Il pugilato come conoscenza di sé. Un pretesto per aiutare preadolescenti e adolescenti a superare disagi, ansie, frustrazioni e preoccupazioni. Il progetto “Prontezza” di Heracles Gymnasium si rivolge ai ragazzi del quartiere di via Padova, nel municipio 2 di Milano, partendo dalla filosofia di base che anima questa società sportiva dilettantistica sin dalla sua fondazione, avvenuta nel 2015: è molto più di una palestra, si è radicata nel territorio come un centro polifunzionale aperto all’accoglienza e all’ascolto.
I giovani, attraverso lo sport, scoprono e costruiscono la loro identità e i loro valori. Di recente, nei suoi locali, è stata allestita un’area studio/biblioteca insonorizzata, climatizzata, polifunzionale e dotata di una lavagna multimediale, che funge sia da spazio studio e lavoro, sia da aula per ripetizioni e supporto allo studio, setting per colloqui psicologici individuali e di gruppo, per attività di counseling di orientamento (con Discerno) e per attività formative di gruppo.

«Tutto è partito dal nostro desiderio di rispondere a una serie di bisogni e problematiche che vedevamo nella popolazione adolescenziale e giovanile di periferia», spiega Pietro Cattorini, responsabile del progetto “Prontezza”. «Due anni fa abbiamo partecipato al bando “Attenta-mente” di Fondazione Cariplo e, ragionando al rapporto tra sport, filosofia e psicologia, abbiamo elaborato questo intervento. Nel marzo 2025 siamo partiti e sinora abbiamo coinvolto 30 classi, per un totale di 650-700 ragazzi tra gli 11 e i 19 anni (in prevalenza maschi), più 30 adulti tra insegnanti e allenatori di pugilato e rugby (tra i partner figura anche l’Asd Rugby Milano, ndr). Chiuderemo il progetto nel 2027, contiamo di arrivare a un migliaio di ragazzi partecipanti. La nostra è una proposta organica psicoeducativa che lavora sui bisogni che percepivamo da tempo. Lo facciamo con una serie di servizi adatti a un ambiente non istituzionale, cioè non sociosanitario, bensì uno più leggero come quello sportivo. Abbiamo avviato uno Sportello di prima consultazione psicologica, in collaborazione con il Cap, e uno Sportello di orientamento scolastico professionale. In parallelo, svolgiamo una serie di attività formative di gruppo, sia per i ragazzi (uno, che abbiamo concluso da poco, riguardava la gestione delle emozioni in ambito sportivo agonistico), sia per gli adulti, puntando molto sul rapporto con gli adolescenti. Abbiamo lavorato non in modo frontale ma in maniera più dinamica, sulla dimensione di gruppo. Il prossimo appuntamento è fissato a ottobre».


Leggere le prime avvisaglie
Perché la scelta della denominazione “Prontezza”? «È legata alla capacità degli adulti di saper leggere le situazioni, le prime avvisaglie di difficoltà. Abbiamo coinvolto gli allenatori e i docenti delle scuole partner del progetto, tra cui l’Iis Caterina da Siena, un istituto superiore con oltre 1.100 studenti, e l’Istituto comprensivo Francesco Cappelli “Trotter”. Più recentemente si sono aggiunte altre scuole, come il Liceo artistico “Caravaggio” e l’Istituto comprensivo “Giorgi”. Collaboriamo anche con l’associazione Tafano Cinema, curatrice della rassegna “Indocili” al cinema Beltrade, la quale promuove momenti di riflessione e confronto aperti alla comunità: sinora hanno coinvolto circa 500 giovani adulti».


I primi risultati di “Prontezza”
«Nelle nostre attività ci sono momenti di co-conduzione che coinvolgono l’allenatore e lo psicologo», spiega Cattorini. «Si sposta l’attenzione su ciò che si muove internamente, nel momento del conflitto. Occorre dominare le emozioni, la paura, l’ansia, e conciliare il divertimento con il lavoro psicomotorio. Queste attività gratuite nella nostra palestra hanno avuto un effetto eco fortissimo: oltre alle scuole partner, si è esteso ben presto ad altre realtà sociali del territorio, come il centro di aggregazione giovanile “La lanterna” e la Fondazione Eos, interessate all’interazione tra lo sport e questo lavoro sulle emozioni. Non so se il pugilato sia più funzionale rispetto ad altre discipline sportive, di sicuro nella sua percezione estetica ha una forma di richiamo maggiore verso chi fatica a esprimere sentimenti, a disciplinarli o moderarli».


L’adesione non è paritetica, forse perché il pugilato per tradizione attira maggiormente i maschi. «Ma la risposta entusiastica delle ragazze che partecipano è forse uno dei risultati più belli e sorprendenti di questo progetto», sottolinea Cattorini. «Questo è uno sport che probabilmente non avrebbero mai incontrato, se non avessimo portato la proposta nella loro scuola. Il livello di soddisfazione maggiore lo abbiamo con le ragazze di alcune classi del corso di moda del “Caterina da Siena”, formate da sole donne».
Non so se il pugilato sia più funzionale rispetto ad altre discipline sportive, di sicuro nella sua percezione estetica ha una forma di richiamo maggiore verso chi fatica a esprimere sentimenti, a disciplinarli o moderarli
Dopo oltre un anno di esperienza, Heracles si sta guardando attorno per ampliare la platea. «Abbiamo avviato un laboratorio con scienziati motori, allenatori, psicologi e psicoterapeuti che parlano insieme nelle riunioni d’équipe. In questo quartiere c’è una forte componente di migrazione, con evidenti problematiche di ricongiungimento, dunque le complessità sono varie. Ma è bello vedere dialogare soggetti che solitamente non parlano tra di loro. Questo aspetto va sviluppato sempre di più perché consente di dare risposte più combinate e forme nuove per intercettare il disagio. Non è automatico che, in un gruppo di preadolescenti e adolescenti, emergano le richieste di aiuto: per definizione sono “evitanti”».
Il progetto Fuoriclasse
In parallelo si sviluppa il progetto “Fuoriclasse”, un percorso gratuito di doposcuola che Heracles Gymnasium offre ai ragazzi delle scuole secondarie di primo e secondo grado del territorio del Municipio 2, in collaborazione con i volontari di Auser Lombardia. «L’obiettivo è quello di fornire uno strumento più convincente contro la dispersione scolastica», spiega Stefania Mangano, responsabile del fundraising di Heracles.
Faranno un’ora di palestra funzionale al pugilato e un’ora di compiti, sostenuti dall’accompagnamento di senior in grado di garantire la continuità e in linea con il nostro progetto.
«Coinvolgeremo una cinquantina di ragazzi che, una volta la settimana, andremo a prendere nei rispettivi istituti. Faranno un’ora di palestra funzionale al pugilato e un’ora di compiti, sostenuti dall’accompagnamento di senior in grado di garantire la continuità e in linea con il nostro progetto. Parliamo di ragazzi che hanno delle fragilità, creare attorno a loro una sorta di famiglia per accoglierli nelle ore pomeridiane è molto importante. E funziona: lo abbiamo visto in altri piccoli progetti condotti nelle scuole. L’esperienza ci dice che spesso questi ragazzi provengono da realtà che presentano difficoltà socioeconomiche; per questo motivo, abbiamo avviato una partnership con il ristorante Mezzé che, una volta la settimana, offrirà loro un pasto sano: l’obiettivo è quello di proporre un’alternativa alla pizza o al panino. Talvolta si tratta di scelte obbligate, a causa delle difficoltà economiche della famiglia, e non è raro che saltino il pranzo. Vogliamo dare loro un presidio di sicurezza alimentare».


Anche in questo caso, gli allenatori di pugilato sono stati formati attraverso il progetto “Prontezza” per essere pronti a cogliere anche i disagi gravi. «È facile che questi emergano, visto che molti sono a rischio dispersione scolastica», commenta Mangano. «L’iniziativa è finanziata dalla Fondazione di Comunità Milano ma, per raggiungere gli obiettivi prefissati, abbiamo lanciato una raccolta fondi».
Credits: Heracles Gymnasium Ssd di Milano
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Luigi Alfonso
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