Sogesid 2025, utile a 1,979 milioni e Cda 2026-2028


La seduta del 3 luglio 2026 consegna a Sogesid due atti nello stesso verbale societario: il bilancio d’esercizio 2025 approvato e il nuovo consiglio di amministrazione per il mandato 2026-2028. Il fascicolo parte da questa coincidenza temporale, perché il rinnovo degli organi arriva quando la società ha già archiviato due anni consecutivi con risultato positivo.

Il bilancio 2025 riguarda l’esercizio chiuso. Il Piano industriale 2026-2028 fissa i traguardi successivi. Le due carte dialogano, senza misurare lo stesso anno.

Sommario dei contenuti

Due atti nello stesso verbale societario

Sogesid esce dall’assemblea del 3 luglio con il bilancio d’esercizio 2025 approvato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e con il nuovo Cda nominato per il triennio 2026-2028. La società è partecipata dal MEF al 100% e il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica se ne avvale come società in house per attività di ingegneria ambientale a servizio delle amministrazioni centrali.


Alla presidenza entra Silvia Paparella. Errico Stravato resta amministratore delegato. Accanto a loro siedono Massimiliano Panero, Paola Scialanga ed Ernestina Sicilia. Il passaggio di Panero dalla presidenza uscente al ruolo di consigliere segnala continuità interna accanto all’ingresso della nuova presidente.

La taglia economica del 2025

Il valore della produzione arriva a 75,9 milioni di euro. Il risultato netto sale a 1,979 milioni con incremento del 153,7% sul 2024. Il rapporto tra risultato netto e produzione si colloca attorno al 2,6%: per una società pubblica di ingegneria ambientale indica equilibrio di gestione più che estrazione di margini commerciali.

La società archivia così il secondo esercizio consecutivo in utile dopo oltre un decennio di criticità economico-finanziarie. La soglia da osservare è la stabilizzazione: due bilanci positivi consecutivi portano la discussione dal salvataggio del conto economico alla capacità di reggere commesse pubbliche con margini sorvegliati.

Il peso del disavanzo ereditato

Nel 2023, al momento dell’insediamento di Stravato, Sogesid arrivava da un disavanzo di circa 18 milioni di euro, maturato dal 2011. Il ritorno all’utile già nel 2024 dà il senso della compressione dei costi e del riordino delle attività, mentre il 2025 misura il primo anno pieno in cui il risultato positivo viene ripetuto.

Il bilancio non racconta una crescita per acquisizione esterna. La società attribuisce il cambio di passo a due mosse interne: riordino aziendale e aumento delle commesse operative. Nel triennio 2023-2025 il valore della produzione cresce del 44%. Sul margine operativo lordo, partito da base negativa, compare un incremento del 528%. Le commesse operative salgono del 45%.


Il Cda 2026-2028 e la ripartizione delle funzioni

La nomina di Paparella porta in presidenza un profilo maturato nell’innovazione ambientale e nella transizione ecologica, con oltre vent’anni di esperienza dichiarata nel settore. Nel Cda il suo ruolo presidia la rappresentanza societaria e la relazione istituzionale, mentre la permanenza di Stravato in posizione esecutiva mantiene il raccordo con il Piano industriale già avviato.

La scelta di conservare l’amministratore delegato chiude una variabile tipica delle partecipate pubbliche: il cambio di presidente viene assorbito senza azzerare la linea gestionale. Nel lavoro reale di Sogesid, fatto di convenzioni, progettazioni e soggetti attuatori, la continuità esecutiva abbassa gli attriti su atti già incardinati.

Il Piano industriale visto dal bilancio appena chiuso

Il Piano industriale presentato al Senato nell’aprile 2026 collocava Sogesid in una traiettoria più larga: valore della produzione da 155 milioni nel 2026 a 289 milioni nel 2028 e risultato netto previsto a 3,8 milioni nel 2028. Il bilancio approvato ora resta confinato all’esercizio chiuso e offre la base numerica da cui leggere quei traguardi.

Il salto atteso tra 2025 e 2026 è notevole: per arrivare a 155 milioni, la produzione indicata per il 2026 è più del doppio dei 75,9 milioni del 2025. Questa distanza dà al rinnovo del Cda un significato esecutivo: chi guida la società dovrà presidiare volumi molto più alti rispetto all’ultimo esercizio consuntivato.

La catena pubblica dietro Sogesid

Sogesid occupa un posto peculiare nel perimetro delle partecipate: è società del MEF e la scheda MASE la colloca tra le società di cui il ministero si avvale per le attività ambientali. Il conto economico appartiene alla società; la ricaduta si misura sui fascicoli ambientali che passano da progettazione, assistenza tecnica e gestione dei lavori.


In house, nel caso di Sogesid, vuol dire lavoro dentro il circuito pubblico. I suoi incarichi si intrecciano con bonifiche, reti idriche, dissesto idrogeologico, depurazione e portualità. L’utile da 1,979 milioni finisce nel rapporto tra affidamenti, personale tecnico e cantieri.

Le pagine Sbircia già collegate a Sogesid

La continuità societaria ha un riflesso anche sulle pagine che abbiamo già seguito. Nell’apertura dell’hub romano del Politecnico di Torino, Sogesid compare come snodo tra competenze universitarie e MASE. Nella bonifica del Pascolaro e nel lavoro sull’ex Stoppani di Cogoleto, il nome della società entra invece nei cantieri ambientali.

Il riferimento all’alluvione in Emilia-Romagna aggiunge un’altra faccia: Sogesid compare fra gli enti che portano risorse pubbliche sui lavori dei corsi d’acqua. La connessione porta il bilancio 2025 oltre la formula contabile: margini e organi societari hanno senso quando arrivano alle gare, alle direzioni lavori e ai tempi di esecuzione.

Registri pubblici e cronache economiche

Il blocco numerico del 2025, la composizione del Cda e il mandato 2026-2028 compaiono nello stesso perimetro su ANSA, Agenzia Nova, Borsa Italiana-Radiocor, Teleborsa, Askanews, SoldiOnline e Finanza Repubblica. La base istituzionale resta la comunicazione Sogesid e la scheda MASE sulla partecipazione pubblica.

La soglia da sorvegliare nel mandato

Il Cda eredita un risultato positivo e una scala di lavoro più alta. Nel triennio indicato dal Piano industriale, l’aumento dei volumi richiede più personale qualificato, maggiore capacità di progettazione e rapporti più stretti con amministrazioni vincolate a scadenze di spesa. La nomina ha valore soltanto se la macchina societaria regge quando la produzione prevista sale.


La fotografia del 2025 consegna una società uscita dal rosso. Il capitolo da seguire è l’aumento delle commesse: se i volumi assorbono il margine appena ricostruito, il risultato netto diventa fragile. Il mandato Paparella-Stravato sarà giudicato sul punto in cui disciplina economica e cantieri pubblici entrano nello stesso bilancio.


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 Junior Cristarella

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