Stop al beach club Tavolara Bay, 200 milioni in bilico in Gallura — idealista/news


Stop a sorpresa in Gallura: è stato revocato il via libera al beach club previsto a Cala Finanza, davanti all’area marina protetta di Tavolara – Punta Coda Cavallo. Si tratta della prima tessera di un progetto da 200 milioni di euro, pensato per trasformare Porto San Paolo in un polo di alta gamma con hotel, ville e servizi. L’avvio del Fasano Al Mare Beach Club era previsto già per questa estate, ma le proteste delle comunità locali e ambientaliste, unite alla contrarietà espressa dalla Regione sulla prima fase, hanno spinto al passo indietro. Ora l’operazione entra in standby, mentre i promotori valutano se presentare ricorso. 

Cosa prevedeva Tavolara Bay

Il disegno industriale, promosso da Tavolara Bay insieme al gruppo brasiliano JHSF, puntava a una destinazione integrata nell’area di Porto San Paolo, a pochi minuti dall’aeroporto di Olbia. La superficie interessata dal masterplan è di circa 100 ettari, con una quota edificata indicata al 3% e il restante destinato a spazi aperti e verde. Secondo la società, l’area individuata alle spalle del centro abitato ricade in un Puc già approvato, che consentirebbe le volumetrie pianificate.

Il progetto mirava a creare un’offerta completa per il turismo di fascia alta, con un mix calibrato tra residenziale e ricettivo. L’obiettivo dichiarato era estendere la stagione oltre i mesi estivi, facendo leva su sport, benessere e attività all’aria aperta. 

La prima fase: il beach club (ora bloccato)

L’avvio operativo sarebbe dovuto partire dal Fasano Al Mare Beach Club, programmato per l’estate, insieme a una soluzione di glamping collegata a servizi da resort. Proprio questa prima fase è stata fermata: il governo ha ritirato l’autorizzazione alla realizzazione del beach club di lusso nella storica Villa Joy a Cala Finanza, affacciata su uno degli scenari più iconici della Gallura. A essere bocciato è stato il glamping proposto; secondo i promotori, in questa porzione non erano previste nuove costruzioni in cemento.


Il diniego arriva dopo settimane di contestazioni da parte di residenti e associazioni ambientaliste, che hanno segnalato la delicatezza del contesto paesaggistico e marino. La stessa Regione aveva espresso contrarietà sullo sviluppo iniziale. Il risultato è un semaforo rosso proprio sulla componente “apri-pista” del piano, con effetti a catena su tutto il cronoprogramma.

Hotel, ville e servizi: cosa resta sulla carta

Al netto dello stop al beach club, il masterplan definiva un mix di funzioni pensato per consolidare una destinazione a ciclo lungo. La parte ricettiva prevede un hotel di circa 50 camere; sul fronte residenziale sono indicate 26 ville di fascia alta. A supporto, un sistema di ristorazione, spa e impianti sportivi, con un focus su golf e attività outdoor utile ad ampliare l’appeal nei mesi di spalla.

Secondo i promotori, il disegno urbano si fonda su bassa densità e ampie superfici a verde, con l’edificato limitato a una piccola quota dell’area complessiva. Un impianto che, nelle intenzioni, dovrebbe coniugare comfort e tutela del paesaggio, garantendo al tempo stesso una gestione dei flussi più diluita nel calendario.

Dove si sarebbe sviluppato e quali regole urbanistiche

L’area interessata dal masterplan si colloca alle spalle di Porto San Paolo, in posizione strategica per collegamenti e servizi. Dalla società si precisa che il Piano urbanistico comunale in vigore consentirebbe le volumetrie previste per le fasi successive al beach club. Questo elemento è cruciale perché delimita il perimetro autorizzativo entro cui si potrà eventualmente discutere il prosieguo dell’iter.

Resta tuttavia il tema della compatibilità paesaggistica e ambientale, su cui si è concentrata la mobilitazione locale e il pronunciamento politico. La cornice regolatoria, in un contesto costiero sensibile, impone infatti verifiche stringenti e una sequenza autorizzativa complessa, a maggior ragione dopo il ritiro del primo via libera.


Le ragioni del no: contestazioni e tutela del paesaggio

La reazione delle comunità e delle associazioni ambientaliste ha rappresentato il principale fattore di freno nella fase iniziale. Il fronte critico ha evidenziato l’unicità di Cala Finanza e la prossimità all’area marina protetta di Tavolara – Punta Coda Cavallo, chiedendo maggiori garanzie su impatti e fruizione della costa. La Regione ha espresso contrarietà alla prima fase del piano, contribuendo a creare le condizioni per la successiva revoca dell’autorizzazione statale al beach club.

In questo quadro, si è innescato un confronto più ampio su quale modello di sviluppo sia compatibile con i valori paesaggistici della Gallura e con l’equilibrio socioeconomico locale. Il ritiro del via libera segna uno spartiacque e apre un fronte procedurale che potrebbe proseguire in sede di ricorso.

L’impatto economico atteso dai promotori

Sotto il profilo economico, l’operazione viene presentata come un investimento capace di attivare un circolo virtuoso per il territorio. La ricaduta complessiva, secondo le stime dei promotori, potrebbe arrivare fino a tre volte il capitale investito. L’effetto, nelle loro previsioni, non si fermerebbe a Porto San Paolo ma coinvolgerebbe l’intera costa nord-orientale, grazie alla destagionalizzazione dei flussi e alla crescita della spesa media.

La leva principale individuata è l’integrazione tra ospitalità, residenziale e servizi, con pacchetti esperienziali e infrastrutture sportive in grado di prolungare la permanenza. Un approccio che ambisce a intercettare una domanda internazionale ad alta capacità di spesa, consolidando l’immagine di qualità della destinazione.

Chi c’è dietro: il gruppo JHSF e il brand Fasano

Partner del progetto è JHSF, gruppo brasiliano attivo da oltre 25 anni nello sviluppo di destinazioni integrate di alta gamma. Il portafoglio comprende iniziative in Brasile e Uruguay, con un modello che combina residenze, hotel e servizi premium. JHSF controlla anche il marchio Fasano, posizionato nel segmento lusso, indicato per la gestione del beach club programmato a Porto San Paolo.


Il coinvolgimento di un operatore internazionale con esperienza in progetti complessi è stato presentato come garanzia di qualità e capacità di esecuzione. Resta ora da capire se e come tale know-how potrà essere messo a terra alla luce dello stop intervenuto sulla prima fase.

Articolo visto su (ilsole24ore.com) Tavolara bay, un progetto da 200 milioni tra hotel e ville di lusso


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