Alla soglia dei settant’anni il prode Attilio Sabato non si arrende: è ancora sul ponte di comando della televisione “di famiglia” di Robertino Occhiuto sempre pronto a soddisfare i desiderata del capo. Anche perché adesso, su Cosenza, si profila una campagna elettorale molto sui generis. Eh sì, perché c’è il rischio fondato che il sistema dei partiti e della politica corrotta venga superato in tromba dal civismo atipico di Francesco De Cicco, che si rifiuta sdegnosamente di rappresentare centrosinistra e centrodestra e decide di correre da solo. Un bel “problema” non solo per Occhiu’ ma anche per i suoi giornalisti di riferimento che si trovano spiazzati davanti a quello che già definiscono “fenomeno” e fanno la fila per intervistarlo. Del resto, conoscendo padre Attilio, o se preferite Attilio Fede, sappiamo benissimo cosa vuole insinuare quando parla di “fenomeno”. De Cicco direbbe: a musca cum’è si suspica… E consigliamo a Sabato un buon traduttore ché lui le “lingue” non tanto le conosce, nonostante le apparenze.
E’ stata dura ascoltare 48 minuti di intervista – manco fossimo ancora negli anni Ottanta – ma alla fine De Cicco è riuscito a far passare una serie di messaggi mica male per tutti quelli che ogni santo giorno lo tirano dalla giacchetta perché hanno paura che diventi davvero sindaco di Cosenza. Intervistatore compreso, naturalmente, che rappresentava plasticamente quella borghesia da quattro soldi che prima “schifava” il ragazzo di via Popilia ritenendolo utile solo come portatore di voti al capo e adesso lo accarezza ipocritamente dandogli del “diverso” – oltre che del “fenomeno” – e lasciandogli dire che contro di lui c’è stata – e c’è ancora – una discriminazione politica bell’e buona con un atteggiamento dei “capi” clamorosamente cambiato in corsa dopo la sua elezione alla Regione ma solo per paura e non certo per convinzione. Ché certa borghesia, con decenza parlando, è meglio perderla che trovarla.
Esaurito un preambolo borghese che… più borghese non si può, finalmente si passa al sodo. E De Cicco conferma in pieno quanto ormai si va dicendo da settimane: Franz Caruso al momento non è per niente sicuro di essere ricandidato a sindaco della coalizione di centrosnistra e se l’ex ragazzo di via Popilia l’ha mollato senza mascherarsi, sono in tanti che lo prendono in giro alle spalle. Del resto, se si porta dietro determinati assessori e consiglieri (a Covelli, Mazzuca, Fuorivia, De Marco e Buffone saranno ripetutamente fischiate le orecchie) per lui non ci può essere futuro. “Sta perdendo credibilità” chiosa De Cicco, che conferma di avere già pronte 10 liste e 400 candidati e rispedisce al mittente le accuse di tradimento, dal momento che la coalizione perde tempo e non lo indica ufficialmente e che lui non partecipa a “partite a perdere” senza squadra. E qui De Cicco ha vita facilissima a spiegare che “il Pd è diviso in quattro” e che M5s e Avs non hanno neanche un consigliere. “Dov’è ‘sta squadra?”.
Il deus ex machina del movimento DPM (Democratici Progressisti Meridionalisti) ripete più volte che lui è pronto a correre da solo, ma il Sabato da quest’orecchio non ci sente e continua a dirgli che semmai “il candidato lo decidi tu” e De Cicco torna a ripetergli che poi non è così difficile trovare un candidato che non sia… Franz Caruso (non è un mistero che si fanno i nomi di Anna Laura Orrico, Bianca Rende, Maria Pia Funaro e qualche altro ancora). Epperò i fatti sono ostinati e persino Sabato capisce che se uno ha già fatto le liste forse non ha intenzione di aspettare piuttosto che avere fretta! E per chiarire definitivamente che con questo centrosinistra che sta al Comune di Cosenza non ha nessuna intenzione di restarci, De Cicco spiattella sul tavolo la sua posizione su ospedale e città unica. “Esiste una proposta seria e motivata, avanzata da Mario Occhiuto nel 2016, che io ho votato nella Giunta, per l’ubicazione dell’ospedale nell’attuale area di viale della Repubblica. Una struttura che non risponderebbe solo alle esigenze sanitarie, ma anche alle esigenze urbanistiche di una vasta area a sud della città. Il Policlinico Universitario, si può fare nell’area dell’Università della Calabria, costituito da tutti quei reparti/dipartimenti di ricerca e sviluppo, di cui c’è tanto bisogno in Calabria. I soldi ci sono, e sono sufficienti per entrambe le strutture”. E non c’è neanche bisogno di commentare che non siamo proprio sulla stessa frequenza di Franz e dei suoi molto presunti fratelli. Quanto alla città unica, è stranota l’ambiguità dell’attuale sindaco e tutti sanno che fino a quando nel centrosinistra ci sarà Principe nessuno mai si permetterà di contraddirlo. Ed è anche per questo che la posizione di De Cicco è assolutamente incompatibile: insomma, lo strappo non solo è consumato ma è ormai sotto gli occhi di tutti.
Quando gli si chiede quale sarebbe il suo primo atto da sindaco di Cosenza, De Cicco vola alto e non si fa trovare impreparato: “Farei quello che ha fatto Giacomo Mancini: prenderei da parte i 7 dirigenti che contano più il segretario generale e gli farei capire che deve governare il sindaco e non gli altri che si nascondono dietro di loro”. Un siluro preciso ancora contro il tenero Franz, che in questi anni ha permesso a Nicola Adamo, a Gigino Incarnato e a tutta la loro cricca di fare il bello e il cattivo tempo prima di farsi mettere il guinzaglio da Bevacqua e dall’altra fazione del Pd che ormai lo sta mollando. E se ancora non si fosse capito bene, De Cicco lo ribadisce alla grande: “Io traditore? Non sono io che ho tradito Franz, il Pd e il M5s lo stanno facendo e non hanno il coraggio di dirglielo…”. Quanto allo stato della politica, anche qui De Cicco ha le idee chiarissime e quando sentenzia “la politica è morta”, padre Attilio o Attilio Fede deve avere avuto un sussulto prima di sussurrare “addirittura”. Quella politica che ci hanno propinato per decenni lui e i suoi “capi” non c’è più: si volta pagina e per i vecchi dinosauri non c’è più posto. Chi ha orecchie per intendere, intenda.
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