A quali elezioni possono partecipare gli italiani iscritti in AIRE; come funziona il voto per corrispondenza; cosa cambia per referendum, politiche ed europee. Cosa cambia per chi si trova temporaneamente all’estero.
Parecchi elettori ci chiedono come votano gli italiani all’estero. Le situazioni sono diverse: si va dai milioni di iscritti in AIRE (l’Anagrafe degli italiani residenti all’estero) ai cittadini che si trovano temporaneamente all’estero durante il periodo elettorale.
Il diritto di voto è uno dei pilastri della cittadinanza italiana. È garantito dall‘articolo 48 della Costituzione, che demanda le modalità a una legge ordinaria. Attualmente, grazie alla Legge 459/2001, i cittadini residenti fuori dall’Italia possono partecipare alla vita democratica del Paese anche se si trovano a migliaia di chilometri di distanza e dall’altra parte del mondo. Ma come funziona esattamente?
In questa guida completa e aggiornata ti spieghiamo tutto ciò che occorre sapere: come si svolge il voto per corrispondenza, chi può usarlo, per quali tipi di elezioni è ammesso e cosa cambia per referendum, politiche ed europee.
Il presupposto fondamentale: l’iscrizione all’AIRE
Per votare all’estero è indispensabile essere iscritti all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE). Questa iscrizione permette ai consolati di conoscere l’indirizzo aggiornato dell’elettore e di inviargli il materiale necessario.
Nota bene: il plico elettorale arriva all’indirizzo registrato in AIRE: per questo è fondamentale mantenere aggiornati i dati presso il Consolato. se hai cambiato indirizzo di recente, è fondamentale aggiornarlo tramite il portale Fast It per evitare che il tuo plico elettorale vada smarrito.
Le diverse tipologie di elezioni
Non tutte le elezioni funzionano nello stesso modo per chi al momento del voto si trova all’estero. Ecco le principali differenze:
Elezioni politiche (Camera e Senato)
Gli elettori all’estero votano per i candidati della Circoscrizione Estero, che elegge in Parlamento 12 deputati e 6 senatori, ed è divisa in quattro ripartizioni geografiche:
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Europa (compresi i territori asiatici della Federazione Russa e della Turchia);
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America Meridionale;
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America Settentrionale e Centrale;
- Africa, Asia, Oceania e Antartide.
I seggi sono assegnati con un sistema proporzionale.
Elezioni europee
Se risiedi in un Paese appartenente all’Unione Europea puoi scegliere di votare per i rappresentanti del Paese in cui vivi oppure per i rappresentanti italiani presso le sezioni elettorali istituite dai consolati.
Se invece risiedi fuori dall’UE, per poter votare i rappresentanti italiani alle elezioni europee, devi necessariamente rientrare in Italia presso il tuo Comune di iscrizione elettorale.
Elezioni amministrative (regionali e comunali)
Per le elezioni regionali, provinciali e comunali non è previsto il voto all’estero. Pertanto, i cittadini residenti fuori dall’Italia che desiderano partecipare devono necessariamente tornare nel proprio Comune di iscrizione AIRE.
In queste occasioni, i Comuni inviano una cartolina-avviso (senza valore di tessera elettorale) e sono spesso previste agevolazioni tariffarie per i viaggi in nave, treno o aereo.
Referendum nazionali
Questa è una delle occasioni in cui il voto dei residenti all’estero è più simile a quello dei residenti in Italia. Gli elettori AIRE votano per i referendum abrogativi (per eliminare una legge esistente) e per i referendum costituzionali (per confermare modifiche alla Costituzione). Non per gli altri tipi di referendum, come quelli consultivi o locali.
Nei referendum – diversamente dalle elezioni politiche dove si vota per la apposita Circoscrizione Estero – il voto degli italiani nel mondo confluisce nel conteggio nazionale.
Il referendum abrogativo (art. 75 Costituzione) richiede un quorumminimo di partecipazione: per essere valido deve votare il 50% + 1 degli aventi diritto. Anche gli elettori all’estero sono conteggiati nella base elettorale complessiva.
Se, invece, si tratta di referendum costituzionale (art. 138 Costituzione) non è previsto alcun quorum: vince semplicemente l’opzione (Sì o No) che ottiene più voti tra quelli espressi, senza necessità di raggiungere un numero minimo.
In entrambi i casi, le modalità di ricezione della scheda e di invio del voto seguono la procedura per corrispondenza che ti descriviamo di seguito.
Come si vota: la modalità per corrispondenza
Salvo eccezioni (come le elezioni europee), gli italiani all’estero votano per posta. Ecco i passaggi:
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Ricezione del plico: il Consolato invia al tuo domicilio un plico contenente le schede elettorali, un certificato elettorale, una busta piccola bianca e una busta grande preaffrancata con l’indirizzo del Consolato.
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Votazione: esprimi il tuo voto sulle schede ricevute, utilizzando esclusivamente una penna nera o blu.
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Spedizione:
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inserisci le schede votate nella busta bianca piccola e sigillala;
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inserisci la busta bianca piccola e il tagliando del certificato elettorale nella busta grande preaffrancata;
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spedisci la busta grande per posta o consegnala al Consolato entro i termini stabiliti (solitamente entro le ore 16:00 del giovedì antecedente la domenica del voto in Italia).
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Le urne spedite per corrispondenza vengono poi raccolte dalle rappresentanze diplomatico-consolari e inviate in Italia per lo spoglio ufficiale delle schede.
L’opzione di voto in Italia è sempre valida
Se un elettore residente all’estero preferisce votare fisicamente nel proprio Comune in Italia, deve comunicarlo ufficialmente al proprio Consolato entro i termini di legge (solitamente entro 10 giorni dall’indizione delle elezioni). In questo caso, non riceverà il plico a casa ma dovrà recarsi al seggio in Italia.
Come votano gli elettori temporaneamente all’estero
Anche chi non è iscritto all’AIRE ma si trova all’estero per almeno tre mesi (per motivi di studio, lavoro o cure mediche) può votare per corrispondenza. Per farlo, deve inviare una specifica domanda al proprio Comune in Italia entro i termini previsti per ogni singola consultazione.
Il diritto di voto per corrispondenza è esteso anche ai familiari conviventi del cittadino che possiede i requisiti sopra citati. Per costoro, la legge non richiede necessariamente il periodo minimo di tre mesi di permanenza.
Tabella di sintesi sulle possibilità di voto degli italiani all’estero
| Tipo di consultazione | È possibile votare all’estero? | Modalità | Note |
|---|---|---|---|
| Elezioni politiche | ✔️ Sì | Corrispondenza | Circoscrizione Estero |
| Referendum nazionali | ✔️ Sì | Corrispondenza | Possibile votare in Italia con opzione |
| Elezioni europee | ✔️ Sì | Corrispondenza o voto locale UE | L’elettore sceglie |
| Elezioni regionali | ❌ No | In Italia | Solo nel Comune |
| Elezioni comunali | ❌ No | In Italia | Solo nel Comune |
Casi speciali
Dipendenti pubblici
Alcune categorie (personale diplomatico, militare o dipendenti dello Stato in missione all’estero) votano sempre per corrispondenza dal Paese in cui si trovano. Questo è previsto per legge, anche se non sono iscritti in AIRE e senza necessità di dimostrare il periodo minimo di tre mesi di permanenza.
Stati senza voto per corrispondenza
In alcuni Stati dove non è possibile votare per corrispondenza (per mancanza di accordi internazionali con l’Italia o per motivi di sicurezza, come guerre in atto), il MAECI (Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale), d’intesa col Ministero dell’Interno, prevede, caso per caso, modalità alternative di esercizio del diritto di voto per gli italiani che si trovano in tali Paesi, o stabilisce la necessità di votare in Italia con agevolazioni di viaggio.
Perché si usa il voto per corrispondenza?
Prima della Legge 459/2001, gli italiani residenti all’estero potevano votare solo rientrando in Italia.
La legge ha introdotto:
- una circoscrizione dedicata, dando rappresentanza politica stabile agli italiani all’estero;
- la possibilità di partecipare ai referendum, prima quasi impossibile a causa del quorum;
- una modalità di voto più inclusiva, evitare viaggi costosi e difficili per milioni di cittadini.
Tuttavia, nel tempo sono emersi problemi applicativi: ritardi postali, plichi non recapitati agli elettori, rischi di manipolazione nel voto assistito. La normativa del 2001 ha cercato di eliminare, o quantomeno ridurre, queste incertezze (non sempre riuscendoci: a ogni elezione spuntano polemiche sulle possibili alterazioni o manipolazioni del voto espresso dall’estero).
Per questo i consolati ricordano sempre l’importanza di:
- aggiornare l’indirizzo AIRE,
- segnalare eventuali irregolarità,
- utilizzare l’opzione per votare in Italia in caso di dubbi sul servizio postale.
FAQ – Domande frequenti sul voto degli italiani all’estero
Posso votare dall’estero senza essere iscritto all’AIRE?
Solo se sei temporaneamente all’estero per almeno 3 mesi per lavoro, studio o cure e presenti l’opzione entro i termini.
Se vivo all’estero ma non ricevono il plico, cosa devo fare?
Bisogna contattare immediatamente il consolato, che può emettere un duplicato.
Posso votare online o in modalità elettronica?
No.
Le modalità previste sono solo:
- voto per corrispondenza, oppure
- voto in Italia con opzione.
Il mio voto resta segreto anche se spedito per posta?
Sì: la scheda è inserita in una busta anonima. La busta esterna serve unicamente per la verifica dell’elettore.
Posso votare per le amministrative nel Paese estero?
Sì, ma solo come residente straniero, secondo le norme del Paese ospitante.
Questo non sostituisce il voto per le elezioni italiane.
Posso votare per le europee nel Paese UE in cui risiedo?
Sì, ma in questo caso voti per i candidati di quel Paese, non per quelli italiani.
Il voto dall’estero vale allo stesso modo di quello in Italia?
Sì.
Per i referendum, contribuisce anche al raggiungimento del quorum.
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Paolo Remer
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