Viareggio, 17 anni dalla strage dopo il giudicato


Il 29 giugno 2026 ha avuto un tratto assente negli anniversari precedenti. Per la prima volta il rito civile di Viareggio ha incontrato un giudicato ormai esecutivo dopo il rigetto dei ricorsi del 25 giugno. Nel pezzo pubblicato da Sbircia il 27 giugno su Moretti a Orvieto dopo la Cassazione era stato fissato l’ingresso nel penitenziario umbro. Qui la data torna nella città: cimitero, corteo, via Ponchielli, nomi pronunciati nella notte.

Avviso al lettore: il testo tratta una strage ferroviaria, vittime e un procedimento penale definito. Il lessico resta sobrio.

Sommario dei contenuti

Il 2026 arriva con le condanne definitive

Il diciassettesimo anniversario della strage di Viareggio cade dopo il rigetto dei ricorsi in Cassazione del 25 giugno 2026. La pena di cinque anni per Mauro Moretti, già alla guida di Rete Ferroviaria Italiana e poi di Ferrovie dello Stato, è entrata nella fase esecutiva con la costituzione nel carcere di Orvieto. Il rito del 29 giugno ha quindi assunto un profilo giudiziario diverso da quello degli anni precedenti.


La città non ha celebrato un esito. Ha pronunciato i nomi delle vittime con una sentenza ormai definitiva sullo sfondo istituzionale. La distanza tra aula e strada si è accorciata: il fascicolo penale ha chiuso il giudizio ordinario, via Ponchielli ha riportato al posto delle persone uccise il peso che nessuna formula processuale riesce ad assorbire.

La notte del convoglio GPL

Nella tarda sera del 29 giugno 2009 il treno merci 50326/50325 attraversava Viareggio con quattordici carri cisterna. La relazione DGIF lo identifica sulla tratta Trecate, Novara, Gricignano-Teverola: il carico era formato da idrocarburi gassosi in miscela liquefatta.

Il convoglio passò in stazione poco dopo le 23:48. Nelle commemorazioni quell’ora viene arrotondata da anni a 23:49, il minuto pronunciato durante il ricordo pubblico. In quel margine di secondi il primo carro uscì dai binari, la cisterna si lesionò e il GPL raggiunse la zona abitata accanto alla ferrovia.

L’assile 98331 e il carro Zags

Il carro che aprì lo svio era lo Zags n. 3380 781 8 210-6. Alla partenza da Trecate risultava in coda, poi l’inversione di marcia a Novara Boschetto lo portò in testa. La rottura dell’assile 98331 colloca la causa meccanica nella zona più esposta della composizione, proprio sotto il primo carro lanciato verso sud.

La pagina più dura delle carte ministeriali riguarda la cricca. La frattura non apparteneva a un guasto istantaneo nato al transito di Viareggio. Era un difetto maturato nel tempo, già presente nella vita manutentiva del componente. Da qui nasce il nesso tra officine, controlli ultrasonori e responsabilità d’impresa.


Via Ponchielli e i soccorsi nella zona colpita

La propagazione del GPL seguì la morfologia dell’area ferroviaria. Via Ponchielli fu investita dalla massa infiammabile con la violenza maggiore; via Porta Pietrasanta e via Burlamacchi entrarono nello stesso circuito di roghi, crolli e veicoli carbonizzati.

Oltre 300 Vigili del Fuoco lavorarono tra raffreddamento delle cisterne e spegnimento degli incendi. Le squadre NBCR arrivate da Roma, Milano e Venezia operarono per il travaso del GPL dalle cisterne incidentate. Nel linguaggio ferroviario era uno svio; per il quartiere divenne una frattura urbana.

Messa, cammino civile e Casina dei Ricordi

La mattina del 29 giugno 2026 si è aperta con la messa al cimitero della Misericordia. Tra i sacerdoti c’era don Raffaello Piagentini, zio di Marco Piagentini. Marco sopravvisse con il figlio Leonardo; nella strage perse Stefania Maccioni e i piccoli Luca e Lorenzo.

La sera il cammino civile ha riportato i partecipanti verso la Casina dei Ricordi in via Ponchielli. Il luogo nacque dall’iniziativa dei motociclisti Tartarughe Lente per Maria Luisa Carmazzi e Andrea Falorni, amici morti nella strage. I nomi pronunciati hanno coperto il vuoto che la sentenza non colma.

Le dieci vittime straniere di via Ponchielli

Nel rito del 2026 Viareggio ha riservato spazio anche alle dieci vittime straniere. Vivevano nell’area di via Ponchielli, dentro una parte di città attraversata da famiglie arrivate da Paesi diversi e finite nella stessa notte del convoglio GPL.


Quella presenza allarga il profilo umano del disastro: case abitate, nuclei familiari, lavoratori e bambini. La geografia delle vittime coincide con la geografia delle abitazioni lambite dai binari.

Focette e il concerto Dopo la notte

A Focette, nel comune di Pietrasanta, il 17° anniversario è apparso sulla sabbia con una grande figura contornata da 32 fiori e un nastro nero. Il messaggio “Viareggio non dimentica” ha legato la costa versiliese al luogo dello svio senza togliere alla città ferita il posto principale nel ricordo.

Il 30 giugno il Beach Stadium “Matteo Valenti” al Bagno Flora ospita Dopo la notte, concerto gratuito voluto dall’associazione Il Mondo che Vorrei. Serena Dandini conduce la serata, Veronica Lucchesi firma la direzione artistica e sul palco figurano Paola Turci con Malika Ayane; accanto a loro Marco Castello, Lamante, Santamarea, Sarafine, Nicolas Zullo, Piero Perelli, Carmelo Drago e Giuseppe Scardino.

Dal processo alla pena esecutiva

Il procedimento ha attraversato primo grado, appello, Cassazione, nuovi giudizi sulla pena e ultimo vaglio di legittimità. Il tratto rimasto aperto dopo il 2024 riguardava la misura delle attenuanti generiche. Il 25 giugno 2026 il rigetto dei ricorsi ha chiuso il giudizio ordinario per gli imputati rimasti.

Moretti ha iniziato l’esecuzione della pena nel carcere di Orvieto. La parte penitenziaria appartiene a un terreno autonomo rispetto al giudicato: eventuali istanze sulla modalità di espiazione seguono regole proprie. La condanna definitiva resta il fatto giuridico che incide sull’anniversario del 2026.


Merci pericolose dentro le città

Viareggio resta nel dibattito ferroviario per una ragione materiale: un carro cisterna attraversava un centro abitato con GPL. La radice del caso supera il singolo assile. Coinvolge tracciati urbani, treni merci, officine, proprietari dei carri, imprese ferroviarie e controlli lungo filiere internazionali.

La relazione ministeriale collegò il disastro a una richiesta di regole sovranazionali sui carri che trasportano merci pericolose. Da quella richiesta il caso Viareggio supera il confine processuale e parla ancora a ogni città attraversata da merci ad alto rischio.

Il peso civile del 2026

Il 2026 consegna a Viareggio un anniversario con una soglia giudiziaria già superata. La città ha potuto pronunciare i nomi delle vittime dopo la fine del giudizio ordinario, senza trasformare il rito in celebrazione. L’atto resta lutto civile, non festa.

Da via Ponchielli al cimitero della Misericordia, il filo del ricordo passa attraverso luoghi reali. Ogni indirizzo contiene una parte della strage: il binario, le case, la cappella, la Casina dei Ricordi. Il giudicato non cancella la notte. Le assegna un posto definito nelle carte dello Stato.



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 Junior Cristarella

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