Maturità: lo studente Matteo che fornisce mappe gratuite ai compagni con DSA per aiutarli a studiare con più fiducia e autonomia. INTERVISTA


Nella rubrica “I Protagonisti” di Orizzonte Scuola, condotta dal giornalista Francesco Bunetto, Matteo Sillitti racconta il progetto gratuito Mappe DSA, nato da un’esperienza personale e diventato uno strumento di supporto per studenti, famiglie e docenti. Al centro della puntata: metodo di studio, inclusione, strumenti compensativi, digitale e preparazione alla Maturità.

Un progetto nato tra i banchi

La storia di Mappe DSA nasce da una pratica quotidiana: condividere appunti e schemi con i compagni di classe. Da lì, Matteo Sillitti ha trasformato un aiuto informale in una piattaforma gratuita, pensata per rendere più semplice l’accesso ai materiali di studio. “In realtà è capitato quasi per caso, perché io ho passato quasi tutto il biennio praticamente a inviare costantemente i miei materiali, quali mappe concettuali e appunti, a tutta la mia classe, a tutti i miei compagni. Ogni giorno mi andavano sempre a chiedere: mi puoi passare questa mappa, mi puoi aiutare su questo argomento. Avendo frequentato un istituto tecnico e avendo solide basi di informatica, ho pensato di implementare una funzionalità un po’ più smart: invece di inviare tutti questi materiali sempre sui messaggi, ho deciso di realizzare una vera e propria piattaforma, chiamata Mappe DSA, dove caricavo queste mappe concettuali e le davo a disposizione di tutta la mia classe, ovviamente in forma completamente gratuita.”

Le difficoltà degli studenti con DSA

Matteo richiama le difficoltà degli studenti con DSA non riguardano solo lo studio, ma anche il riconoscimento tempestivo dei bisogni. Una diagnosi che arriva tardi può incidere sulla motivazione e sulla percezione che lo studente ha di sé. “Secondo me sono diverse, le possiamo quasi comparare a una corsa a ostacoli. Ovviamente il tutto varia a seconda del disturbo che una persona ha: disgrafia, disortografia, dislessia o discalculia. Noto che certe volte il problema principale non è tanto il disturbo in sé, ma magari che le diagnosi di certificazione con DSA non arrivano in tempo. Questo porta lo studente quasi a demotivarsi, perché molti dei suoi comportamenti vengono definiti come pigrizia, svogliatezza o mancanza di volontà, quando in realtà non è stato adeguatamente seguito e indirizzato verso un metodo di studio adeguato.”

La disgrafia e il valore degli strumenti compensativi

Matteo racconta anche la propria esperienza personale con la disgrafia. L’uso del computer e del tablet, fin dalla scuola media, gli ha permesso di concentrarsi sui contenuti e non solo sulla fatica della scrittura manuale. “Durante le medie il mio problema principale era la disgrafia. La scrittura manuale mi dava un profondo stress fisico, perché da persona disgrafica dovevo da un lato sforzarmi di scrivere in maniera leggibile e chiara, dall’altro cercare di elaborare correttamente il contenuto. Questo sforzo non mi permetteva quasi di performare al meglio. Magari qualche verifica scritta non la completavo in tempo oppure il contenuto scritto non era sufficiente. Questa difficoltà sono riuscito a compensarla perché ho trovato docenti molto sensibili all’argomento, che mi hanno permesso di utilizzare strumenti compensativi come le mappe concettuali, ma specialmente il tablet e il computer fin dalle medie.”

Metodo e strumenti devono andare insieme

Il percorso scolastico di Matteo, concluso con il massimo dei voti, viene ricondotto non solo all’impegno personale, ma alla costruzione di un metodo. Per lui gli strumenti compensativi funzionano solo se inseriti in un modo consapevole di studiare. “Secondo me il metodo di studio e gli strumenti vanno di pari passo. Se non si ha un buon metodo di studio, non si sa correttamente come usare gli strumenti. Se io non so come usare i miei strumenti compensativi, il mio sforzo raddoppia e spesso magari non ho risultati accettabili. C’è anche da dire che questi strumenti, come le mappe concettuali o il computer, non sono escamotage, non sono trucchetti per prendere buoni voti. Servono a trasformare i contenuti del libro di testo, che magari sono molto complessi, e a rimodularli affinché si possano memorizzare in modo più semplificato e vivere il percorso scolastico in maniera quanto più serena possibile.”

Gratuità e accessibilità

Uno degli aspetti più rilevanti del progetto è la scelta di rendere i materiali disponibili gratuitamente, senza registrazioni obbligatorie. Per Matteo, l’accessibilità non è un dettaglio tecnico, ma una condizione concreta per non interrompere la motivazione dello studente. “È fondamentale, perché avendo vissuto in prima persona la scuola con DSA so quanto sia complicato creare mappe concettuali o trovare materiale valido. Uno studente con DSA che si ritrova il giorno prima di una verifica senza materiali, se cercando su Google trova dei contenuti validi, ma poi deve registrarsi, aspettare una mail di conferma o addirittura pagare, perde tutta quella motivazione che aveva acquisito. Realizzare una mappa concettuale in maniera autonoma è molto complicato. Io mi ricordo che le prime volte ci mettevo diverse ore solo per una singola mappa. Siccome lo studio è un diritto, mi sembra giusto che anche questi strumenti debbano essere gratuiti.”

Che cosa rende efficace una mappa

Le mappe concettuali non sono tutte uguali. Secondo Matteo, devono essere personali, adattabili e costruite in modo da aiutare davvero la memoria e l’organizzazione del pensiero. “Una mappa concettuale per essere efficace deve essere soggettiva e completamente personale. Nel mio caso le migliori mappe concettuali sono quelle che si trovano nel sito, perché sono quelle che ho utilizzato io personalmente. Dovevano essere mappe molto ricche a livello di contenuto, molto esaustive, e dovevano seguire uno schema colori molto chiaro. L’argomento della mappa lo inserivo al centro e poi, partendo da sinistra e in senso antiorario, seguendo colori specifici, andavo a inserire i vari contenuti. Il mio consiglio è comunque di personalizzare la mappa, affinché lo studente possa renderla sua, magari inserendo immagini, icone o qualcosa che lo aiuti a memorizzare.”

Il ruolo dei docenti

Il progetto ha attirato anche l’attenzione degli insegnanti. Alcuni, racconta Matteo, utilizzano le mappe in classe e le condividono con gli studenti. Questo passaggio può contribuire a ridurre il senso di diversità percepito da chi usa strumenti compensativi. “So che diversi docenti utilizzano le mie mappe concettuali in classe e condividono anche i post che realizzo sui social con i propri alunni, per digitalizzare il mondo dell’istruzione. Il fatto di utilizzare le mappe concettuali a scuola, magari mettendole sulla LIM e condividendole con tutta la classe, aumenta il senso di inclusione per una persona con DSA. Io mi ricordo che c’erano volte in cui quasi mi vergognavo di usare le mappe concettuali, perché mi reputavo diverso. Estendere questi strumenti compensativi a tutta la classe vuol dire rendere la scuola quanto più inclusiva possibile.”

I linguaggi della Generazione Z

Mappe DSA non vive solo come archivio di materiali, ma anche come progetto comunicativo. Matteo utilizza video brevi, contenuti rapidi e linguaggi vicini agli studenti, con l’obiettivo di portare elementi di studio anche negli spazi digitali frequentati dai ragazzi. “Nel mondo dei social il modo di imparare è completamente differente rispetto alle classiche lezioni frontali. Noi giovani viviamo ormai in un mondo che va sempre più veloce. Nei social, se non catturi l’attenzione nei primissimi secondi, perdi la possibilità di insegnare, di trasmettere qualcosa, di trasmettere pillole di cultura. Il modo di comunicare si è rivoluzionato specialmente nei social e questo permette di trasmettere messaggi anche quando una persona si sta rilassando e sta scrollando dei video. Magari si ferma e in quel modo riesce comunque a imparare qualcosa.”

Autonomia, non scorciatoie

Uno dei nodi della puntata riguarda il confine tra supporto e sostituzione del lavoro dello studente. Matteo respinge l’idea che le mappe siano una scorciatoia: il loro valore, spiega, è aiutare a memorizzare e organizzare meglio i contenuti. “La mappa concettuale non la reputo in sostituzione di una spiegazione. È un modo per imparare e memorizzare un concetto in maniera molto più efficace. Senza uno strumento come la mappa, per una persona con DSA memorizzare una spiegazione diventa molto complicato. La mappa è uno strumento compensativo che serve allo studente per memorizzare meglio.”

Oltre la Maturità

Guardando al futuro, Matteo immagina Mappe DSA come una community e non come una piattaforma statica. L’obiettivo è costruire uno spazio in cui gli studenti possano riconoscersi, chiedere aiuto e condividere strumenti. “Io spero che diventi una community seguita da diversi studenti. Spero che questa community si possa sempre di più evolvere affinché ci si possa aiutare a vicenda. Di sicuro non voglio che la piattaforma resti statica con solo quei contenuti caricati e via. Voglio ampliarla, trasformandola in una community affinché chiunque possa sentirsi sempre capito e possa trovarla come una sorta di punto di riferimento. Inoltre spero di ampliare la suite di Mappe DSA creando un’applicazione mobile che prevedo di rilasciare a settembre, con flashcard e quiz interattivi, sempre in forma gratuita.”


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 Francesco Bunetto

Source link

Di