Gasp… Margiotta-Frara, tandem di ex giallazzurri corre verso la Roma

Sono state due colonne del Frosinone, anche se in epoche diverse. A loro sono legati momenti indelebili. Se ad un tifoso giallazzurro provate a fare i nomi di Massimo Margiotta e Alessandro Frara, correte il concreto rischio di restare mezza giornata a sfogliare ricordi, aneddoti, pagine di storia della squadra giallazzurra. Facciamola corta e andiamo al sodo: entrambi potrebbero (il condizionale nel calcio è d’obbligo ma siamo ai dettagli) ritrovarsi a Roma, sponda giallorossa.

Una rincorsa di voci e notizie

Le voci su Big Max e Il Capitano sulla strada di Trigoria si erano rincorse a lungo sui social, riprese dai siti internet che non si vergognano di certo anche a guardare attraverso il buco della serratura quello che accade nella Roma dei Friedkin. E’ l’essenza della notizia, ascoltare anche i sussurri, verificarli, sondarli, tastare il polso. Scrivere, lanciare.

Massimo Margiotta

Da fine maggio infatti si sussurrava del tandem Margiotta-Frara, con ruoli non sovrapponibili tra Primavera e Settore Giovanile. Nella tarda serata di un bollente 4 luglio la notizia è tornata a farsi largo con un tweet su X da un profilo privato ma molto informato e da Gazzetta Regionale, poi rilanciata nella mattinata di domenica dalla pagina sportiva de Il Messaggero e da Il Romanista.

Margiotta – lo scopritore di talenti in casa Verona – dovrebbe assumere il ruolo di responsabile del Settore Giovanile. E la sua è una eredità importante perché prende il posto di Alberto De Rossi, un vero e proprio totem in ambito giovanile in Italia. E nello stesso momento dopo 53 anni la Roma e Bruno Conti si dividono. Se ci aggiungiamo che 4 mesi fa, più meno, Gasperini ha vinto la sua ‘battaglia’ di competenze con sir Claudio Ranieri, si comprende benissimo come la romanità ai piedi della Lupa sia ormai un ricordo. Tre mostri sacri nella storia della Roma che escono di scena. Allenatori, dirigenti apicale. Nella bacheca dal papà dell’attuale allenatore del Genoa, decine di trofei. In quella di Bruno da Nettuno e di sir Claudio nemmeno a parlarne.


Margiotta e Frara per la svolta

Con Margiotta, c’è quindi anche Frara che, stando ai ‘si dice’, potrebbe affiancarlo o essere destinato ad altro ruolo nell’organigramma tecnico del Club capitolino. E’ evidente l’intenzione della Proprietà americana, seguendo le indicazioni del tecnico Gianpiero Gasperini e del neo ds Tony D’Amico di imprimere una svolta radicale dalle fondamenta, quindi ricostruire completamente i quadri tecnici e dirigenziali del Settore Giovanile. Una rivoluzione.

A destra Gasperini che ha voluto Margiotta e Frara alla Roma

Peraltro Gasperini ha allenato il Frara giovane nella Primavera della Juventus dove il centrocampista è cresciuto, i due si conoscono molto bene ed hanno un rapporto cresciuto su basi solide e di grande rispetto. Quanto a Margiotta, il neo direttore sportivo della Roma, Tony D’Amico (l’uomo delle plusvalenze ai tempi del Verona), ha potuto saggiare con mano il lavoro di crescita dei giovani svolto nel Club scaligero durante la gestione del presidente Setti, prima di spostarsi all’Atalanta.

Capitano e bandiera: 14 anni in giallazzurro

Tra Alessandro Frara e il Frosinone è stata una storia lunga 14 anni, prima da calciatore e poi da dirigente. Con l’intervallo di una stagione, quando Frara fu direttore sportivo della Lucchese in Serie C (dal giugno 2023 al marzo 2024) dopo alcune stagioni da collaboratore tecnico e poi da Responsabile del Settore Giovanile del Club di Viale Olimpia.

Alessandro Frara

Torinese di nascita, il padre Gianni è stato calciatore e successivamente allenatore, è arrivato in maglia giallazzurra dal Varese, dopo la retrocessione del Frosinone in Lega Pro al termine del campionato 2010-’11. Centrocampista ordinato, buoni piedi, visione di gioco, qualità e quantità al servizio della squadra, seppe diventare subito leader in campo e fuori.

Il ritorno in Serie B del Frosinone nella notte del 7 giugno 2016, quel colpo di testa al 116’ di una partita infinita, palpitante, emozionante, che fissò il sorpasso al Lecce prima del 3-1 finale, è una delle immagini che il Club giallazzurro ha scelto come icone della sua Storia lunga 98 anni: il pallone in fondo al sacco sotto la Nord del Comunale, il centrocampista con la braccia rivolte al cielo, piange travolto dall’entusiasmo dei compagni e dedica il gol-partita al papà scomparso qualche giorno prima.


Frara ha disputato con la maglia del Frosinone due stagioni di Serie A con Stellone (2015-’16) e poi con Longo e Baroni (2018-’19), successivamente è cresciuto come dirigente al fianco di due responsabili dell’Area Tecnica, prima Ernesto Salvini e poi Guido Angelozzi. Lo scorso anno ha lavorato al fianco del ds Renzo Castagnini, sempre da Responsabile del Settore Giovanile ma particolarmente focalizzato sulla Primavera. Con la quale ha ottenuto anche due promozioni in Primavera 1, prima con Gorgone in panchina, poi con Greco e successivamente Pesoli. L’ultimo campionato di Primavera 1 si è chiuso con una sfortunata retrocessione.

Un formidabile talent-scout

Massimo Margiotta, italo-venezuelano di origini abruzzesi (Raiano, provincia de L’Aquila), nato a Maracaibo il 27 luglio del 1977 dove si erano trasferiti i genitori, da calciatore è stato una bandiera del Lanerossi Vicenza in tre epoche diverse. L’esordio in serie B lo fece con la maglia del Pescara a 17 anni ma si affermò nel Cosenza a suon di gol da bomber infallibile. Nella sua carriera anche il Lecce, Reggiana, l’Udinese in A. Ha chiuso la carriera in C1 al Barletta.

Zaccagni, uno dei talenti lanciati da Margiotta (Foto: Federico Proietti © Ansa)

Ha giocato due stagioni importanti nel Frosinone che si affacciava per la prima volta tra i Cadetti e la sua bravura, una volta messa a riposo la divisa da gioco, è stata quella di restare nel mondo del calcio ma soprattutto di entrare in punta di piedi tra i quadri dirigenziali dei rivali del Verona dopo essere stato Responsabile dell’attività di Base nel Vicenza per 2 anni e poi Responsabile del Settore Giovanile fino al cambio della Proprietà nella città del palladio.

In quella di Romeo e Giulietta invece è rimasto per 9 anni da Responsabile del Settore Giovanile. Con lui sono cresciuti giocatori del calibro di Udogie, Yeboah, Bertini, il laziale Cancellieri, il romanista Ghilardi, quel Cisse che il Milan ha acquistato dal Catanzaro ma anche l’ex giallorosso Kumbulla (di lui disse: “ho avuto solo la fortuna di averlo con me alla Primavera…”), l’altro laziale Zaccagni, l’atalantino Sulemana, Terracciano della Cremonese, il bolognese Casale tanto per citarne qualcuno.

Il primo acquisto della nuova era

Il compianto dg Enrico Graziani con Maurizio Stirpe

Da calciatore Margiotta al Frosinone arrivò dopo un campionato al Piacenza e fu una intuizione in tandem composto dall’indimenticato direttore generale Enrico Graziani, piemontese di Bra ma abruzzese di adozione e del tecnico Ivo Iaconi, abruzzese di Giulianova. Le origini di Margiotta portavano a due passi da Sulmona e bastò un attimo per capirsi.


L’attaccante – che vestì anche la maglia della Nazionale venezuelana e prima ancora della Under 21 e dell’Olimpica azzurra – fu il primo acquisto dell’estate 2006, quando il Club giallazzurro si apprestava a disputare quello che nella storia del calcio italiano rimarrà scritto come campionato di Serie A2: ai nastri di partenza c’erano Juventus, Napoli, Genoa, Bologna, Verona, Bari, Lecce ma anche Brescia, Vicenza e via discorrendo.

Margiotta entrò nel cuore dei tifosi, da neo acquisto seppe calarsi nei panni di veterano e, grazie alla sua esperienza, prese per mano il Frosinone con lo zoccolo duro di quella squadra – dal compianto Antonioli e Pagani, ai vari Chiodini, Zappino, Bellé, Ischia, Fialdini, D’Antoni e tanti altri – mescolato ai giovani Lodi e Sasà Bocchetti (che poi ebbe al Verona da allenatore della Primavera) e condusse in porto la prima salvezza.

Il tecnico Ivo Iaconi che insieme a Graziani portò Margiotta al Frosinone

Il primo mattone del Frosinone che nei 20 anni successivi avrebbe conquistato 4 promozioni in Serie A. A Frosinone rimase 2 stagioni intere, la terza con l’arrivo di Braglia in panchina non iniziò nemmeno perché le idee del tecnico toscano erano altre e così Margiotta scelse di tornare a Vicenza. Ma il rapporto con Frosinone non si è mai deteriorato.

Oggi due pezzi importantissimi della Storia del Frosinone stanno per ritrovarsi alla Roma. Dove, giusto per non dimenticarlo, c’è già dall’estate 2024, un professionista altrettanto serio, inappuntabile come il professor Gianluca Capogna, ciociaro doc di Boville Ernica, preparatore atletico cresciuto nelle giovanili del Club giallazzurro e arrivato tre volte in Serie A.


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