L’ondata di caldo che sta colpendo l’Europa, in Italia ha causato cinque decessi nelle ultime 24 ore, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità. Come tutte le estati, le carceri non sono adeguatamente attrezzate. E gli istituti a custodia attenuata per detenute madri-icam, lo sono? Negli icam vivono 30 bambini e le loro 25 madri (dati al 31 maggio 2026, ministero della Giustizia). «Nelle camere delle donne detenute e dei loro figli ci sono i ventilatori, ma nelle sale comuni – refettorio e area giochi – non c’è nulla. Le donne recluse lamentano un gran caldo», spiega Emilia Preziuso, psicoterapeuta che lavora nell’icam di Lauro (Avellino). «Garantire un clima idoneo è importante per i bambini, per le mamme ma anche per il personale che lavora con loro», dice Marianna Grimaldi, funzionaria giuridica pedagogica e coordinatrice dell’icam di Milano San Vittore.
Lauro: condizionatori solo nelle sale dei colloqui e delle attività
«Nella sala colloqui e nella stanza delle attività, in cui effettuiamo i laboratori, ci sono i condizionatori. Nelle camere delle donne detenute e dei loro figli ci sono i ventilatori, ma non riescono a rinfrescare molto l’aria. Nel refettorio e nell’area giochi invece non ci sono né ventilatori né condizionatori», spiega Emilia Preziuso, psicoterapeuta. Lei lavora nell’istituto a custodia attenuata-icam per detenute madri di Lauro per la cooperativa sociale Demetra, che a sua volta opera per l’associazione La casa sulla roccia, nell’ambito del progetto “Save Love – CuriAmo la relazione”, promosso dalla Fondazione della Comunità Salernitana, selezionato dall’impresa sociale Con i bambini nell’ambito del bando “Liberi di crescere”.
Un gonfiabile e una pompa d’acqua per rinfrescarsi
«La fortuna è che, nonostante l’istituto si trovi in un paese in provincia di Avellino, in cui fa molto caldo, all’interno dell’icam la temperatura non è rovente come potrebbe essere in un appartamento». Mentre conversiamo al telefono, Preziuso sta per entrare nell’istituto: «Qui all’ingresso ci sono 37 gradi e mezzo. Le mura dell’istituto mantengono il fresco, la condizione non è invivibile, anche perché le donne hanno adottato delle strategie per far rinfrescare i figli. Ad esempio, le mamme hanno chiesto una piscinetta, anche se per adesso hanno ottenuto solo un gonfiabile. Ci fanno giocare i bambini nei pomeriggi più torridi, aiutandosi l’acqua di una pompa che è nello spazio esterno. Il cortile è in una specie di corte interna all’icam, dove ci sono anche delle giostrine».
Il problema non è solo il caldo
Sul gonfiabile i bambini possono giocare tra le 16 e le 18, il sabato e la domenica, poi alle 19 si cena. Le scuole sono state aperte fino al 30 giugno e i piccoli facevano il tempo pieno. «Dal 1° luglio, con la fine delle scuole, spero che vengano concessi dei permessi maggiori per giocarci. Nel frattempo, le mamme hanno fatto domanda per un campo estivo per i bambini di quattro-cinque anni; la richiesta è stata accolta, verrà effettuato all’interno dell’icam. Doveva iniziare oggi (ieri, ndr) ma non è ancora stato avviato. Dopo il centro estivo, chi dei bambini potrà, uscirà e andrà un po’ al mare con i familiari (nonni, zii) all’esterno. Qui il problema non è solo il caldo, ma anche come far impiegare il tempo ai bambini: soprattutto per chi è più grande, bisogna trovare degli intrattenimenti interessanti».
Milano San Vittore: condizionatori in tutti gli ambienti
Uno degli altri quattro icam italiani è quello di Milano San Vittore. «Sia nelle camere di pernottamento sia negli spazi comuni ci sono i condizionatori. Dentro l’istituto la temperatura è adeguata. Lo spazio esterno, pur avendo gli alberi, è molto caldo. In stagioni come questa viene fruito dalle ore 18 fino alle 20,30-21, ora in cui i bambini vanno a dormire», dice Marianna Grimaldi, funzionaria giuridica pedagogica e coordinatrice dell’icam di Milano San Vittore. «Negli spazi esterni ci sono piscine per diverse età, una per bambini più piccoli e una per quelli più grandi. Fino all’ultima settimana di luglio i bambini frequentano sia il nido sia la scuola materna, escono alle 8 e ritornano all’icam alle 17 circa».
Un clima idoneo è importante anche per gli operatori
«Garantire un clima idoneo è importante per i bambini, per le mamme ma anche per il personale che lavora con loro: l’ambiente a norma per i piccoli aiuta loro, le donne detenute e anche noi che ci lavoriamo». Avere un clima non troppo caldo è importante, anche per svolgere le azioni quotidiane. «Preparare da mangiare in una cucina dove fa già caldo, accendere i pentoloni per cucinare per 15-20 persone diventa faticoso», dice Grimaldi.
Più stanno fuori, meglio è
«Ci sono 10 donne e 12 bambini, al momento, nell’icam», dice Grimaldi. In questi giorni l’istituto ha chiuso per un breve periodo per lavori di ristrutturazione, che entro 15 giorni termineranno. Fino a qualche giorno fa era operativo e le temperature erano già roventi. «In questi giorni le mamme sono appoggiate nella sezione nido del carcere di Bollate e il progetto “Un nido oltre i confini” (finanziato dal Comune di Milano, con il sostegno di varie associazioni), che segue i loro bambini, si è spostato lì». Il progetto mette a disposizione cinque educatori per accompagnare i bambini al nido e alla scuola materna e portarli in gita, in piscina, al lago e in varie uscite.
«I piccoli dentro l’istituto, nel periodo estivo, non ci stanno quasi mai, neanche ad agosto», continua Grimaldi. Tra le associazioni, c’è chi mette a disposizione il pulmino, chi finanzia la gita. «L’obiettivo è che i bambini passino meno tempo possibile all’interno dell’icam, che per quanto non sia come il carcere, non è un luogo adeguato a loro. Più stanno fuori, meglio è».
Molti bambini piccoli: da tre mesi a tre anni
«Dopo il decreto Sicurezza, che ha trasformato il differimento dell’esecuzione della pena per le donne incinte e le madri con figli fino a un anno di età da obbligatorio in facoltativo, sono presenti molti bambini piccoli, dai tre mesi ai tre anni», prosegue Grimaldi. «Mentre sono diminuiti drasticamente i bambini più grandi, fino all’anno scorso ce n’erano anche di 8-9 anni». L’icam di Milano accoglie madri con figli fino ai 10 anni, «ma non li abbiamo avuti di questa età perché dove non arriva la legge arriva la lungimiranza delle mamme, che capiscono che, dopo una certa età, l’icam non è un luogo idoneo per loro».
Grimaldi prosegue dicendo che «è aumentato il numero dei bambini che sono con le mamme negli istituti a custodia attenuata per detenute madri. Adesso le donne che entrano con un bambino piccolo difficilmente escono presto, con la nuova normativa del decreto Sicurezza. Ora le permanenze sono molto più lunghe, mentre prima era quasi una certezza che passavano dentro poco tempo».

Turni di lavoro di 15 giorni
Cosa fanno le mamme detenute nell’icam di San Vittore mentre i bambini sono a scuola? «A rotazione hanno turni di lavoro di 15 giorni. Negli istituti di pena di Milano i turni sono di tre mesi, nel loro caso i turni sono di 15 giorni per consentire loro di avere tutte una mercede, uno stipendio. Turni molto veloci permettono di fare, ad esempio, 15 giorni di cucina, 15 di pulizie e poi 15 di lavanderia. A turno tutte lavorano, a turno tutte riposano e anche il sabato e la domenica, nei giorni di riposo, hanno altri turni dove a rotazione garantiscono i servizi», continua Grimaldi.
Non tutte sono aiutate dai familiari, «in questo modo possono avere un minimo di guadagno per mantenere loro stesse e i bisogni più semplici dei bambini. Garantiamo tutto ai piccoli, ma con i loro soldi personali possono comprare un gelato, i vestiti. Questo dà loro un’autonomia e, di conseguenza, un po’ di serenità».
Le donne ristrette nell’icam di San Vittore frequentano la scuola, i corsi e lavorano mentre i bambini sono fuori. «Tutte le attività si interrompono al ritorno dei figli, a meno che non siano pensate per mamme e bambini insieme. E ad agosto è vacanza anche per le donne detenute».
Foto di Mia Pitcher su Unsplash
Cosa fa VITA?
Da oltre 30 anni VITA è la testata di riferimento dell’innovazione sociale, dell’attivismo civico e del Terzo settore. Siamo un’impresa sociale senza scopo di lucro: raccontiamo storie, promuoviamo campagne, interpelliamo le imprese, la politica e le istituzioni per promuovere i valori dell’interesse generale e del bene comune. Se riusciamo a farlo è grazie a chi decide di sostenerci.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Ilaria Dioguardi
Source link


