Dengue a Torgiano, disinfestazione fino al 25 giugno


La registrazione del caso risale al pomeriggio di domenica 21 giugno. L’ordinanza n. 54 è stata adottata lunedì 22 e ha aperto la prima finestra di trattamento alla mezzanotte successiva.

Rinvio previsto: maltempo o forza maggiore spostano la sessione al primo giorno disponibile con lo stesso orario.

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Dalla mezzanotte alle sei in otto aree

RaiNews ha confermato l’avvio della prima irrorazione nella notte tra il 22 e il 23 giugno. Le due sessioni residue sono fissate dalle 00:00 alle 06:00 del 24 e del 25 giugno.

Il trattamento raggiunge aree pubbliche e corti private lungo via Bastia fino al civico 41/B, piazza Castello, vicolo Lungo e vicolo Corto. Il perimetro prosegue in via del Pozzetto, via G. Amendola, piazza Mancini e strada dei Palazzi fino al civico 7/F.

L’ordinanza indica interventi contro le zanzare adulte e contro le larve. L’uso abbinato raggiunge due stadi del ciclo dell’insetto. L’adulticida agisce sugli esemplari presenti durante l’irrorazione. Il larvicida opera nei ristagni trattabili dove crescono le forme immature.

Porte chiuse e transito sospeso

Durante l’irrorazione il transito pedonale è vietato e la circolazione dei veicoli privati è sospesa. La sospensione esclude i mezzi di soccorso e le forze dell’ordine. I veicoli della ditta incaricata conservano l’accesso. Porte e finestre di abitazioni e locali commerciali devono rimanere chiuse per tutta la sessione e per almeno trenta minuti dopo la fine.

Gli impianti di ricambio d’aria o i condizionatori che aspirano dall’esterno vanno spenti. Biancheria e indumenti non devono rimanere ad asciugare fuori casa. La prescrizione serve a evitare il contatto con il prodotto nebulizzato durante le ore in cui il mezzo percorre le strade comprese nell’ordinanza.

Animali e spazi all’aperto

Gli animali domestici e da cortile vanno custoditi nei ricoveri o in zone totalmente riparate. Ciotole d’acqua e contenitori per il cibo devono essere allontanati oppure protetti. Piscine e vasche natatorie richiedono copertura o svuotamento. Le vasche ornamentali con pesci vanno schermate oppure svuotate dopo aver trasferito gli animali.

Gli apicoltori presenti nell’area trattata o entro una fascia di almeno 300 metri devono mettere al sicuro le arnie. Arredi esterni e giochi per bambini vanno coperti. In alternativa devono essere lavati con acqua prima del riuso. Orti e colture richiedono teli idonei. I prodotti raccolti nelle aree interessate vanno lavati prima del consumo.

Il personale autorizzato della ditta, del Comune, dell’azienda sanitaria e della Protezione civile deve poter entrare nelle corti e nelle pertinenze private.

Importato indica dove è avvenuto il contagio

La qualifica da importazione descrive un’infezione contratta fuori dall’Italia. Non attribuisce a Torgiano una trasmissione avvenuta sul posto. Il Paese di provenienza non è stato pubblicato. Qualsiasi associazione con una singola area epidemica sarebbe priva di base documentale.

Il ricovero nel reparto di Malattie infettive assicura assistenza clinica al paziente. L’ordinanza interviene sul territorio frequentato durante il periodo in cui il virus circola nel sangue. I destinatari sono distinti: la persona ricoverata e la popolazione locale di zanzare da abbattere.

La catena passa attraverso una zanzara infetta

Una zanzara Aedes che assume sangue da una persona viremica può acquisire il virus. Dopo la replicazione nell’insetto una puntura successiva trasmette l’infezione a un’altra persona. L’Istituto Superiore di Sanità descrive questa sequenza come via ordinaria. La vicinanza quotidiana al paziente non costituisce la modalità abituale di contagio. L’Australian Centre for Disease Control documenta rare trasmissioni attraverso sangue infetto, una circostanza separata dalla vita sociale ordinaria.

In Italia la specie che rende plausibile il passaggio locale è Aedes albopictus, la zanzara tigre. L’ECDC collega gli episodi autoctoni dell’Europa continentale alla presenza di questo vettore e all’arrivo di viaggiatori viremici. La sovrapposizione tra circolazione del virus nel sangue e attività stagionale dell’insetto giustifica il trattamento attorno ai luoghi frequentati.

Il CDC rappresenta lo stesso ciclo uomo-zanzara-uomo. Il Ministero della Salute mantiene la sorveglianza dei casi importati durante tutto l’anno e intensifica la risposta nel periodo di maggiore attività vettoriale.

Il perimetro segue i luoghi frequentati

L’area di disinfestazione segue gli spostamenti compatibili con il periodo viremico. La sua estensione individua lo spazio in cui abbattere gli adulti e trattare i focolai larvali. Non offre un conteggio dei contagi e non coincide con una zona in cui la dengue circola tra i residenti.

La selezione di civici e tratti stradali limita gli obblighi più invasivi alle proprietà raggiunte dall’irrorazione. Fuori da quel perimetro le misure contro i ristagni valgono in ogni abitazione perché intervengono sui siti di deposizione anche lontano dalle vie incluse nell’ordinanza.

Febbre dopo un viaggio: segnali da riferire

Febbre alta, cefalea, dolore dietro agli occhi, dolori muscolari o articolari, nausea, vomito e rash rientrano tra le manifestazioni descritte dall’OMS. Molte infezioni decorrono senza sintomi. Una quota dei malati sviluppa dengue grave e richiede assistenza ospedaliera.

Dolore addominale intenso, vomito persistente, sanguinamento, sonnolenza marcata o irrequietezza richiedono assistenza sanitaria urgente. PAHO colloca i segnali di allarme spesso attorno alla discesa della febbre. La discesa della temperatura non esclude un peggioramento clinico. Aspirina e ibuprofene sono controindicati durante una sospetta dengue per l’aumento della tendenza al sanguinamento.

Chi sviluppa febbre dopo un soggiorno in un’area con circolazione di dengue deve riferire al sanitario il Paese visitato e le date del viaggio. Le località percorse restringono il periodo di esposizione e orientano gli accertamenti.

Il precedente del 10 giugno tra Trasimeno e Piegaro

Il primo caso umbro reso noto nel 2026 risale alla sera del 10 giugno. Le aree coinvolte ricadevano a Torricella nel comune di Magione e a Missiano nel territorio di Panicale. A esse si aggiungeva Castiglion Fosco nel comune di Piegaro.

Il paziente aveva manifestato i primi sintomi all’estero e non era stato ricoverato. Le sue condizioni risultavano buone. Anche allora furono programmati trattamenti dalla mezzanotte alle sei per tre notti consecutive.

Con l’episodio di Torgiano i casi importati resi noti in Umbria nel 2026 diventano due. Umbria24 collega le due comunicazioni e non attribuisce una catena locale ai pazienti. Gli atti sanitari classificano entrambi come infezioni contratte all’estero.

Acqua ferma e protezione dalle punture

L’ordinanza impone obblighi nelle otto aree nominate. Nel resto del territorio l’eliminazione settimanale dei ristagni limita i siti in cui Aedes albopictus depone le uova. Sottovasi, secchi, giocattoli e pieghe dei teli trattengono acqua sufficiente allo sviluppo larvale. I recipienti vanno svuotati e strofinati perché le uova aderiscono alle pareti sopra la linea dell’acqua.

Zanzariere integre e abiti coprenti limitano il numero delle punture. I repellenti autorizzati vanno applicati secondo etichetta anche nelle ore diurne quando la zanzara tigre è attiva. Il tema domestico è sviluppato nel nostro articolo Zanzare d’estate: ristagni e repellenti usati bene.


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 Junior Cristarella

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