L’estate della scuola italiana si conferma, anche quest’anno, una stagione di sofferenza termica per studenti e personale scolastico. Un articolo di Stefano Lucci pubblicato su Collettiva.it il 24 giugno 2026 traccia un quadro negativo sulle condizioni climatiche degli istituti, parlando esplicitamente di una “lunga estate al caldo della scuola italiana”. Il testo mette in luce il netto divario tra le dichiarazioni della politica e la realtà strutturale emersa dai dati ufficiali, analizzando il fallimento dei fondi europei e le richieste dei sindacati.
Lucci apre il discorso ricordando che alla vigilia degli esami di maturità, il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, aveva dichiarato che si stava affrontando anche il tema dei condizionatori, perché con gli investimenti che si sono avuti in questi anni, grazie anche ai fondi PNRR sono sempre più numerose le scuole dotate di aria condizionata.
Tuttavia, gli open data dello stesso ministero dipingono uno scenario opposto: “In Italia solo il 7,42% degli edifici scolastici è provvisto di un impianto di condizionamento e ventilazione”. Questo dato certifica una diffusa inadeguatezza strutturale di fronte a stagioni ormai stravolte dal cambiamento climatico.
La classifica delle regioni con scuole climatizzate
La mappa della climatizzazione scolastica restituisce cifre minime in tutto il Paese:
- Marche: prima regione in classifica, ma con appena il 26,4% degli istituti dotati di aria condizionata;
- Sardegna: 15,7% delle scuole climatizzate;
- Veneto: 9,7%;
- Emilia Romagna: 7,8%;
- Valle d’Aosta: 7,7%;
- Calabria e Liguria: 6,6%;
- Lombardia: 6,4%.
A causa di questa situazione, durante gli esami di maturità le temperature nelle aule possono toccare i 40 gradi, spingendo i docenti a soluzioni d’emergenza fai-da-te, come accaduto in un istituto superiore di Catania dove il vicepreside ha dovuto acquistare personalmente 5 grandi ventilatori per le commissioni. Le difficoltà colpiscono anche le scuole dell’infanzia, le cui attività proseguono fino al 30 giugno.
Il clima come questione politica e la denuncia della Flc Cgil
Secondo la Flc Cgil, la gestione delle temperature a scuola rappresenta una precisa responsabilità politica. Graziamaria Pistorino, segretaria nazionale del sindacato, denuncia le condizioni di lavoro e studio: “Ogni anno, con l’arrivo dell’estate, sempre più precoce a causa del cambiamento climatico, migliaia di aule scolastiche italiane raggiungono e superano le soglie di temperatura previste dalla legge. Aule con venti, venticinque, a volte più di trenta studenti all’interno, per almeno sei ore consecutive”.
Pistorino evidenzia inoltre una profonda disparità di trattamento rispetto ad altri settori della pubblica amministrazione: “…quasi tutti gli uffici dei luoghi di lavoro pubblici e privati sono dotati di impianti di climatizzazione, e invece le scuole ne sono prive nella maggioranza dei casi. Luoghi dove si concentrano decine di alunni per classe e migliaia per edificio vengono esclusi da una tutela che viene garantita a qualsiasi altra lavoratrice o lavoratore”.
Si tratta di una “disparità che riguarda il diritto alla salute, la capacità di apprendere e la dignità” legata a strutture ormai obsolete, poiché “le aule progettate per quel clima non sono più adeguate a quello attuale”. Per contrastare questa situazione, la Flc Cgil chiede l’avvio immediato di un piano straordinario di adeguamento climatico con risorse dedicate, l’estensione formale delle norme sulla tutela della salute alle aule scolastiche e un monitoraggio sistematico delle temperature nei mesi di maggio e giugno.
Il fallimento del Pnrr: divari ampliati e risorse non spese
In teoria, i fondi del Pnrr avrebbero dovuto ammodernare l’edilizia scolastica. Nella realtà, la Missione 4 ha stanziato oltre 30 miliardi di euro (circa il 15% del budget totale del Piano), di cui 1 miliardo destinato alla costruzione di nuove scuole a consumo zero e oltre 4 miliardi alla messa in sicurezza, riqualificazione ed efficientamento energetico.
Nonostante questi investimenti, Monica Fontana, responsabile dei dirigenti scolastici della Flc Cgil, definisce l’operazione un vero e proprio fallimento su più livelli: “Le ingentissime risorse non hanno risolto i problemi cronici della vetustà e inadeguatezza degli edifici scolastici con dotazioni tecnologiche 4.0 ma che cadono a pezzi e in cui si muore di freddo d’inverno e di caldo d’estate”.
A pochi mesi dalla scadenza del Piano, fissata proprio per il 2026, “meno della metà delle risorse assegnate risulta effettivamente spesa”. Fontana evidenzia inoltre il paradosso per cui “le aree del Paese che partivano da condizioni migliori e con più personale qualificato hanno intercettato e speso i fondi, mentre i territori già in dificuldade non ci sono riusciti. Il Nord dunque avanza e il Sud arretra ancora”, ampliando di fatto i divari territoriali anziché eliminarli.
Il paradosso del “Piano Estate” e il caso Sicilia
Le criticità strutturali emergono con forza anche nel Piano Estate promosso dal Ministero, che ha stanziato 300 milioni di euro per lo svolgimento di attività ricreative e di socialità durante i mesi di sospensione delle lezioni. Il sindacato critica aspramente l’iniziativa poiché costringe bambini e personale a permanere in strutture non idonee alle ondate di calore.
Emblematico è il caso della Sicilia descritto da Adriano Rizza, segretario generale della Flc Cgil siciliana, il quale definisce paradossale la condizione delle 705 scuole dell’isola, non attrezzate né per il freddo invernale né per il caldo torrido estivo:“Le risorse del Pnrr sono state destinate prevalentemente per combattere il gap tecnologico e informatico con le scuole del Nord. E dunque nei mesi estivi le scuole, con temperature che arrivano anche a 35-36 gradi, si arrabattano come possono”.
Rizza conclude sottolineando che, nonostante il governo regionale siciliano abbia aderito con entusiasmo al Piano Estate, il progetto si scontra drammaticamente con la realtà di un sistema in cui “le scuole non siano attrezzate con i necessari impianti di climatizzazione e manchi il personale necessario”.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Daniela Rinaldi
Source link




