il Mazarese che ha donato la vita al suo dovere


Aveva lasciato Mazara del Vallo per costruire la sua vita professionale a Milano, ma non aveva mai reciso il legame con la sua città. Francesco Imprezzabile, 39 anni, agente motociclista della Polizia Locale del capoluogo lombardo, è morto facendo il proprio lavoro, durante un inseguimento che si è trasformato in tragedia. Una vicenda che ha scosso Milano, ma che ha colpito profondamente anche la provincia di Trapani, dove Francesco era nato e dove vive ancora gran parte della sua famiglia.

La sua morte ha aperto una ferita che va oltre la cronaca. È la storia di un uomo che aveva scelto la divisa come missione, che sui social definiva il proprio lavoro una “vocazione, passione e senso del dovere” e che proprio in servizio ha trovato la morte.

 

 

 

La notte dell’inseguimento

 

Tutto inizia nella serata del 22 giugno, nella zona di Ponte Lambro, alla periferia di Milano. Una Audi Q7 non si ferma all’alt imposto dagli agenti della Polizia Locale. Scatta l’inseguimento.

Alla caccia al Suv partecipano diverse pattuglie e anche Francesco Imprezzabile, in sella alla sua moto di servizio. La fuga attraversa diversi comuni dell’hinterland milanese fino a raggiungere il territorio di Peschiera Borromeo.

È qui che avviene l’incidente.

Per cause ancora oggetto di indagine, la moto dell’agente finisce sull’asfalto. L’impatto è devastante. I soccorsi arrivano immediatamente e Imprezzabile viene trasportato in elisoccorso all’ospedale Niguarda, uno dei principali centri di emergenza del Nord Italia. I medici tentano di salvarlo, ma le lesioni riportate sono troppo gravi. Muore poche ore dopo.

In un primo momento si era ipotizzato un possibile contatto tra la moto e il Suv in fuga. Gli accertamenti della Procura di Milano e l’analisi delle immagini delle telecamere sembrano però escludere, almeno allo stato attuale, uno speronamento diretto.

 

La fuga, il ritrovamento dell’auto e il fermo dei sospettati

 

La mattina successiva all’incidente l’Audi Q7 viene ritrovata abbandonata a Pioltello.

Le indagini della Polizia Locale e della Polizia Stradale, coordinate dalla Procura di Milano, consentono di risalire rapidamente ai presunti occupanti del mezzo. Due giovani cittadini albanesi vengono rintracciati e fermati a Monza.

Il conducente, un ventisettenne già sottoposto all’obbligo di firma per un altro procedimento, è stato arrestato. Davanti ai magistrati ha ammesso di non essersi fermato al posto di blocco.

«Avevo qualche grammo di hashish e non volevo guai. Ho sbagliato, chiedo scusa», avrebbe dichiarato durante l’interrogatorio, aggiungendo di essere disposto a fare qualsiasi cosa per aiutare la famiglia dell’agente.

La Procura di Milano si prepara ad aprire formalmente un fascicolo con le ipotesi di omicidio stradale e fuga pericolosa, il nuovo reato introdotto recentemente nel Codice della Strada. Disposta anche l’autopsia sul corpo dell’agente.

 

 

Chi era Francesco Imprezzabile

 

Dietro la divisa c’era una storia fatta di sacrifici, professionalità e dedizione.

Originario di Mazara del Vallo, Francesco Imprezzabile aveva scelto di lavorare nella Polizia Locale di Milano, entrando a far parte di uno dei corpi più impegnati d’Italia. Era conosciuto e stimato dai colleghi per il rigore professionale e per il forte senso del dovere.

Pur vivendo da anni in Lombardia, manteneva un forte legame con la città natale. A Mazara sono in tanti a ricordarlo come un ragazzo riservato, serio e profondamente legato ai valori del servizio pubblico.

Le parole che aveva affidato ai social nelle scorse settimane oggi assumono un significato particolare. Definiva il suo mestiere una scelta di vita, una missione da svolgere ogni giorno al servizio degli altri.

 

 

 

 

Il dolore di Mazara del Vallo

 

La notizia della morte di Francesco si è diffusa rapidamente a Mazara. Il sindaco Salvatore Quinci ha espresso il cordoglio dell’intera comunità.

«Dietro una divisa c’è sempre una persona, una storia, una famiglia. Francesco Imprezzabile era legato alla nostra città dalle sue origini e oggi Mazara del Vallo sente il dovere di stringersi, con rispetto e commozione, ai suoi cari». Parole che hanno interpretato il sentimento di una città che, pur lontana dai luoghi della tragedia, vive questa vicenda come un lutto collettivo.

 

Il cordoglio delle Istituzioni

La morte dell’agente mazarese ha suscitato reazioni in tutto il Paese. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha espresso il proprio dolore parlando di una notizia che lo ha «profondamente rattristato» e manifestando vicinanza alla famiglia e ai colleghi.

Anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha ricordato Imprezzabile come un servitore dello Stato che ha perso la vita mentre svolgeva il proprio dovere.

Messaggi di cordoglio sono arrivati inoltre dal presidente del Senato Ignazio La Russa, dal presidente della Camera Lorenzo Fontana, dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara e dal vicepremier Matteo Salvini.

A Milano il Consiglio comunale, attraverso la presidente Elena Buscemi, ha espresso vicinanza alla famiglia e all’intero Corpo della Polizia Locale, ricordando come Francesco sia morto mentre svolgeva il proprio servizio per la città.

 

 

 

Una morte che interroga tutti

La vicenda di Francesco Imprezzabile riporta al centro dell’attenzione il tema dei rischi affrontati quotidianamente dagli uomini e dalle donne in divisa.

Dietro ogni posto di blocco, ogni intervento e ogni inseguimento ci sono operatori che lavorano in condizioni spesso difficili, chiamati a prendere decisioni in pochi secondi e ad affrontare situazioni imprevedibili.

Per Mazara del Vallo, Francesco Imprezzabile non è soltanto una vittima del dovere. È un figlio della città che aveva scelto di servire lo Stato e che ha perso la vita a 39 anni inseguendo chi aveva deciso di sfuggire alle regole. Una storia che oggi unisce Milano e Mazara nel dolore e nel ricordo di un uomo che aveva fatto della divisa la propria ragione di vita.

 

 

 

 

 




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