Meno debiti, più robot


Lo sapete che nel vostro ultimo piatto di spaghetti al pomodoro potreste aver gustato il sapore dell’AI? Altro che pachino, proprio l’intelligenza artificiale! Sì, perché un soluzione digitale sviluppata per Mutti, colosso delle conserve di qualità, da una start-up partecipata da e-Novia, la deep-tech milanese quotata sul segmento Pro di Euronext Growth Milan dalla fine del 2022, ha reso intelligente la raccolta dei pomodori. Permettendo di insegnare a un robot come, cogliere, lavare e passare i pomodori direttamente in campo, arrivando addirittura a imbottigliarli subitio.

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Benvenuti in un’impresa che ha sempre puntato sull’intelligenza umana – e-Novia, appunto – e che oggi riesce a inoculare dosi massicce di intelligenza artificiale in innovazioni manifatturiera che – “vivaddio” – si toccano!

Aveva avuto qualche traversia finanziaria, però, e-Novia. Ne è praticamente uscita. Entro luglio si chiuderà la composizione negoziata della crisi avviata da e-Novia,. A fine giugno è atteso anche il via libera al bilancio. La conferma arriva direttamente dall’amministratore delegato Massimiliano Benci, che traccia con Economy il punto sulla fase finale della procedura. «Dagli otto milioni di debiti che avevamo prima della procedura siamo scesi a due: l’azienda è sostanzialmente fuori dalla crisi», sintetizza. Resta in carica l’esperto indicato dalla Camera di Commercio, che continua a seguire il negoziato con i creditori, ma il perimetro finanziario è ormai ridotto del settantacinque per cento e l’ossatura industriale risulta alleggerita. La parabola di e-Novia è quella di una scommessa nata oltre tredici anni fa nella galassia del Politecnico di Milano. La società viene fondata nel 2012 come spin-off di matrice tecnologica. Attorno alla holding viene costruito un veicolo di venture capital sulla tecnologia avanzata, che nel corso degli anni raccoglie circa ottanta milioni di euro fra equity, crowdfunding e collocamenti privati. La traiettoria sfocia nella quotazione sull’Egm Pro di Borsa Italiana il 16 dicembre 2022, con un prezzo di collocamento fissato a 7,2 euro per azione e una capitalizzazione iniziale che sfiora i centosessanta milioni di euro.

Tre anni dopo, il quadro è cambiato: il mercato del deep-tech ha fatto i conti con il razionamento del capitale di rischio e con l’allungamento dei tempi di go-to-market. Da qui la decisione di chiedere lo scudo della composizione negoziata, lo strumento del Codice della crisi, per riallineare la struttura finanziaria al perimetro operativo.

Oggi i pilastri industriali del gruppo sono due. Il primo è la piattaforma di Industrial Edge, che porta l’intelligenza artificiale dentro i macchinari nei contesti in cui serve attivare apparati con capacità decisionali a bordo. È il filone che il management declina come Physical AI, in chiave robotica. «La nostra missione è far diventare intelligenti i macchinari», spiega Benci. Il secondo pilastro è il Venture Studio: e-Novia raccoglie decine di progetti di start-up e li ingegnerizza, accompagnandoli nella fase di pre-sviluppo, individuando il partner industriale e curandone la messa a terra. In cambio del lavoro di engineering, la società entra nel capitale della start-up. È un modello che differisce dall’incubatore puro perché alla quota partecipativa si sommano competenze tecniche e un network di clientela industriale già rodato e potenzialmente attivabile.

Un forte “goodwill” c’è sull’automotive. Una controllata di e-Novia, e-shock – già utilizzata da capiscuola come Lamborghini o MV Agusta – lavora sulla gestione della sicurezza e delle prestazioni dei veicoli con soluzioni altamente personalizzate. Per esempio per le moto MV Agusta e-shock produce sistemi avanzati di controllo della dinamica del veicolo e della stabilità, integrando sensori e unità di controllo che rendono le moto più connesse e sicure.

Ma, insieme a quello dei pomodori, è solo uno dei tanti esempi applicativi che raccontano il perimetro. Con Brembo, e-Novia ha messo a punto TrackTribe, un kit telemetrico che, attraverso una centralina, un sensore esterno e cablaggi a bordo della moto, abilita l’analisi delle prestazioni in pista e il confronto con una community di piloti. Con Agrati Group è nato Tokbo, una linea di bulloni sensorizzati capaci di misurare vibrazioni, carico e coppia di serraggio: componentistica passiva trasformata in nodo intelligente per la manutenzione predittiva delle infrastrutture. La gamma è completata da Smart Robots, un sistema di visione 3D che riconosce le mosse dell’operatore e segnala in tempo reale errori e correzioni nelle attività manuali, con tracciabilità integrale del processo.

Il portafoglio attuale conta nove società partecipate, sette in controllo e due in minoranza, con un track record che la società quantifica in oltre cinquecento progetti di innovazione, settantacinque brevetti depositati, una trentina di settori industriali presidiati e una quindicina tra università e centri di ricerca fra i partner. Sul fronte azionario, accanto al nucleo dei fondatori figurano gruppi industriali italiani di primo piano, quasi tutti con il baricentro fra Brescia e la dorsale meccatronica lombarda: Brembo, Streparava, Ori Martin, Bonomi, oltre a Rubinetti e ad altri investitori strategici. Una pattuglia che ha sostenuto la società sia nel collocamento del 2022 sia nella successiva fase di rinegoziazione del debito. Anche il primo quadrimestre del 2026 è stato denso di passaggi pubblici. A gennaio e-Novia ha portato la propria visione all’edizione dell’AI Festival ospitata in Bocconi, dedicata all’agentic era; in primavera è tornata sotto i riflettori della Milano Design Week, cucendo Physical AI e disegno industriale di prodotto; in parallelo sono state annunciate l’ingresso di Ars Bionica nel Venture Studio e l’avvio della partnership con 28Digital su uno spin-off interamente focalizzato sulla Physical AI. Operazioni piccole nei numeri ma coerenti con la strategia di filiera che il management vuole accreditare alla comunità finanziaria.La rotta del rilancio è già tracciata. «Il filone è il Venture Studio 5.0: deve portarci alla ricerca delle intuizioni vincenti», anticipa l’amministratore delegato. Sulla strada c’è molta concorrenza, dagli incubatori universitari ai venture builder internazionali, ma Benci rivendica un posizionamento differente. «Prima e più dell’intelligenza artificiale, è necessario aiutare le aziende a definire l’ambito di applicazione ottimale dell’IA», osserva. Tradotto: il valore non sta nel modello generativo in sé, ma nella scelta dei processi industriali in cui inserirlo per generare ritorno. Una postura che e-Novia rivendica anche sul terreno geopolitico-tecnologico. «Non abbiamo rapporti di dipendenza con nessun colosso tecnologico: semmai di collaborazione», precisa il manager. È la cifra di un attore che vuole restare neutrale rispetto alle piattaforme dei big globali, posizionandosi come integratore di Physical AI per il manifatturiero italiano.

Il calendario dei prossimi mesi è denso. Dopo l’approvazione del bilancio a fine giugno e l’attesa chiusura della composizione negoziata in luglio, e-Novia ha in agenda un Investor Day dedicato alla presentazione dell’intero perimetro: portafoglio partecipate, pipeline di nuove iniziative e roadmap del Venture Studio 5.0. Sarà anche l’occasione per misurare l’appeal della propria storia presso una platea finanziaria che, dopo la stretta del 2024-2025 sui multipli del deep-tech, ha ricominciato ad aprirsi verso emittenti capaci di mostrare disciplina di costo e visibilità sui ricavi.


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 Sergio Luciano

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