Candiolo si chiama Inoc e punta a una biobanca di 3mila metri quadrati


A pochi giorni dal cambio di nome della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, che celebrando il suo 40esimo anniversario è diventata Fondazione Allegra Agnelli, un altro importante cambiamento è stato annunciato in occasione dei 30 anni dell’Istituto di Candiolo Ircss: la nascita di Inoc Istituto Nazionale Oncologico Candiolo. Non solo un nuovo nome, ma novità cruciali riguardanti dimensioni e dotazioni dell’Istituto destinate a cambiare anche grazie ai 250 milioni di investimento della Fondazione.

Entro il 2035 la trasformazione sarà notevole, come ha spiegato la direttrice scientifica Anna Sapino: «Con la nascita di Inoc la ricerca oncologica di precisione fa un salto di qualità ed entra in una nuova era grazie soprattutto al progetto Biolife, una piattaforma strutturale e tecnologica di ricerca, che vede al suo interno la Biobanca, il Centro organoidi, il Centro di omiche avanzate e il collegamento con il repository di dati clinici. Il cuore pulsante di Biolife sarà la Biobanca: con una superficie di 3000 metri quadrati sarà l’archivio vivente più grande d’Italia di campioni biologici umani associati ai dati clinici per creare coorti di pazienti “in vitro”. La nuova struttura raccoglierà e conserverà dai tessuti al plasma, dal Dna al sangue, fino alla saliva e alle feci, in modo da preservare tutte le componenti biologiche offerte dal paziente, perché nulla vada perduto. La conservazione di campioni “vitali” è il tassello cruciale al funzionamento del Centro Organoidi, un innovativo laboratorio, che con tecnologie avanzate, consentirà non solo di replicare mini-modelli in 3D dei singoli tumori derivati dalle cellule malate, ma anche il microambiente in cui crescono, con vasi sanguigni, cellule del sistema immunitario e fibroblasti, per ricreare in laboratorio il tumore così come è presente nell’organismo e vedere come reagiscono tutte le componenti di difesa messe in campo. Tutto questo consentirà di testare nuovi farmaci con uno screening farmacologico su ampia scala per offrire terapie contro il cancro su misura, non solo ai nostri pazienti ma anche a tutti coloro che hanno le stesse caratteristiche molecolari».

Inoc sarà dotato anche di una nuova piastra tecnologica che ospiterà fino a 15 sale operatorie ad alta tecnologia e imaging diagnostico avanzato, oltre ad accogliere la “Nuvola dei Saperi”, spazio di incontro tra ricercatori e clinici che potranno dialogare e lavorare insieme ogni giorno. Green ed ecosostenibile, Inoc sarà immerso in un parco di 20.000 metri quadrati dove il contatto con gli spazi verdi integrerà la cura, e interamente alimentato da fonti energetiche rinnovabili, prodotte sul territorio. Entro il 2035 l’ospedale supererà i 95mila metri quadrati complessivi, con un ampliamento di 35mila rispetto agli attuali. Il nuovo spazio sarà così suddiviso: 19mila metri quadrati destinati alla clinica, 6mila alla ricerca e 10mila a spazi tecnologici per l’umanizzazione e la socialità.

Ma la nuova frontiera della ricerca per la personalizzazione delle cure all’Inoc passerà anche attraverso l’analisi delle varianti del Dna del paziente che possono influenzare la risposta ai farmaci, partendo dal passaporto farmacogenomico. «Si tratta di una carta d’identità genetica del paziente che rivelerà come l’organismo di ogni singolo individuo metabolizza i farmaci. Nella pratica clinica tutto questo si tradurrà in terapie più mirate, non solo antitumorali, ma anche ad esempio antibiotici o antiacidi per lo stomaco, per ridurre il rischio di “tentativi” di trattamenti inefficaci o addirittura dannosi» riferisce Sapino. «Un approccio che Aifa ha già indicato come direzione strategica per il sistema sanitario nazionale, e che Inoc si candida a realizzare per la prima volta su larga scala partendo dai pazienti più fragili per aprire la strada a tutti. Studi innovativi che permetteranno la creazione di un sistema evoluto di analisi predittiva del rischio di tossicità e complicanze. Nel Centro di Omiche Avanzate l’integrazione dei dati di genomica del paziente e del tumore con dati dinamici di proteomica e metabolomica, consentirà una visione olistica della malattia “cancro”».


Da sin. Andrea Agnelli, Allegra Agnelli, Orazio Schillaci, Anna Sapino, Salvatore Nieddu

L’Istituto di Candiolo è un Irccs privato e senza scopo di lucro. «Rappresenta un esempio fortemente virtuoso: è fondato sul principio del sostegno privato a favore dell’interesse pubblico, con attività di cura e ricerca interamente al servizio della sanità pubblica; è un’istituzione ad altissimo contenuto tecnologico; ed è capace di attrarre i migliori giovani talenti, sia italiani che internazionali» afferma Andrea Agnelli, Presidente Inoc. «Dopo 30 anni di risultati, crescita e innovazione, oggi l’Istituto si dota di una nuova identità. Inoc. Non è solo un nuovo nome: rappresenta il passaggio di Candiolo a punto di riferimento nell’oncologia di precisione. In questo percorso un ruolo centrale spetta alla Fondazione Allegra Agnelli, che ha accompagnato con una visione precisa la nascita e la crescita dell’Istituto, dotandolo oggi di un’ambizione rinnovata e di una visione di lunghissimo periodo. Questo grazie alla strategia ‘Crescere Insieme’, sviluppata congiuntamente dalle due fondazioni negli ultimi due anni, che ha sostenuto in primis lo sviluppo infrastrutturale con un investimento di 250 milioni».

«Dare concretezza al sogno di sconfiggere il cancro significa trasformare la speranza in strumenti sempre migliori di ricerca e cura al servizio del paziente. Candiolo è nato come luogo della comunità e per la comunità, fondato su valori di eccellenza, umanità, accessibilità e fiducia, che hanno guidato la scelta di impegnarmi in prima persona quarant’anni fa e che sono oggi motore del progetto di crescita del Candiolo e punto di riferimento per tutti coloro che operano in nome della Fondazione e dell’Istituto» ha detto Allegra Agnelli, Presidente della Fondazione. Green ed ecosostenibile, Inoc sarà interamente alimentato da fonti energetiche rinnovabili prodotte sul territorio e immerso in un parco di 20.000 metri quadrati dove il contatto con lo spazio verde sarà parte integrante della cura. 

Foto di Inoc

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 Nicla Panciera

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