Palma arriva al pubblico italiano come film familiare. Alle spalle ci sono una pagina di cronaca sovietica molto più asciutta, un certificato veterinario assente, un imbarco su un Il-18 e uno scalo in cui una cagna da pastore iniziò a cercare lo stesso tipo di aereo.
Nota per il lettore: il testo distingue la pagina di cronaca dalla costruzione del film, senza confondere Kolja e il padre pilota con i protagonisti reali del caso.
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Vnukovo, il certificato mancante e l’Il-18
La sequenza originaria avviene durante l’imbarco a Vnukovo. Un passeggero viaggia con una cagna da pastore, ha acquistato il biglietto per l’animale e si presenta al velivolo. Al controllo emerge l’assenza del certificato veterinario. Senza quel documento il cane non sale a bordo.
Il proprietario tenta di convincere il personale di volo, poi toglie il collare all’animale e sale sul velivolo. Palma, ignara del distacco, corre attorno all’aereo come durante una breve uscita. Quando torna al punto in cui aveva lasciato l’uomo, la scala è stata ritirata. L’aereo si muove, accelera e decolla. Da lì nasce l’attesa.
La destinazione viene spesso associata a Norilsk, città del Nord sovietico. La pagina originaria usa una formula più larga, parla di un aereo in partenza “verso il Nord”. La traccia sicura resta il tipo di velivolo: Il-18, l’aereo che Palma avrebbe poi cercato con ostinazione.
Il codice degli aerei: gli Il-18 come richiamo
La permanenza nello scalo andò oltre l’immagine del cane fermo su una pista. Palma imparò a collegare una forma, un suono e un movimento: l’arrivo o la partenza degli Il-18. Dapprima corse dietro ai decolli, poi si spostò vicino alle aree di sosta degli aeromobili, dove il traffico le dava più occasioni di controllare i passeggeri in uscita.
La pagina di Rost indica un riparo sotto un vecchio vagone da cantiere, davanti all’aerostazione. Gli addetti la nutrivano, lei accettava il cibo senza avvicinarsi troppo. Restava abbastanza lontana da non farsi prendere e abbastanza vicina da osservare la porta degli aerei. La sua routine passava da riconoscimento visivo, odori e attese ripetute davanti al metallo degli scaletti.
Valentey porta il caso in redazione
Il pilota Vjačeslav Valentey, comandante di Il-18, vide più volte quella cagna muoversi sul campo di volo. Dopo avere ascoltato gli addetti, capì che si trattava dell’animale rimasto nello scalo dal giorno dell’imbarco mancato.
Valentey arrivò alla redazione del giornale e fece partire l’incontro con Yuri Rost. Il cronista andò a Vnukovo, vide Palma correre verso gli Il-18 e pubblicò la pagina del 19 settembre 1976. Il Museo CSDF conserva quella pagina e la collega anche al documentario del 1978 nato dal lavoro di Rost.
Il nome pubblico: Palma nasce nello scalo
All’aeroporto nessuno conosceva il nome originario della cagna. Gli addetti provarono più richiami e notarono una reazione a “Alma”; da lì si impose Palma, nome con cui la storia entrò nei giornali e poi nei film.
Il proprietario scrisse al giornale dopo la pubblicazione e cercò di giustificare l’abbandono. Il nome precedente dell’animale rimase fuori dalla lettera. Palma rimase il nome pubblico, assegnato dalla comunità dello scalo. La persona che l’aveva portata all’imbarco tacque il nome precedente.
Vera Kotljarevskaja e il trasferimento a Kiev
Dopo l’articolo arrivò una quantità eccezionale di lettere. Tra le persone disponibili ad accoglierla venne scelta Vera Arsen’evna Kotljarevskaja, docente legata all’ambiente pedagogico di Kiev. La scelta richiese tempo perché Palma rifiutava l’avvicinamento degli sconosciuti e temeva di perdere un arrivo del suo aereo.
Vera si fermò a Vnukovo, tornò ogni giorno vicino alla cagna e lavorò sulla fiducia. Il trasferimento avvenne solo dopo un sedativo. Palma si risvegliò a Kiev, in una casa nuova. I primi mesi furono segnati da tentativi di fuga, finestre chiuse e sorveglianza continua. La casa ucraina diventò il suo approdo dopo una lunga transizione. Il lieto ingresso immediato appartiene al ritmo compatto del cinema.
La versione inglese di Gateway to Russia registra lo stesso esito familiare: Vera prese un periodo di congedo, frequentò lo scalo e accompagnò Palma verso Kiev. La coincidenza tra cronaca russa e racconto documentario rende solida la linea finale del caso.
Il film TV2000: dal piazzale alla famiglia
Palma – Un amore di cane sceglie una via diversa dalla cronaca. Al centro del film c’è Kolja, bambino di nove anni che ha perso la madre e arriva dal padre pilota. La cagna diventa il legame capace di costringere padre e figlio a misurarsi con una distanza affettiva già aperta prima dell’incontro con l’animale.
La scheda di TV2000 ha collocato il film in prima serata il 27 giugno 2026 e indica regia di Aleksandr Domogarov, cast con Viktor Dobronravov, Leonid Basov e Valeriya Fedorovich, anno di produzione 2020. La scheda italiana di ComingSoon.it riporta il titolo Palma, un Amore di Cane, la durata di 110 minuti e il genere drammatico e familiare.
Central Partnership, distributore russo, presenta il titolo come film per famiglie, uscita russa del 18 marzo 2021 e racconto ispirato a eventi avvenuti negli anni Settanta in un aeroporto moscovita. L’impianto cinematografico colloca l’azione nel 1977 e porta in primo piano il rapporto fra Palma, Kolja e il pilota Vjačeslav Lazarev.
Dove il film prende licenza
Il film lavora sulla ferita dell’abbandono e introduce un asse familiare assente dalla pagina del 1976. Kolja appartiene solo alla sceneggiatura: serve a dare allo spettatore un aggancio umano interno all’aeroporto.
Anche il padre pilota del film raccoglie tratti distribuiti tra più persone reali. Valentey esiste come comandante che porta il caso ai giornali; il personaggio cinematografico Vjačeslav Lazarev ha invece una funzione drammatica legata alla paternità, alla carriera e alla decisione sul futuro dell’animale.
La licenza più visibile riguarda il ritorno del proprietario. La cronaca consegna una linea amara: l’uomo scrisse, tentò una giustificazione e lasciò Palma a Vnukovo. Il film usa il suo eventuale ritorno come leva narrativa; così il destino di Palma entra in una scelta pubblica dentro l’aeroporto.
La traccia audiovisiva del 1978 e il film del 1988
Il lungometraggio del 2021 arriva dopo altri due passaggi audiovisivi del caso. Nel 1978 il CSDF produsse il documentario Malенькая история о человеческой доброте, legato al lavoro di Rost e alla regia di Aleksandr Opryshko. Le immagini del documentario fissano Palma e Vera dentro una dimensione meno romanzata.
Nel 1988 arrivò anche Na privjazi u vzletnoj polosy, film sovietico con regia di Vladimir Khmelnitsky, tratto dalla stessa pagina giornalistica. La versione di Domogarov junior entra in una catena già lunga: giornale, documentario, film sovietico e poi racconto familiare russo del nuovo millennio.
Da Vnukovo al paragone con Hachiko
L’accostamento con Hachiko riguarda la scena dell’attesa quotidiana. Il cane giapponese attese alla stazione dopo la morte del padrone; Palma rimase a Vnukovo dopo una decisione umana presa durante l’imbarco. La somiglianza riguarda la costanza dell’animale; la responsabilità dell’uomo appartiene a una storia diversa.
La storia sovietica contiene un tema più scomodo del mito della fedeltà: una regola sanitaria corretta venne scaricata sull’animale, senza che il proprietario assumesse il costo morale della rinuncia al volo o del recupero successivo. La comunità aeroportuale e poi Vera intervennero dove il rapporto originario era già spezzato.
Il ritorno italiano con TV2000
Il passaggio televisivo del 27 giugno 2026 riporta Palma davanti a un pubblico che spesso conosce la storia solo come racconto edificante. La cronaca aggiunge una materia più ruvida: un animale reale, rimasto tra pista e aerostazione, poi trasferito in Ucraina dopo l’intervento di una donna che dovette conquistare la sua fiducia giorno dopo giorno.
Per il lettore italiano, la distinzione tra caso reale e film evita l’equivoco più diffuso. La storia nasce da un abbandono avvenuto in aeroporto e dalla capacità di alcuni testimoni di sottrarlo all’indifferenza. Il film la rende accessibile attraverso Kolja e una parabola familiare.
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Junior Cristarella
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