Euro digitale, Parlamento Ue autorizza i negoziati


Dal 10 luglio il progetto si trova nel confronto interistituzionale. Il Parlamento porta al tavolo il limite di detenzione e la gratuità dei servizi base. Il Consiglio dispone già di un proprio mandato.

Commissioni agli esercenti ed eccezioni all’accettazione richiedono un testo comune. La BCE prosegue le attività preparatorie senza anticipare la scelta di emissione.

Effetti immediati: nessun nuovo obbligo per cittadini ed esercenti. L’euro digitale non è disponibile.


Sommario dei contenuti

Il mandato del 9 luglio: 416 favorevoli

Il voto di Strasburgo autorizza i rappresentanti del Parlamento a trattare sul testo che istituisce l’euro digitale. Hanno votato a favore 416 deputati. I contrari sono stati 169 e gli astenuti 22. Il conteggio pubblicato da Banca d’Italia coincide con il verbale della plenaria.

Il voto ECON del 23 giugno si era fermato alla decisione della commissione. La plenaria ha respinto le contestazioni e ha affidato il mandato alla delegazione guidata dal relatore Fernando Navarrete Rojas.

La norma finale richiede ancora il trilogo

Parlamento e Consiglio devono concordare lo stesso testo con la partecipazione della Commissione. L’accordo politico sarà seguito dall’adozione formale del regolamento. La BCE prenderà la propria decisione sull’emissione soltanto dopo quel passaggio.

La plenaria annuncia un primo incontro a breve. La procedura legislativa rimane separata dal lavoro tecnologico dell’Eurosistema.

Banconote e monete procedono nello stesso pacchetto

Accanto al regolamento digitale corre il testo sul corso legale di banconote e monete. Nessun gruppo ha contestato quel fascicolo in plenaria. Il mandato negoziale vale anche per la disciplina del contante, come registra Teleborsa.


La posizione parlamentare chiede accesso al contante nell’intera area euro e limita i rifiuti generalizzati negli esercizi. Le regole sui cartelli «no cash» e sulle clausole standard che escludono banconote saranno definite nel trilogo. Il Consiglio dell’Unione europea aveva già adottato nel dicembre 2025 una posizione favorevole all’accettazione diffusa e alla disponibilità del contante.

Lagarde lega la versione digitale al corso legale

Il regolamento attribuirebbe corso legale all’euro digitale dopo l’adozione. Il voto del 9 luglio non ha ancora prodotto quell’effetto. Christine Lagarde ha indicato a Euronews il contante e la versione digitale come mezzi destinati a convivere. TGcom24 ha ripreso la sua assicurazione sul mantenimento di banconote e monete.

Il messaggio pubblicato dalla presidente BCE e rilanciato da Radiocor colloca il trilogo prima della decisione di emissione. Le prove tecnologiche procedono su un binario distinto. L’ordine impedisce di confondere l’autorizzazione politica con un lancio già deliberato.

Moneta della BCE in formato elettronico

Ogni euro digitale rappresenterebbe una passività dell’Eurosistema. Il saldo bancario ordinario costituisce un credito verso l’istituto commerciale presso cui si trova il conto. Un’unità digitale varrebbe un euro al pari di un’unità in contanti. Le criptoattività prive di emittente centrale appartengono a una categoria diversa.

L’utente accederebbe tramite il proprio prestatore di servizi di pagamento o un intermediario pubblico. Il portafoglio sarebbe disponibile su smartphone o carta. Servirebbe per acquisti nei negozi e nel commercio elettronico. I trasferimenti fra persone rientrerebbero nello stesso circuito.


Online e offline assegnano compiti diversi

Nel canale online l’operazione attraverserebbe il conto in euro digitale amministrato dal prestatore. Nel canale offline il dispositivo conserverebbe l’importo destinato a una transazione di prossimità senza collegamento di rete. Il mandato parlamentare include entrambe le modalità.

La separazione fra identità del titolare e messaggi ricevuti dall’Eurosistema sostiene la protezione dei pagamenti. La BCE dichiara che i flussi in suo possesso non dovrebbero consentirle di riconoscere chi paga o che cosa compra. Gli intermediari continuerebbero a svolgere i controlli previsti dalla legge nel canale online.

Servizi base gratuiti e tetti alle commissioni

Il mandato parlamentare protegge l’accesso gratuito del cittadino ai servizi base. L’apertura del portafoglio e la gestione del saldo rientrano nella fascia senza addebito. Anche almeno un mezzo di pagamento deve essere incluso.

Prestazioni aggiuntive potrebbero avere un prezzo. Nel mandato del Parlamento i pagamenti offline resterebbero privi di commissioni. Le somme richieste agli esercenti e gli importi scambiati fra operatori avrebbero limiti fissati dalla legge. Il testo esaminato il 14 giugno aveva già individuato i divieti di aggiramento della gratuità. Il voto di luglio sottopone ora quelle clausole al confronto con il Consiglio.

Il limite di detenzione non ha ancora una cifra

Parlamento e Consiglio concordano sulla presenza di un tetto individuale e sull’assenza di interessi. Divergono sul potere di fissarlo. Il mandato parlamentare attribuisce alla Commissione un massimale europeo fondato su una raccomandazione BCE e rivendica il voto dell’Aula.


Il Consiglio affida alla BCE la soglia applicabile entro un limite comune deciso dagli Stati e rivisto almeno ogni due anni. Il trilogo dovrà unificare i due assetti. Qualsiasi cifra circolata prima dell’accordo non costituisce una soglia giuridica.

Il tetto conserva al portafoglio la destinazione di mezzo di pagamento e frena trasferimenti ampi dai depositi bancari verso moneta della banca centrale. Nel mandato parlamentare le imprese non terrebbero saldi permanenti. Gli incassi sarebbero riversati entro 24 ore. L’assenza di remunerazione segue la stessa scelta.

Accettazione ampia, eccezioni per attività minori

La posizione del Parlamento estende l’obbligo alla maggioranza degli esercenti. Sono esentati i lavoratori autonomi. L’esenzione riguarda anche microimprese e piccole imprese che già non accettano pagamenti elettronici privati. Un guasto che impedisce materialmente il pagamento consente il rifiuto temporaneo.

L’obbligo mira a offrire la stessa possibilità di pagamento nell’intera area euro. La misura delle commissioni per gli esercenti sarà fissata nel trilogo. Lo stesso negoziato disciplinerà la remunerazione dei prestatori che distribuiscono il servizio.

Un circuito europeo per i pagamenti quotidiani

L’area euro condivide la valuta. Le manca un circuito pubblico digitale utilizzabile in ogni paese aderente. Carte e portafogli transfrontalieri dipendono in larga misura da operatori con sede fuori dall’UE. Il progetto inserisce moneta della banca centrale in uno spazio oggi dominato da reti private.


Deutsche Welle e Reuters hanno documentato la medesima dipendenza da operatori non europei. L’euro digitale rimarrebbe accanto ai mezzi privati già usati. La concorrenza riguarderebbe il canale di pagamento. La valuta resterebbe l’euro.

Dodici mesi di pilota prima dell’eventuale emissione

Il pilota BCE partirà nella seconda metà del 2027 e durerà dodici mesi. Coinvolgerà intermediari selezionati e alcuni esercenti. Il personale dell’Eurosistema prenderà parte alle prove.

L’unità usata nel pilota sarà una versione beta priva di corso legale. Le prove copriranno pagamenti fra persone e acquisti negli esercizi in un ambiente controllato. La BCE mira a essere pronta nel 2029 per una prima emissione eventuale.

La condizione indicata dalla BCE è l’adozione del regolamento nel 2026. La decisione di emettere verrà dopo e rimarrà nelle mani del Consiglio direttivo.



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 Junior Cristarella

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