i risultati del Nuovo Sistema di garanzia restituiscono l’immagine di un Servizio sanitario nel quale quasi tutto sembra funzionare: nel 2024 soltanto Calabria, Sicilia e Provincia autonoma di Bolzano non raggiungono la sufficienza in tutte e tre le macroaree, mentre l’assistenza ospedaliera risulta formalmente garantita sull’intero territorio nazionale.

Una rappresentazione che, tuttavia, non sempre coincide con l’esperienza quotidiana dei cittadini. Il superamento della soglia dei 60 punti certifica infatti il rispetto di un insieme di indicatori e non significa necessariamente che l’accesso alle cure sia semplice, tempestivo e uniforme. Liste d’attesa, difficoltà nel trovare un medico, pronto soccorso sovraffollati, rinuncia alle prestazioni e necessità di rivolgersi al privato possono continuare a pesare anche nelle Regioni formalmente promosse.

Lo stesso monitoraggio 2024 introduce, non a caso, un indicatore specifico sulla rinuncia alle prestazioni sanitarie per problemi organizzativi dell’offerta o per ragioni economiche. Il dato segnala la necessità di affiancare alla valutazione delle performance anche una lettura più diretta dell’accessibilità concreta dei servizi.

Il quadro, dunque, non è necessariamente contraddittorio: gli indicatori mostrano che la maggior parte delle Regioni raggiunge gli standard minimi previsti, ma non misurano da soli tutta la qualità percepita dai cittadini né tutte le difficoltà incontrate per ottenere una visita, un esame o una presa in carico. La fotografia dei Lea appare complessivamente positiva; la realtà vissuta dalle persone può essere molto meno rassicurante.



#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 ironfish_distributor

Source link

Di