La sostenibilità industriale non è più solo un dovere etico ma un fattore di competitività economica e di autonomia del territorio. Un esempio concreto arriva dalla gestione dei rifiuti sanitari speciali a rischio infettivo prodotti quotidianamente dalle strutture ospedaliere. Si tratta di scarti complessi che richiedono una filiera di trattamento rigorosa, ma che racchiudono anche un grande potenziale: la trasformazione in fonte di energia pulita. Fino ad ora, la carenza di impianti di prossimità nel Centro-Sud ha costretto i camion carichi di questi materiali a lunghi viaggi su gomma, appesantendo i costi di smaltimento a carico delle ASL.
La risposta a questa duplice esigenza – ambientale ed economica – entrerà in funzione ai primi di ottobre 2026 a Terni. Si chiama COSECO ed è il nuovo impianto per la sterilizzazione dei rifiuti sanitari e il recupero di combustibile per la produzione energetica realizzato dal Gruppo HTR di Roma. Dal punto di vista geografico, si tratta del primo polo di questa tipologia nella Regione Umbria, concepito come un modello di economia circolare applicata. L’obiettivo industriale è intercettare in modo efficiente i residui prodotti dalle grandi strutture ospedaliere comprese tra Roma e Firenze, riducendo i trasporti a lungo raggio e trasformando un costo di gestione in una risorsa energetica locale. [1]
Il sito completerà la fase di cantiere ad agosto 2026, per poi passare ai collaudi tecnici nel mese di settembre. Dal punto di vista tecnologico, il nucleo operativo è costituito da un sistema di sterilizzazione a vapore ad alta pressione conforme alle normative UNI. Questo processo permette di trattare i rifiuti solidi a rischio infettivo declassificandoli a rifiuti non pericolosi. Il materiale in uscita viene così convertito in combustibile destinato alla valorizzazione all’interno dei termovalorizzatori locali, inserendo la filiera sanitaria nel circuito della produzione energetica regionale.
L’autorizzazione iniziale della struttura prevede una capacità di ritiro pari a duemila tonnellate annue di rifiuti solidi a rischio infettivo e altrettante di rifiuti liquidi. L’impianto è stato tuttavia sovradimensionato in fase progettuale, per consentire un incremento della produzione a regime fino a quattromila tonnellate di solidi e tremila di liquidi all’anno. Il piano di sviluppo industriale prevede inoltre l’integrazione, a inizio 2027, di un tunnel di lavaggio automatizzato per la sanificazione dei contenitori contaminati. Ai fini della sicurezza ambientale, la linea di accettazione è dotata di un portale per il rilevamento della radioattività, sebbene sia tassativamente escluso il trattamento di rifiuti radioattivi ospedalieri, che seguono canali di smaltimento separati.
Il Progetto COSECO – spiega Matteo Bettoja, Partner HTR e Responsabile del programma – mira a un duplice obiettivo: industriale e di finanza pubblica. Con questa iniziativa la società entra in un segmento di mercato ancora poco sviluppato in Italia, con un obiettivo di fatturato di circa cinque milioni di euro nei primi tre anni di esercizio. L’impatto sul territorio si tradurrà in una drastica riduzione della catena logistica e in un abbattimento dei costi di smaltimento per le ASL e i grandi poli ospedalieri di Perugia, Firenze e non solo.
Sotto il profilo strategico, questo nuovo polo rappresenta una svolta nel modello di business di HTR. Fondata nel 2003 e cresciuta come operatore focalizzato sull’intermediazione e sull’utilizzo di impianti di terzi, la società acquisisce con COSECO il suo primo asset produttivo di proprietà. I dati di bilancio evidenziano una traiettoria di crescita costante per il gruppo a capitale interamente italiano, che ha chiuso l’esercizio 2025 con un fatturato di 43 milioni di euro e stima di superare la quota dei 50 milioni entro la fine del 2026, potendo contare su oltre 160 dipendenti diretti distribuiti tra le sedi direzionali di Roma e Milano e circa 450 cantieri aperti sul territorio nazionale.
La diversificazione delle attività della società spazia oggi attraverso l’operatività di altre tre divisioni specializzate, a partire da quella dedicata alle bonifiche ambientali e alla messa in sicurezza di siti contaminati e amianto, che ha registrato 278 cantieri eseguiti nel solo 2025, posizionando l’azienda tra i primi cinque operatori del comparto in Italia. A questa si affianca il comparto ingegneristico delle demolizioni e dello strip-out per la riqualificazione di grandi immobili, segmento in cui l’azienda vanta una quota di recupero e riciclo dei materiali di cantiere pari al 93%. Infine, la divisione intermediazione gestisce la tracciabilità e il conferimento a destino dei residui speciali pericolosi e non pericolosi.
Proprio le evoluzioni di mercato dei grandi interventi civili e di strip-out stanno registrando una progressiva trasformazione geografica. Come illustrato da Gianluca Morelli, Partner e Responsabile Commerciale di HTR, i flussi di investimento si stanno progressivamente spostando dalle grandi aree urbane verso le località turistiche d’eccellenza – tra le quali spiccano Fasano, Portofino e l’area del Lago di Como – trainati dall’afflusso di capitali esteri nel settore dell’hotellerie di lusso e del real estate.
In un settore ad alto impatto come quello della gestione ambientale, l’analisi dei fattori ESG costituisce inoltre un indicatore fondamentale per misurare la reputazione di un partner industriale. Il profilo di governance del gruppo registra in questo senso la pubblicazione del primo Bilancio di Sostenibilità, focalizzato sul finanziamento di progetti di inclusione sociale e attività sportive per giovani con disabilità. A questo si aggiunge un indicatore di affidabilità finanziaria legato alla gestione della filiera: l’azienda ha ottenuto per il terzo anno consecutivo il riconoscimento per la puntualità bancaria nei pagamenti verso fornitori e subappaltatori. Elementi di responsabilità sociale che, secondo il Presidente Vincenzo Maria Cozzoli, supportano la crescita dimensionale dell’azienda, trasformandola da piccola realtà locale in un player strutturato della transizione ecologica nazionale.
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