Il restauro e la mostra a Villa Arconati di Castellazzo di Bollate


Villa Arconati, situata nella frazione di Castellazzo di Bollate all’interno del Parco delle Groane, è una delle più maestose “ville di delizia” di Milano, storicamente nota come la piccola Versailles lombarda”. La Villa sorge sull’antico castellazzo medioevale, un complesso rurale fortificato strategicamente tra Milano e Varese. Il Conte Galeazzo Arconati acquistò l’intera tenuta nel 1610, iniziando il progetto di restauro e trasformazione in residenza estiva. Galeazzo fu il primo mecenate dell’epoca a comprendere la grandezza di Leonardo da Vinci. A lui si deve l’acquisto del Codice Atlantico, la più ampia raccolta di disegni e scritti di Leonardo, che venne anche utilizzato per lo studio e la realizzazione dei magnifici giochi d’acqua, presenti nell’ampio giardino della villa. Furono poi gli eredi Arconati a donare il Codice da Vinci alla città di Milano: 12 volumi per un totale di 1120 fogli, ora conservati nella Veneranda Biblioteca Ambrosiana.

Villa Arconati, Castellazzo di Bollate, Milano. a mostra “Luce” e il restauro del parco monumentale, ph Claudia Zanfi

Il recupero di Villa Arconati da parte della Fondazione Augusto Rancillo a Castellazzo

A inizio Novecento sono tre donne della famiglia Arconati a difendere la dimora da guerre e occupazioni. Nel 1994, alla morte di donna Beatrice Crivelli, Villa Arconati cade in uno stato di abbandono. Fino al recupero da parte della Fondazione Augusto Rancillo. Oggi la villa è sede di mostre e convegni internazionali. Si possono visitare le sale con affreschi e stucchi, come la sala della poesia e la sala dello zodiaco; un’ampia quadreria di famiglia, la biblioteca settecentesca con oltre 3000 volumi antichi, l’armeria e la sala d’armi, l’esposizione di carrozze d’epoca, le eleganti scuderie con al centro la statua di Nettuno.

Ma la sontuosità della Villa si scopre soprattutto all’esterno, nel grande parco-giardino. Castelli verdi, siepi monumentali, giochi d’acqua che scorrono tra statue e fontane, con meccanismi realizzati partendo dal Codice Atlantico di Leonardo. Grandi vasi in terracotta per le limonaie, i laghetti, la voliera, la galleria di carpini e il labirinto, sono alcune delle attrazioni del giardino.

L’esposizione “Luce” a cura di Diana Segantini in Villa Arconati non lontano da Milano

In questo periodo (fino al 5 luglio) nelle sale espositive della Villa è possibile visitare la mostra collettiva Luce. Il progetto mette in dialogo oltre venti artisti internazionali con gli spazi barocchi della residenza. Curata da Diana Segantini (nipote del famoso pittore Giovanni Segantini), l’esposizione è promossa dalla Fondazione Rancillo, organizzazione dedita alla tutela del patrimonio storico e artistico del territorio. Le opere sono selezionate in collaborazione con importanti gallerie d’arte contemporanea, tra cui Kromya Art Gallery di Verona, Galleria Francesca Minini, Galleria Monica de Cardenas, Wizard Gallery di Milano.

Gli artisti e le opere della mostra “Luce” in corso a Villa Arconati di Castellazzo

La mostra indaga il tema della luce sia come fenomeno naturale, sia come metafora culturale. Le opere d’arte contemporanea sono accuratamente scelte e posizionate per dialogare con l’architettura barocca nelle sale della Villa, creando un contrasto suggestivo basato sulle percezioni visive e temporali dei visitatori. Tra le opere esposte si trovano interventi di Gabriella Benedini, che lavora sulla memoria del legno, dove la luce agisce per sottrazione e assorbimento all’interno delle sue caratteristiche Vele. Pietro Coletta esplora il rapporto simbiotico con la luce attraverso le ossidazioni e i riflessi caldi delle sue lastre di rame. Riccardo De Marchi frammenta lo spazio d’esposizione perforando e segnando le superfici. L’artista di origini giapponesi Izumi Ōki sfrutta le trasparenze e le rifrazioni caratteristiche del vetro industriale. Igor Eskinja e Diango Hernández propongono opere concettuali che sfidano la percezione dello spettatore attraverso la scomposizione della luce e dello spazio.

Il parco storico di Villa Arconati ristrutturato grazie ai fondi del PNRR

Il percorso espositivo termina in un’ampia sala vetrata, inondata dalla luce esterna, che invita ad affacciarsi sul parco storico. Qui sono stati realizzati una serie di restauri strutturali coi fondi PNRR, per la messa in sicurezza, la valorizzazione e il restauro della componente vegetale e architettonica del parco monumentale. Il ripristino ha riguardato soprattutto elementi storici del ‘700 come la Fontana del Delfino, il Teatro di Pompeo con le sue quattro statue monumentali, e la Voliera per gli uccelli esotici.

Claudia Zanfi

Castellazzo MI // Fino al 5 luglio
Luce
VILLA ARCONATI, Via Fametta, 1, 20021
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