La pedagogia è la disciplina che studia i processi di formazione e apprendimento dell’essere umano, ma quanto sarebbe importante avere specialisti in questo ambito nelle scuole? Ne abbiamo parlato con l’on. Cosmo Mitrano, consigliere della Regione Lazio e promotore della proposta di legge sull’istituzione del servizio di pedagogia scolastica nella Regione Lazio.
Onorevole Mitrano, lei è il promotore di una proposta di legge per l’istituzione del servizio di pedagogia scolastica nelle scuole della Regione Lazio, un aspetto molto sentito dai pedagogisti e dalle associazioni che li rappresentano. Cosa l’ha spinta verso questa scelta e quali sono gli obiettivi?
Per avere un quadro più ampio sull’attenzione che rivolgo al comparto scuola, devo innanzitutto premettere che sono stato anche promotore della proposta di legge, ora legge regionale numero 3 del 2026, sul servizio di psicologia scolastica nella Regione Lazio. Detto ciò, quello che mi ha spinto verso questa scelta è la voglia di cercare di dare un ulteriore supporto ai nostri studenti e a tutta la popolazione scolastica al fine di promuovere il benessere scolastico, l’inclusione e il successo formativo. È questo il senso della proposta di cui sono promotore, la legge sul servizio di pedagogia scolastica deve essere intesa quale strumento di supporto alle istituzioni scolastiche, agli studenti, alle famiglie e all’intera comunità educante. Ritengo che la regione abbia grandi competenze in questo ambito, tra l’altro previste dell’articolo 117 della Costituzione, e quindi dobbiamo lavorare costantemente su queste competenze regionali in materia di istruzione e diritto allo studio, in modo di fare tutto il possibile per mettere a disposizione della popolazione scolastica, ma anche degli operatori, strumenti efficaci che consentano di essere di aiuto e anche di prevenzione a fenomeni come il disagio educativo e relazionale.
Sarà un percorso lungo che coinvolgerà anche la Giunta regionale per le disposizioni attuative, ma questa iniziativa sarà supportata anche dalle associazioni di categoria come già dimostrato dall’ANPE, l’associazione dei pedagogisti italiani, che ha espresso vivo apprezzamento e che ha spinto verso l’adozione di questo provvedimento. A suo modo di vedere, come sarà accolta questa proposta sia tra i banchi del consiglio regionale che da quelli della giunta?
In questa proposta di legge l’ANPE ha avuto un ruolo primario, direi fondamentale, soprattutto per quanto riguarda il supporto tecnico. Con loro ho lavorato benissimo e quindi abbiamo trovato sin da subito una giusta sintesi, avendo modo di mettere a frutto quelle che sono le competenze dell’ANPE. Per quanto riguarda come sarà accolta negli organi regionali, devo dire che già il gran numero dei firmatari sia un aspetto importante e poi credo che sia il Consiglio che la Giunta recepiranno molto favorevolmente questa proposta di legge, perché, fondamentalmente, attraverso questa proposta si dà un supporto a tutta la popolazione scolastica della Regione Lazio: agli insegnanti, agli operatori, al personale ATA, e soprattutto alle famiglie. Credo che su questi temi ci sia un rapporto sinergico tra tutti, quindi voglio essere ottimista e sono convinto che sarà accolta favorevolmente.
Nella proposta di legge è previsto l’istituzione del Comitato regionale per il Servizio di pedagogia scolastica. Quanto è importante questo comitato per armonizzare questo servizio su tutto il territorio regionale?
Il Comitato è fondamentale perché questa norma ovviamente deve avere una linearità su tutto il territorio regionale, non ci possono essere regole diverse, ma occorre che ci sia un insieme coordinato di attività educative e formative, inoltre occorre esercitare delle azioni preventive finalizzate al miglioramento della qualità dell’offerta formativa e soprattutto, aggiungo, anche al rafforzamento delle comunità educanti. Per la promozione e la realizzazione di tutto ciò è necessario che ci sia un Comitato che dialoghi con tutte le realtà territoriali, adottando gli stessi punti di riferimento e gli stessi principi, perché ovviamente, in questo momento, assume un particolare rilievo la promozione della corresponsabilità educativa tra scuola e famiglia e questo si può attuare attraverso interventi di mediazione educativa, sostegno della genitorialità e supporto ai processi relazionali. Questo caratterizza il percorso di crescita e questo è il ruolo del Comitato, far sì che l’azione di monitoraggio, indirizzo e coordinamento permetta un dialogo circolare tra gli attori coinvolti al fine di arrivare ad un’azione unica e condivisa e far modo che ci sia un unico percorso di qualità in tutta la regione.
Nella sua proposta il servizio di pedagogia scolastica si integra con il servizio di psicologia scolastica, già attivo. Possiamo dire una visione lunga che crea sinergia tra i servizi attivi e diventa un’arma in più per le scuole. È corretta questa interpretazione?
Come accennato all’inizio, sono entrambe delle mie proposte, di cui una già diventata legge regionale. Per questo credo che siano due servizi essenziali e quest’ultima proposta, relativa al servizio di pedagogia scolastica, deve operare in rapporto di coordinamento e complementarietà con il servizio di psicologia scolastica, nel rispetto ovviamente delle specifiche competenze professionali. Queste figure non sono in antitesi, non sono in concorrenza, ma devono essere in sinergia, devono lavorare insieme e quindi posso dire che questo intervento legislativo risponde a un’esigenza sempre più avvertita dalle istituzioni scolastiche, quella di rafforzare gli strumenti di prevenzione del disagio educativo, promuovere percorsi inclusivi e sostenere la qualità dei processi formativi. La scuola deve essere capace di rispondere efficacemente alle nuove sfide educative e sociali e questo lo si può fare insieme alle altre figure professionali, che hanno determinate competenze e devono lavorare insieme. Deve essere un rapporto di coordinamento e di complementarietà.
Un’ultima domanda, La Regione Lazio a quanto pare è la prima ad aver istituito questo tipo di servizio, è un primato che vi riempie di orgoglio immagino.
Assolutamente. Se non mi è sfuggita qualche Regione, mi sembra che sia la prima proposta di legge presentata in una Regione e mi auguro che sia la prima che sarà approvata da un Consiglio regionale in Italia. Questo aspetto sicuramente mi riempie di orgoglio, perché vuole dire che sto facendo qualcosa di buono per la nostra popolazione studentesca, per le istituzioni scolastiche e per le famiglie. La politica deve leggere il fabbisogno e il contesto in cui viaggiamo e noi dobbiamo avere la capacità di dare delle risposte concrete. Quindi, mi ripeto, sono orgoglioso di aver intuito questa iniziativa, ma devo ammettere che è un’intuizione nata da una sinergia con l’ANPE, l’Associazione Nazionale dei Pedagogisti Italiani, che ha dato un grande supporto ed è stata un grande pungolo, ma soprattutto è stata l’elemento fondante per tirare su una proposta di legge che sia radicata sulle esigenze e i fabbisogni dei vari territori. Gli esperti sono fondamentali, perché la politica dà l’indirizzo, ma sono i professionisti, i tecnici che operano nei vari territori, nelle varie aree e nei vari settori che devono essere coloro che devono indirizzare la politica e fare le scelte giuste.
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Fabio Gervasio
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