Acqualatina, dietro il si al bilancio le nuove tensioni tra Forza Italia, FdI e Lega

Otto milioni di euro di utile e sedici comuni che votano contro. Il bilancio 2025 di Acqualatina è la dimostrazione che in una società pubblica i numeri positivi possono dividere più di quelli negativi, se nessuno è d’accordo su come sono stati fatti e su come vanno spesi. Venerdì mattina all’hotel Europa di Latina il fuoco che covava da mesi tra Forza Italia da un lato e Fratelli d’Italia e Lega dall’altro è tornato a bruciare. E ancora una volta è stato Italgas — socio di minoranza — a fare la differenza, approfittando della spaccatura del socio pubblico. (Leggi qui: Acqualatina approva il bilancio. Ma il voto contrario racconta una storia più lunga).

Lo scontro, a livello provinciale è sempre quello: Forza Italia da una parte, con il datato sostegno del Partito Democratico e dei sindaci civici; Fratelli d’Italia e Lega dall’altra, con il sempre più consolidato apporto del socio di minoranza Idrolatina srl (posseduto da Italgas) cui è affidata la gestione operativa.

Archiviate le parentesi elettorali della Provincia e del comune di Fondi (feudo di Forza Italia) ora c’è il rischio che si possa alimentare un nuovo incendio politico in prossimità delle prossime scadenze elettorali. Come le Politiche del 2027 ed il voto per le Comunali di primavera che interesserà numerosi comuni pontini: da Aprilia fino ai più meridionali Castelforte e Santi Cosma e Damiano, passando per le isole di Ponza e Ventotene. E per i tre comuni più importanti del Golfo: GaetaMinturno e Formia.

Italgas fa la differenza

Foto: Sergio Oliverio © Imagoeconomica

Il bilancio 2025 di Acqualatina è passato innanzitutto grazie al voto determinante di Italgas, che ancora una volta ha fatto la differenza approfittando della palese spaccatura del socio pubblico: il 51% detenuto dai 35 Comuni. Di loro erano presenti in 31 alla Seconda convocazione nell’hotel Europa di Latina: in 16 hanno votato contro il documento contabile.


I numeri più significativi sono ormai noti: 

  • utile di 8 milioni di euro
  •  82 milioni di fondi PNRR utilizzati nel biennio 2024-25 per aprire nuovi cantieri.

Ma i sindaci dei Comuni contrari hanno presentato un documento che ha di fatto bloccato un maxi aumento del capitale sociale di 30 milioni di euro, con il contestuale aumento delle tariffe. Una questione che si trascina da mesi e che è diventata ulteriore motivi di spaccatura per l’assemblea. (leggi qui: Acqualatina, eppur non… si muove. E qui: Ricapitalizzazione Acqualatina, neanche l’Egato4 sbroglia la matassa. E anche qui: Acqualatina, crisi senza fine: sotto la lente l’operato dei vertici societari).

I 16 comuni del no

I comuni firmatari del documento contrario (e che hanno votato contro il bilancio) sono: Roccagorga, Sezze, Nettuno, Anzio, Cisterna di Latina, Cori, Lenola, Castelforte, Monte San Biagio, Norma, Fondi, Itri, San Felice Circeo, Gaeta, Formia e Sabaudia. Si tratta di realtà guidate da sindaci di Forza Italia, del PD e da liste civiche. Tutte hanno motivato il loro no all’aumento del capitale sociale attribuendone la causa a «ben precise inefficienze gestionali». La tesi è semplice: non è giusto né opportuno che i Comuni mettano risorse proprie per ricapitalizzare una società in scadenza di mandato, evitando così che i costi ricadano sui cittadini «per un servizio assolutamente inefficiente e carente strutturalmente».

Ma come si concilia questa posizione con l’utile di 8 milioni? I 16 Comuni hanno scoperto la risposta: la rinegoziazione dei mutui accesi consente una maggiore liquidità per il pagamento dei fornitori che, insieme alle banche, continuano di fatto a finanziare Acqualatina.

No a ritocchi in bolletta

L’assemblea dei soci di venerdì non ha ritoccato le bollette ma ha anticipato un possibile aggiornamento tariffario, definito «condizione necessaria per sostenere investimenti, la qualità del servizio e garantire l’equilibrio patrimoniale nel medio termine».


I comuni dell’area FI-PD e liste civiche non hanno risparmiato critiche, a partire dal sistema «bizantino» delle riparazioni«Interventi di rattoppo su una condotta colabrodo nel giro di pochi metri, che hanno distrutto il manto stradale; interventi multipli su condotte che necessiterebbero della semplice sostituzione di metri di tubi; ripristini senza alcun controllo, con spese che lievitano sulla base di molteplici riparazioni anziché sostituzioni di tubi corrosi».

Sul fronte finanziario, l’assemblea ha certificato che l’indebitamento di Acqualatina è sceso da 27 a 19 milioni di euro. Ma ha anche riconosciuto che «permangono tensioni strutturali sulla liquidità, legate ai tempi dell’erogazione dei contributi pubblici e a una dinamica tariffaria che non riflette il reale fabbisogno della Società. Queste tensioni hanno già condizionato la capacità di investimento nel 2025 e rischiano di farlo anche negli anni a venire, in assenza di correttivi strutturali».

Dati di bilancio inattendibili

Cinzia Marzoli

I 16 comuni contrari hanno puntato il dito su un’altra criticità: accusano Acqualatina di non effettuare la ricognizione dei crediti e debiti, procedura obbligatoria nell’ambito della revisione legale dei conti. La questione (sollevata su espressa richiesta del Comune di Roccagorga) rende, a loro avviso, «inattendibili i dati di bilancio». La critica è stata rivolta all’amministratrice delegata Patrizia Vasta, ai revisori dei conti e alla presidente Cinzia Marzoli.

A quest’ultima i sindaci contrari hanno ricordato che, pur essendo espressione del CdA di parte pubblica, «tutti noi non siamo mai stati convocati né ascoltati nel merito delle linee di indirizzo. Il CdA di parte pubblica sembra sempre più allineato alle strategie di governance del socio privato»I 16 comuni hanno rinnovato la richiesta di dimissioni della presidente Marzoli.

L’attacco agli «allettanti 8 milioni di utili» è stato netto: «Un bilancio non si giudica soltanto dagli utili, ma dalla capacità di trasformare quelle risorse in investimenti, manutenzioni e servizi efficienti. Accantonare milioni mentre si continua a rincorrere le emergenze, spendendo risorse in riparazioni provvisorie invece di sostituire le condotte, non rappresenta una gestione virtuosa: rappresenta un’occasione persa e un danno per i cittadini».


Alcuni sindaci hanno espresso voto contrario anche sulla destinazione degli utili al Fondo riserva: «Continuiamo a chiedere che le risorse vengano investite sulla sicurezza delle infrastrutture, sul rifacimento delle reti e nella qualità del servizio, nel rispetto delle comunità che a fronte di tante inefficienze continuano correttamente a pagare le bollette».

La posizione dei favorevoli: «La struttura è solida»

La posizione dei sindaci che hanno votato il bilancio insieme al socio di minoranza non si è fatta attendere. «I risultati economici conseguiti attestano la solidità della struttura operativa di Acqualatina. Tuttavia, una valutazione completa richiede di considerare anche il quadro finanziario e patrimoniale, che presenta elementi di complessità non rilevabili dalla sola lettura del conto economico».

Il voto sul Bilancio Acqualatina dice che lo scontro politico a distanza tra Forza ItaliaFdI e Lega è ripartito. Ma i prossimi giorni diranno se le basi del confronto sono diverse. Perché a differenza del passato sono cambiati gli interlocutori e la sintonia tra loro. Il senatore Claudio Fazzone (dominus di Forza Italia nel Lazio) ha ora un’interlocuzione politica molto efficace con l’onorevole Giancarlo Righini, capo-delegazione di Fratelli d’Italia nella Giunta regionale del Lazio. Il che ha prodotto una situazione politica molto più distesa che nel passato, creato un rapporto nuovo e più produttivo tra i due Partiti: gettato le basi per la vittoria elettorale alle Provinciali.

Nelle prossime settimane potrebbero cominciare a ragionare anche sui futuri assetti di Acqualatina? Mai mettere limiti alla provvidenza politica.


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