IL TEATRO DELL’ASSURDO Cronache di Resistenza Politica e Verità Documentate a cura di Aldo Alessio (Ulisse) ◆ Comunicato N°49 ◆ 5 luglio 2026
MISS BALLE SPAZIALI alias La Capasanta — (Samān) Cronaca di un governo all’insegna dell’arroganza
Cronaca di un’amministrazione che scambia il Municipio per un palcoscenico
Il cielo di Gioia Tauro, un tempo trapuntato di stelle, è ormai invaso dalle grandi «balle spaziali» della Capasanta: tante, e tali, da oscurare ogni altra luce. Tra le tante di questi giorni, né scegliamo due in particolare, perché toccano fatti verificabili e documenti alla mano: la vicenda dell’acquisizione dell’ex Silo, bene confiscato al clan Piromalli, e l’acquisto delle eco-isole, presentate in città in pompa magna — video celebrativo compreso — come un merito esclusivo dell’attuale Amministrazione, quando invece raccontano tutt’altra storia.
1) La favola dell’ex Silo
La Capasanta, che la sera dice una cosa e la mattina il suo esatto contrario, è talmente immersa nella propria recita da scambiarla ormai per realtà: si è convinta — e vorrebbe convincere i cittadini — che l’acquisizione dell’ex Silo, immobile in località Pontevecchio già di proprietà di Pino Piromalli, sia farina del suo sacco. I documenti raccontano una storia diversa.
Si tratta di un bene sequestrato alla mafia nel 1999 e confiscato definitivamente nel 2005. Da quella data, per quattordici anni, se ne sono perse le tracce: né il Comune di Gioia Tauro, né l’Ufficio del Demanio di Reggio Calabria, né successivamente l’Agenzia Nazionale dei beni confiscati — che ha sede nella stessa città — ne avevano più notizia. La Capasanta e suo marito hanno avuto 14 anni di tempo a loro disposizione per occuparsene, potendolo fare acquisire al Comune già durante l’intera Amministrazione Bellofiore, nella quale la Capasanta ricopriva un ruolo tutt’altro che marginale.
Quando, nel giugno 2019, si insediò l’Amministrazione Alessio, il problema fu sollevato immediatamente: ma nessuno, tra i funzionari dell’epoca — incluso l’architetto Francesco Mangione, responsabile dell’Ufficio Tecnico e marito della Capasanta — sapeva nulla dell’esistenza dell’ex impianto agrumario di Pontevecchio, denominato «Silo» (Società Industriale Lavorazione Ortofrutta). Solo grazie alla memoria, all’iniziativa del Sindaco Alessio, e ad accertamenti condotti con l’Agenzia Nazionale dei beni confiscati fu ritrovato il decreto di confisca e il 14 novembre 2019, con delibera di Giunta Comunale n. 99, l’Amministrazione Alessio ne chiese formalmente l’assegnazione.
17 giugno 2020 — alla presenza dei consiglieri comunali di maggioranza e di minoranza, e dei Carabinieri della Stazione di Gioia Tauro, il Comune prende ufficialmente possesso dell’ex Silo.
Quel giorno, alla presenza dei consiglieri comunali di maggioranza e di minoranza, il Sindaco Alessio si recò sul posto con i Carabinieri della Stazione dell’Arma di Gioia Tauro per rompere il lucchetto ed entrare nell’ex Silo, prendendone ufficialmente possesso. L’Amministrazione decise di destinare il bene a isola ecologica, (opera mai iniziata nonostante la Regione Calabria avesse inviato al Comune le somme necessarie), riutilizzando un vecchio finanziamento di € 166.000 ottenuto dall’Amministrazione Bellofiore nel 2014 e rimasto fino ad allora inutilizzato.
Il cantiere, che sarebbe dovuto partire già nel 2014-2015, si trascinò a lungo: cinque anni di ritardo avevano nel frattempo fatto lievitare i prezzi, riducendo ciò che con la stessa cifra si sarebbe potuto realizzare. Sotto la guida degli uffici tecnici — prima l’architetto Marfia, poi l’architetto Carpinelli — le gare andarono più volte deserte, e in un caso un’impresa aggiudicataria rinunciò alla firma del contratto dopo sei mesi di attesa. Il periodo della pandemia e, in seguito, l’invasione russa dell’Ucraina allungarono ulteriormente i tempi. Nonostante tutto, l’isola ecologica fu completata e resa pronta all’uso solo a fine mandato dell’Amministrazione Alessio.
Va inoltre ricordato che l’Agenzia dei beni confiscati affidò a un’impresa i lavori di smontaggio dei macchinari ancora presenti nei capannoni e che, secondo quanto riportato all’epoca dalla stampa, all’impresa sarebbe stata richiesta una tangente da esponenti del clan Piromalli.
In attesa della realizzazione dell’isola ecologica, l’ex Silo fu utilizzato come deposito dei mezzi comunali — tra cui alcuni mezzi confiscati alla mafia, in seguito oggetto di furto da parte della stessa ‘ndrangheta (cfr. Gazzetta del Sud).
Il 3 giugno 2023 fu effettuato un terzo sopralluogo, con una nuova impresa aggiudicataria: in quell’occasione il Sindaco Alessio dichiarò che «se rinuncia anche questa, allora vuol dire che c’è qualcosa che non va».
Ed ecco che, al termine di questa lunga odissea, compare la Capasanta: trova tutto pronto per incrementare la raccolta differenziata grazie all’isola ecologica e al trasferimento della raccolta dei rifiuti dall’autoparco comunale alla Marina di via Carrera Fonda, in località Pontevecchio. E, gonfiando il petto, dichiara di aver avuto lei il coraggio di acquisire un bene di Pino Piromalli — a differenza di chi l’ha preceduta, che a suo dire non avrebbe avuto lo stesso coraggio.
Le narrazioni, però, si documentano: per l’Amministrazione Alessio parlano gli atti depositati in Comune e le delibere di Giunta a partire dalla n. 99 del 14 novembre 2019. Della Capasanta, restano solo le sue chiacchiere.
2) Le eco-isole: il video celebrativo e la storia vera mai raccontata
Anche sul secondo punto siamo costretti a smentire una narrazione di fantasia. Non ripercorreremo qui in quali condizioni fu ereditata la città, né le montagne di rifiuti allora esistenti, frutto di un servizio di raccolta inefficiente gestito, all’epoca, dallo stesso Ufficio Tecnico guidato dall’architetto Francesco Mangione — marito della Capasanta. I mezzi per la raccolta erano tutti a noleggio, sebbene la terza Amministrazione Alessio, nel 2001, avesse lasciato in eredità un autoparco comunale allora all’avanguardia in Calabria, con autocompattatori monoperatori, a caricamento laterale, computerizzati e robotizzati, da 26 mc e con tramoggia da carico di 3,8 mc, lava cassonetti e gasoloni.
Nella quarta Amministrazione Alessio, dopo alcune gare per l’acquisto di nuovi mezzi che — secondo quanto lamentato all’epoca dagli uffici — sarebbero andate ripetutamente deserte per come risultavano predisposte, si riuscì comunque a dotare il Comune di mezzi propri e necessari alla raccolta.
Inoltre fu presentato dall’Amministrazione Alessio un progetto finanziato con Decreto Ministeriale n. 243 del 14 luglio 2023, con fondi PNRR, per un importo complessivo di € 980.481,27, finalizzato alla «Digitalizzazione e miglioramento del servizio di raccolta differenziata dei rifiuti effettuato tramite il sistema porta a porta»: un progetto che prevedeva l’acquisto di isole ecologiche, cassoni scarrabili, mastelli e kit di raccolta da distribuire alle famiglie, secondo il quadro economico che segue.
Le carte alla mano: il quadro economico del progetto PNRR (D.M. n. 243 del 14/07/2023)
Voce di spesa Importo Incidenza
- A) Forniture di attrezzature (isole ecologiche, scarrabili, mastelli, ecc.) € 693.598,97 —
- B) Programmi informatici e materiali tecnici (canone 5 anni) € 66.598,80 —
Totale forniture e servizi (A + B) € 760.197,77 —
Spese per il personale (art. 113 D.Lgs. 50/2016) € 14.000,00 1,74%
Spese di consulenza tecnica € 32.000,00 3,97%
IVA e altri oneri fiscali/accessori € 174.283,50 —
TOTALE COMPLESSIVO DELL’INTERVENTO € 980.481,27 100%
Fonte: R.01 — Relazione tecnico-illustrativa, Comune di Gioia Tauro, PNRR M2C1.1.I1.1 Linea A, Decreto Ministeriale n. 243 del 14/07/2023.
Il dettaglio delle forniture e delle quantità acquistate
La tabella seguente riporta il dettaglio delle singole voci che compongono il totale di € 760.197,77 (righe A e B della tabella precedente): attrezzature, contrassegnate dal codice «d», e servizi di digitalizzazione, contrassegnati dal codice «e». Ai fini della corretta lettura del quadro economico, si segnala che la somma di queste voci non coincide con il totale complessivo dell’intervento (€ 980.481,27): quest’ultimo, come illustrato sopra, include anche IVA, spese di personale e di consulenza tecnica.
Cod. Intervento / fornitura Quantità Prezzo unitario Prezzo complessivo
d.1 Pattumiera da 20 l, anti-randagismo, con tag RFID 6.975 € 6,22 € 43.405,43
d.2 Mastello da 40 l, con tag RFID 13.950 € 8,76 € 122.243,85
d.3 Bidone carrellato da 240 l, con tag RFID 2.847 € 43,05 € 122.571,89
d.4 Lettori RFID e bar code per gli operatori 12 € 1.143,00 € 13.716,00
d.5 Antenne UHF RFID per i mezzi di raccolta 12 € 1.397,00 € 16.764,00
d.6 Isola ecologica informatizzata a 5 moduli 3 € 41.910,00 € 125.730,00
d.7 Transponder card o portachiavi per l’utenza 6.975 € 2,03 € 14.173,20
d.8 Container scarrabile da 30 m³ 10 € 7.500,00 € 75.000,00
d.9 Compattatore scarrabile da 22 m³ 1 € 38.074,60 € 38.074,60
d.10 Macchina esterna per la triturazione del vetro 1 € 19.050,00 € 19.050,00
d.11 Attrezzatura aspirante per la triturazione del vetro 1 € 12.700,00 € 12.700,00
d.12 Postazione intelligente per piccoli RAEE 1 € 19.050,00 € 19.050,00
d.13 Distributore automatico di kit di buste 4 € 17.780,00 € 71.120,00
Totale forniture di beni (voce d) € 693.598,97
e.1 Digitalizzazione del censimento delle utenze (5 anni) 7.924 € 2,54 € 20.126,96
e.2 App interattiva dedicata alle utenze (5 anni) 7.924 € 5,08 € 40.253,92
e.3 Software gestionale ERREDI (modulo Errebin) 1 € 5.080,00 € 5.080,00
e.4 Abbonamento annuo software — canone di sistema 1 € 172,72 € 172,72
e.5 Abbonamento annuo software — canone utente 1 € 965,20 € 965,20
Totale servizi di digitalizzazione (voce e) € 66.598,80
Totale forniture e servizi (voci d + e) € 760.197,77
Fonte: Relazione tecnica e descrittiva di progetto, pagine 17-19, Comune di Gioia Tauro.
Possiamo solo aggiungere che l’attuale Amministrazione si è fatta bella con il lavoro dell’Amministrazione Alessio, lasciando intendere ai cittadini che il merito fosse tutto suo. Con le carte alla mano, dimostriamo che continuano a raccontare i sogni altrui come propri, senza voler ammettere ciò che di buono hanno ereditato: bravi solo a gettare discredito e fango su un’Amministrazione che, pur non ripresentandosi alle elezioni del 2024, ha lavorato fino all’ultimo giorno per la città.
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