Gaeta 2027: Sabina Mitrano torna nel mirino del centrosinistra

Cinque parole, chiare e dirette come l’interessata: «Non ho nulla da dichiarare». Chissà quante volte la professoressa Sabina Mitrano ha dovuto interrompere le sue interrogazioni orali negli ultimi giorni, durante gli esami di maturità in cui è coinvolta. La consigliera comunale del Partito Democratico è travolta da telefonate e messaggi da quando pezzi importanti della minoranza dem (Franco De Angelis) e schegge fuori controllo della maggioranza Leccese (il terrorista Raffaele Matarazzohanno contattato la professoressa di lettere del Liceo Scientifico Enrico Fermi di Gaeta per chiederle la disponibilità a candidarsi di nuovo a sindaco alle amministrative della primavera 2027.

Ai cronisti nulla da dire. Ai corteggiatori politici, invece, Sabina Mitrano ha risposto di dover andare quanto prima al mare di Serapo con i suoi bambini e di dover parlare con il marito prima di decidere se affrontare o meno una seconda campagna elettorale da candidata a sindaco. Ha chiesto di attendere le prime piogge autunnali, perché ha necessità di capire per conto di chi e per quale programma amministrativo le viene chiesta questa disponibilità.

La lezione del 2022: un fronte unito, non diviso

Sabina Mitrano durante la scorsa campagna elettorale

Innanzitutto, la professoressa Mitrano auspica un fronte progressista davvero unito. A differenza di quanto avvenne il 12 e 13 giugno 2022, quando il centrosinistra di Gaeta commise il grossolano errore di dividersi. Si presentò con due candidati a sindaco: l’ex primo cittadino Silvio D’Amante (ultimo sindaco di centrosinistra in carica dal 1994 al 2002) alla testa di una lista civica e del Movimento Cinque Stelle. E appunto, la professoressa Mitrano.

Il corteggiamento è iniziato dopo una doverosa analisi dei numeri di cinque anni fa. Sabina Mitrano era la candidata sindaco di tre liste: il Partito Democratico, la nascente Europa Verde e la civica Gaeta Comunità di valore. E fece meglio del sindaco attuale Cristian Leccese che, pur vincendo al primo turno con il 64,85% dei voti, ottenne meno delle sue stesse liste, quelle made in Cosimino Mitrano che raggiunsero 8.115 preferenze, pari al 74,39%.


La professoressa non è considerata un usato sicuro. Per i suoi corteggiatori deve ancora dare il meglio di sé, dopo una consiliatura di rodaggio ed essere stata, seppur brevemente, assessore alla Cultura nella prima Giunta dell’omonimo sindaco Cosimino Mitrano (oggi consigliere regionale). Nel 2022 Mitrano fu considerata una novità assoluta dall’elettorato di centrosinistra raccogliendo 2.123 voti personali (18,75%), di gran lunga superiori alle 1.391 preferenze (10,50%) delle tre liste che la sostenevano. 

Niente tessera PD: mani libere per essere civica

Sabina Mitrano riceve la tessera da Gianluca Conte

La disponibilità le è stata chiesta perché in molti credono che possa calamitare non solo il voto delle forze tradizionali del centrosinistra, ma anche della società civile, dell’associazionismo. Ma anche dell’elettorato di centrodestra tentato dal voto disgiunto come possibile segnale di insoddisfazione verso Leccese.

In molti giurano che Sabina Mitrano avesse messo da tempo in preventivo che sarebbero tornati a bussare a lei. L’indizio sta in un dettaglio che solo pochi addetti ai lavori conoscevano: la professoressa non ha rinnovato l’iscrizione al Partito Democratico dopo avervi aderito insieme al consigliere De Angelis, approdato in aula dopo le dimissioni del candidato D’Amante. La professoressa ha deciso di non reiscriversi al PD per avere le mani libere ed essere considerata una civica al servizio dei dem e del fronte progressista di Gaeta?

L’interrogativo è d’obbligo anche per una seconda ragione politica: il candidato sindaco del PD sarebbe sulla carta il capogruppo consiliare Emiliano Scinicariello, considerato, a differenza dell’amica Sabina, leggermente più divisivo e meno in grado di intercettare le frange scontente dell’elettorato di centrodestra.

«La Piazza», Europa Verde e M5S

Una riunione dell’associazione La Piazza

L’autrice del progetto Scalinando (finalizzato a far riscoprire e tutelare scorci unici del quartiere di Gaeta medievale) attenderà la fine dell’estate prima di decidere se accettare o meno l’investitura, perché vuole conoscere il vero sentiment del centrosinistra sulla sua seconda sfida.


Mitrano vuole sapere se la sua candidatura sarà di gradimento del movimento civico La Piazza, considerato laboratorio alternativo all’attuale gestione del PD. Un movimento che ha promosso un vivace calendario di iniziative e confronti pubblici su concessioni demaniali, piazzale dell’ex stazione ferroviaria e portualità, tutti temi che potrebbero diventare spunti programmatici.

Luigi De Magistris

I rapporti tra la professoressa e La Piazza sono decisamente migliorati rispetto a una fase iniziale di diffidenza: basta ricordare il 5 giugno scorso sulla terrazza dell’hotel Serapo, quando alla presentazione dell’ultimo libro dell’ex sindaco di Napoli ed europarlamentare Luigi De Magistris c’erano la professoressa Milena Mannucci e, guarda un po’, Sabina Mitrano.

Se il corteggiamento dovesse proseguire, dovrà affinare i rapporti con Europa Verde, dopo il debutto del 2022 è ora uno dei soggetti più dinamici nell’arcipelago progressista grazie alla competenza di Beniamino Gallinaro. E con il Movimento Cinque Stelle, il cui responsabile territoriale Simone Avico è protagonista de La Piazza.

I nodi del sindaco Leccese

Cristian Leccese

Se la professoressa Mitrano può godersi il mare di Serapo con la famiglia, il sindaco Cristian Leccese deve affrontare i problemi tipici di una città turistica che in estate quintuplica i suoi abitanti. Uno su tutti: la gestione del ciclo dei rifiuti. E non di meno, la definitiva chiusura di cantieri che con Cosimino Mitrano avveniva in maniera più celere. 

Leccese sarà naturalmente riconfermato candidato a sindaco, ma deve risolvere non pochi problemi che stanno condizionando la parte più estremista della sua maggioranza.


Marco Di Vasta

Il movimento civico Gaeta Sociale è considerato un soggetto attrattore per i delusi dell’amministrazione ma è capitanato dall’ex Casa Pound Mauro Pecchia, delegato all’housing sociale dello stesso sindaco. Sulla carta, niente da fare. Sul fronte di Fratelli d’Italia, la componente gaetana guidata dal coordinatore cittadino e capogruppo consiliare Marco Di Vasta è ritenuta Enrico Tiero-dipendente: la perdurante sospensione dal Partito del consigliere regionale potrebbe indurre la federazione di Latina a commissariare il Partito cittadino con una motivazione semplice: il mancato tesseramento dopo i guai giudiziari di «Fratò» nell’ottobre 2025.

Alle cose elettorali gaetane — e formiane — è molto interessata l’assessore regionale al Turismo Elena Palazzo, ma non dispone sul territorio di una propria classe dirigente capace di trattare con il duo Cosimino Mitrano-Cristian Leccese a Gaeta e con il sindaco Gianluca Taddeo a Formia. Insomma, con il senatore Claudio Fazzone. Le anime ribelli del centrodestra avevano sondato la disponibilità dell’ex vicesindaco Giovambattista Balletta, ma questi ha declinato l’invito a scendere dall’Aventino su cui è salito nell’autunno di quattordici anni fa, dopo la mai chiarita cacciata del sindaco appena eletto.

Le schegge fuori controllo

Raffaele Matarazzo

Leccese è infine chiamato ad anestesizzare alcune schegge impazzite della sua maggioranza che stanno rendendo irte d’insidie le sedute consiliari, nonostante i numeri «bulgari» usciti dalle urne nel 2022. Una di queste è il «giramondo» e ora «terrorista» Raffaele Matarazzo, finito nel mirino solo per aver chiesto un monitoraggio — e poi il trasferimento a Fiumicino — delle merci polverulenti movimentate sulle banchine del Salvo D’Acquisto

Accusato di fare terrorismo ai danni della città, il professor Matarazzo è riuscito — fortuna per lui — a consumare un caffè con la professoressa Sabina Mitrano. Della serie, secondo una mini esegesi biblica: muoia Sansone con tutti i Filistei.


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