La sala mette in relazione due immagini leonardesche trattate con materiali incompatibili. Il visitatore riconosce i soggetti prima di esaminare le tecniche e osserva come serigrafia e mattoncini governino la superficie.
Accesso: la tela rientra nel biglietto unico del Mart. La sede di Rovereto è in corso Bettini 43 e chiude il lunedì.
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Fra Milano e Rovereto il calendario lascia un giorno
La presentazione inaugurale della mostra si è tenuta il 12 giugno e l’apertura al pubblico è iniziata sabato 13 giugno. La tela di Warhol risultava inclusa in Passaggio in Italia 1975-1987 al Refettorio delle Stelline fino al 20 giugno. Artribune registra la presenza dell’opera nella mostra milanese.
La comunicazione roveretana porta la data del 22 giugno. Il 21 giugno è l’unica giornata compresa fra la chiusura milanese e l’annuncio del prestito al Mart. ANSA registra la medesima data. L’annuncio separato arriva nove giorni dopo l’apertura della mostra affidata a Daniela Ferrari.
Il quadrato ospita due Cene sovrapposte
La materia è acrilico su serigrafia riportata su tela. Warhol dispone la composizione leonardesca in due fasce orizzontali sovrapposte. Il formato quadrato comprime la lunga tavola del Cenacolo in due rettangoli ravvicinati.
Il raddoppio si percepisce prima dei singoli apostoli e imprime alla tela un ritmo verticale estraneo alla parete milanese. La ripetizione sale lungo l’asse della tela anziché estendersi in larghezza.
Le varianti quadrate a doppia immagine formano una famiglia distinta nel ciclo. Christie’s ha catalogato esemplari in blu e nero e in giallo e nero. Il colore varia. Formato e raddoppio rimangono costanti.
La copia appartiene alla storia materiale del Cenacolo
Leonardo eseguì il Cenacolo fra il 1495 e il 1498 nel refettorio domenicano milanese. Stese i colori su intonaco asciutto con una miscela sperimentale. Il dipinto iniziò a deteriorarsi pochi anni dopo.
Il Museo del Cenacolo Vinciano documenta alterazioni e restauri distribuiti lungo i secoli. Incisioni e copie hanno diffuso la scena durante le fasi in cui l’originale perdeva parti della superficie. Warhol entra in questa catena scegliendo una riproduzione tipografica.
La matrice arriva da una copia già stampata
Warhol non lavora davanti alla parete di Santa Maria delle Grazie. Usa un’immagine passata attraverso un’incisione e una pagina tipografica. Gagosian Quarterly documenta il ricorso alla Cyclopedia of Painters and Paintings, repertorio pubblicato nell’Ottocento.
La tela conserva quattro passaggi: dipinto murale, incisione, pagina e serigrafia. Ogni trasferimento perde definizione e mantiene una struttura ancora riconoscibile. La serialità nasce dentro questa distanza materiale dall’originale.
Warhol duplica Leonardo senza marchi commerciali
Il ciclo del Cenacolo comprende tele serigrafate che riprendono l’intera Cena e lavori con slogan e loghi commerciali. L’esemplare di Rovereto appartiene al primo gruppo. La superficie non aggiunge parole o marchi alla scena.
Le due impressioni dello stesso soggetto si confrontano dentro un unico quadrato. La medesima matrice occupa due registri separati.
Ai Weiwei ricompone la Gioconda con mattoncini
Mona Lisa Smeared in Cream usa mattoncini giocattolo. Galleria Continua conferma il materiale impiegato. I blocchi agiscono come pixel fisici e la griglia sostituisce i passaggi tonali del dipinto.
Warhol conserva il contorno dell’incisione. Ai Weiwei ricostruisce il volto per unità rettangolari. La sala accosta una matrice stampata e una matrice modulare.
Cover occupa il tratto più esteso delle otto sezioni
L’ordinamento museale comprende otto sezioni. La sequenza comincia con Vis à vis e prosegue con La copia, Quadri nei quadri e Grafie. Seguono D’après, Il caso Morandi, Cover e Avida Dollars.
Cover occupa la porzione più estesa e avvicina la citazione alla produzione di massa. La sezione accosta opere fondate sulla stampa a lavori costruiti con materiali industriali. La posizione verso la fine della sequenza collega la copia d’atelier alle immagini prodotte per una circolazione vasta.
Dalle Stelline al Mart attraverso la collezione bancaria
L’opera entrò nella collezione Creval dopo l’esposizione milanese del 1987. Credito Valtellinese conservò la tela e la concesse in altri prestiti dedicati al Cenacolo. L’attuale proprietario incorporò l’istituto con efficacia dal 24 aprile 2022.
Il prestito al Mart conserva un nesso con la sede originaria del progetto. La stessa raccolta bancaria discende dall’istituto che ospitò Warhol alle Stelline. La provenienza unisce proprietà e storia espositiva del ciclo.
La commissione di Iolas arrivò alle Stelline nel 1987
Alexander Iolas commissionò a Warhol il ciclo nel 1984. La mostra Warhol: Il Cenacolo aprì al Palazzo delle Stelline il 22 gennaio 1987 con 22 lavori. Santa Maria delle Grazie si trova sul lato opposto della strada.
Phillips registra quella esposizione come l’ultima inaugurata durante la vita di Warhol. Il corpus superò la selezione milanese e incluse tele e opere su carta. La commissione occupò gran parte del biennio 1985 e 1986.
Il ciclo tornò a Milano con Sixty Last Suppers nel 2017
Nel 2017 il Museo del Novecento allestì Sixty Last Suppers nella Sala Fontana. La tela monumentale ripete il Cenacolo sessanta volte. Il quadrato ora al Mart ne contiene due.
Il salto di scala altera il rapporto con lo spettatore. A Milano la griglia occupava una parete intera. A Rovereto la coppia entra interamente nel campo visivo a distanza ravvicinata.
Fede cattolica e crisi dell’Aids nel ciclo finale
The Andy Warhol Museum ha dedicato Revelation al rapporto fra cattolicesimo e produzione artistica. Warhol mantenne pratiche religiose durante gli anni della fama. Il Cenacolo porta quella formazione dentro il linguaggio seriale.
Jessica Beck ha collegato le Last Suppers alla crisi dell’Aids e ai temi di mortalità e salvezza. L’esemplare di Rovereto non contiene titoli di giornale o marchi presenti in altre varianti. Il riferimento religioso rimane affidato alla composizione leonardesca ripetuta due volte.
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Junior Cristarella
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