programma al Tempio di Venere


La rassegna sceglie una traiettoria precisa: parte dal vampiro muto, attraversa il gotico europeo e americano, inserisce la parodia nel corpo stesso del programma e chiude con un muto italiano collegato al racconto archeologico di Troia. La sede pesa sul senso della proiezione. Il Tempio di Venere e Roma cambia il peso della visione, perché mette i classici dentro un luogo in cui cinema e antichità condividono la stessa sera.

Le righe che seguono riguardano date, orari, accesso, titoli, ospiti e sottotitoli annunciati per l’edizione 2026.

Sommario dei contenuti

Date, sede e accesso da Piazza del Colosseo

Quo Vadis? occupa dieci sere consecutive, da martedì 7 luglio a giovedì 16 luglio 2026, nel Tempio di Venere e Roma. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti. L’accesso avviene da Piazza del Colosseo dalle 20.00.

La griglia oraria ha tre soglie da ricordare. Alle 20.45 cominciano le introduzioni. Alle 21.00 la prenotazione perde validità se il posto non è stato occupato. Alle 21.15 partono le proiezioni. La scansione pesa su chi arriva con un biglietto prenotato: dopo le 21.00 l’accesso alla seduta perde garanzia.

Orrore classico e parodia nello stesso ciclo

Il titolo dell’edizione, Morire dal ridere. Classici dell’orrore tra paura e parodia, inserisce la comicità dentro la genealogia dell’horror: Nosferatu, Frankenstein e Freaks sono messi accanto a Polanski e Mel Brooks, cioè a due autori che hanno trasformato la paura in satira senza svuotarne le forme.

Il disegno curatoriale è netto. Il mostro viene osservato come figura fondativa e in seguito come materia da rovesciare. Il pubblico vede l’icona e la sua deformazione comica nello stesso spazio, con un passaggio che arriva fino al gotico italiano e al thriller horror di Dario Argento.

I vampiri aprono il percorso, da Murnau a Polanski

La sera di martedì 7 luglio apre con Nosferatu, eine Symphonie des Grauens di Friedrich Wilhelm Murnau, presentato nel programma italiano come Nosferatu il vampiro. Il film del 1922, indicato con durata di 94 minuti, mette in avvio la sagoma più secca del vampiro cinematografico.

Mercoledì 8 luglio risponde The Fearless Vampire Killers di Roman Polanski, titolo italiano Per favore, non mordermi sul collo!, 1966, 107 minuti. Il salto è netto: il castello, il morso e la superstizione passano dal terrore espressionista a una commedia gotica che conosce benissimo il bersaglio.

Freda, Poe e Herzog dentro il gotico europeo

Giovedì 9 luglio entra il gotico italiano con L’orribile segreto del dr. Hichcock di Riccardo Freda, 1962, 88 minuti. Freda porta nel programma una linea nazionale spesso compressa tra i nomi americani e tedeschi dell’horror: ossessione medica, interni chiusi e desiderio malato.

Venerdì 10 luglio il ciclo passa a Histoires extraordinaires, noto in Italia come Tre passi nel delirio, film del 1968 firmato da Roger Vadim, Louis Malle e Federico Fellini. La durata indicata è di 121 minuti. Sabato 11 luglio torna il vampiro con Nosferatu: Phantom der Nacht di Werner Herzog, 1979, 107 minuti. La presenza ravvicinata di Murnau e Herzog rende leggibile il passaggio da icona muta a riflessione moderna sul mito di Dracula.

Frankenstein arriva in ordine inverso

Domenica 12 luglio arriva Young Frankenstein di Mel Brooks, in Italia Frankenstein Junior, 1974, 105 minuti. Lunedì 13 luglio segue Frankenstein di James Whale, 1931, 71 minuti. La parodia precede il classico da cui dipende.

L’inversione rafforza Whale. Mostra quanto Brooks lavori su un immaginario già fissato nella mente dello spettatore: laboratorio, creatura, eredità familiare, corpo cucito, scienza come teatro. Vedere la parodia prima dell’originale costringe a riconoscere i codici che il film del 1931 ha reso durevoli.

Argento il 14 luglio, Browning il 15

Martedì 14 luglio è prevista la presentazione del film con Dario Argento. A seguire sarà proiettato Opera, 1987, 107 minuti. Nel calendario della rassegna la serata ha un valore diverso dalle altre: la presenza del regista porta in sala l’autore di un film in cui lo sguardo forzato diventa dispositivo narrativo.

Mercoledì 15 luglio tocca a Freaks di Tod Browning, 1932, 64 minuti. Dopo Argento, Browning riporta il programma su un punto antico e ancora scomodo: chi viene definito mostruoso, chi guarda e quale prezzo paga lo spettacolo quando trasforma i corpi in attrazione.

Il 16 luglio chiusura con La caduta di Troia

Giovedì 16 luglio la rassegna esce dal nucleo horror e chiude con un incontro moderato da Maria Assunta Pimpinelli, con Carlo Chatrian, Alessandro Marotto e Luca Mazzei. A seguire è previsto La caduta di Troia di Giovanni Pastrone e Luigi Romano Borgnetto, film del 1911, 33 minuti.

La presenza della pianista e compositrice olandese Maud Nelissen dà alla serata una natura diversa: il muto torna evento dal vivo. Il collegamento con Troia e Roma. Miti, leggende, storie del Mediterraneo antico spiega lo scarto finale dal filone horror. L’ultima sera salda cinema delle origini e archeologia, con il Tempio di Venere e Roma come luogo reale della proiezione.

Versione originale e sottotitoli

Tutti i film sono annunciati in versione originale con sottotitoli italiani. Per i titoli in versione originale italiana sono previsti sottotitoli inglesi. La formula è coerente con la natura della Cineteca Nazionale: mantiene i classici nella lingua e nella tessitura sonora con cui sono entrati nella storia della sala.

Il dato vale anche per il pubblico romano che frequenta le arene estive in cerca di titoli familiari. Frankenstein Junior in originale cambia ritmo comico, Nosferatu riporta il muto a una fruizione più vicina alla copia d’archivio e Opera conserva la grana vocale italiana con supporto per chi non conosce la lingua.

Prenotazione consigliata e posti non occupati

L’ingresso libero resta legato alla capienza del Tempio e la prenotazione resta consigliata. Il vincolo orario governa l’accesso: alle 21.00 il posto non occupato torna disponibile per chi attende fuori dall’area.

Arrivare all’apertura delle 20.00 evita la soglia più critica, soprattutto nelle serate del 12 luglio con Mel Brooks e del 14 luglio con Dario Argento. La rassegna ha un pubblico fedele e la sede ha procedure diverse da una normale arena urbana: l’accesso passa da un’area archeologica e ogni ritardo incide sulla gestione delle file.

Quo Vadis dentro l’estate cinematografica romana

Dentro una stagione romana già densa di cinema all’aperto, Quo Vadis? occupa una posizione distinta. La rassegna lavora oltre l’uscita recente e la nostalgia da arena. Costruisce un ciclo di storia del cinema dentro un’area monumentale e usa il tema dell’orrore per far dialogare copie, generi e pubblico serale.

Su Sbircia la Notizia Magazine abbiamo già seguito la rassegna gratuita Sotto le stelle dell’Austria 2026, altro esempio di programmazione in lingua originale a Roma. Per chi arriva a Quo Vadis? dal versante comico del genere, resta pertinente anche il nostro percorso sulle horror comedy anni 2000, perché la rassegna del Tempio mostra le radici più antiche della stessa tensione fra paura e risata.


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 Junior Cristarella

Source link

Di