Basilicata adotta Green Film per i set audiovisivi


Il documento è stato registrato nella mattina del 22 giugno presso il Dipartimento regionale all’Ambiente e Territorio. La Fondazione Lucana Film Commission presieduta da Margherita Gina Romaniello ha presentato la proposta. All’incontro erano presenti l’assessore Laura Mongiello e Donato Ramunno, alla guida di ARPAB. Giovanni Mianulli vi ha partecipato come presidente del Parco della Murgia Materana.

La Regione Basilicata documenta incarichi e sede dell’intesa. ANSA ha confermato nella stessa giornata la registrazione del protocollo e l’adozione di Green Film.

Perimetro dell’intesa: l’adesione regionale prepara l’applicazione del disciplinare. Il certificato resta collegato alla singola opera e arriva dopo i controlli previsti da Green Film.

Sommario dei contenuti

Chi compone il tavolo permanente

Il tavolo riunisce l’assessorato regionale all’Ambiente, la Lucana Film Commission, ARPAB e il Parco della Murgia Materana. Seguirà i produttori e controllerà i piani ambientali sul campo. L’esame preventivo dovrà individuare interferenze prima dell’allestimento.

L’ingresso dell’agenzia ambientale e dell’ente parco nella fase che precede il ciak anticipa l’esame delle location. La produzione affronta accessi dei mezzi, alimentazione elettrica, lavorazioni di scena e smontaggio quando il calendario è ancora modificabile.

Per un territorio con parchi e aree tutelate, l’anticipo limita varianti tardive e sostituzioni dei mezzi. Diminuiscono anche le giornate perse per prescrizioni emerse vicino al primo ciak.

Il marchio arriva dopo l’audit sul singolo film

L’adesione della Basilicata non certifica in blocco i titoli girati nella regione. Green Film lega il marchio alla singola opera. La casa di produzione presenta la richiesta almeno quindici giorni prima delle riprese. Nomina un Sustainability Manager con almeno due anni di esperienza nella consulenza ambientale e un organismo qualificato per i controlli.

Il piano seleziona i requisiti del disciplinare e deve totalizzare almeno 25 punti. Un auditor visita il set. Al termine delle riprese, il Sustainability Manager redige la relazione finale e l’organismo incaricato esamina i documenti. Solo l’esito positivo porta al certificato e all’uso del logo nei titoli.

Le regole pubblicate da Green Film separano il protocollo territoriale dall’iter di certificazione. Trentino Sviluppo detiene il marchio ed è il soggetto certificatore.

Dalla corrente di set al riuso delle scenografie

Il disciplinare parte da un piano ambientale obbligatorio. La produzione stabilisce come alimentare le riprese e come spostare troupe e mezzi. Alloggi, catering, rifiuti e materiali di scena entrano nello stesso fascicolo. Il sistema contempla anche condizioni di lavoro e comunicazione delle misure adottate.

SNPA ha documentato set nei quali il programma comprendeva alloggi entro dieci chilometri, prodotti con certificazione forestale, materiali riciclati, riuso degli arredi di scena e raccolta differenziata. ARPAE descrive Green Film come certificazione riferita alla fase delle riprese.

La produzione definisce le commesse nella stessa fase. Noleggiatori, trasportatori, strutture ricettive, catering e fornitori scenografici devono consegnare prove compatibili con il fascicolo finale. Il controllo documentale collega ogni scelta di acquisto alla relazione conclusiva.

Aree protette, il disciplinare autorizza più giornate di controllo

Green Film tratta come aggravanti le location sensibili, comprese le aree protette. La stessa regola copre lavorazioni con forte pressione ambientale come esplosioni di scena o sversamenti. Il disciplinare autorizza l’organismo incaricato ad aumentare del 50% le giornate di controllo.

Il coinvolgimento del Parco della Murgia Materana acquista qui un significato immediato. L’ente conosce accessi e prescrizioni di fruizione. Dispone anche delle informazioni sulle aree più esposte durante allestimento e riprese.

Il Parco non rilascia il marchio. Le sue competenze entrano quando la produzione sceglie location e lavorazioni. L’annuncio non indica ARPAB come organismo incaricato dei controlli: la presenza dell’agenzia riguarda il tavolo regionale mentre l’audit resta affidato a un soggetto qualificato scelto dalla produzione.

Il lavoro ambientale comincia prima del primo ciak

Il nuovo assetto porta incarichi e spese nella preproduzione. Il produttore deve nominare il Sustainability Manager e il soggetto incaricato dei controlli prima dell’avvio. Il direttore di produzione raccoglie preventivi e contratti compatibili con i requisiti selezionati. Il location manager segnala accessi, aree di sosta, punti di alimentazione e limiti alle lavorazioni.

Calendario e contratti includono gli adempimenti scelti nel piano. Il fascicolo finale richiede prove delle azioni dichiarate. Una misura priva di documentazione perde peso nell’audit anche quando è stata applicata sul set.

L’accordo pubblico non indica tariffe per il tavolo o contributi regionali destinati alla certificazione. Le spese del manager e dell’organismo incaricato non sono quantificate nella comunicazione del 22 giugno.

Da requisiti e fascicolo finale deriva un effetto commerciale per le imprese lucane. Un fornitore che registra consumi, consegne, materiali e destinazione dei rifiuti offre alla produzione documenti subito utilizzabili.

L’annuncio non fissa fondi né durata

La comunicazione istituzionale del 22 giugno non quantifica stanziamenti o premi nei bandi. Non indica la durata dell’intesa. Non nomina una produzione già candidata e non fissa la data del primo set collegato al protocollo.

Non istituisce un obbligo generalizzato per tutti i film girati in Basilicata. L’adozione apre un canale regionale per le produzioni che richiederanno Green Film secondo la procedura del marchio.

Il tavolo è annunciato come permanente. I certificati nasceranno dai fascicoli approvati delle singole opere.

La Film Commission amplia il proprio raggio d’azione

Il protocollo estende le attività della Film Commission. All’assistenza alle produzioni si aggiunge il coordinamento ambientale con strutture regionali e Parco.

Per un territorio usato come location, la reputazione ambientale dipende dalle modalità di ripresa. Mezzi pesanti, gruppi elettrogeni, catering e scenografie lasciano tracce misurabili nei consumi e nei rifiuti. Green Film converte tali tracce in requisiti documentati.

La tutela passa dalla pianificazione precedente al ciak. Durante le riprese la produzione registra le azioni dichiarate. A lavorazione conclusa consegna i documenti all’auditor.

Cinema lucano e ambiente nei precedenti editoriali

Il protocollo del 22 giugno tocca due filoni già presenti su Sbircia la Notizia Magazine. La Scuola Gira riguarda l’educazione cinematografica nelle classi lucane. L’Italia Green Film Festival 2026 osserva il cinema ambientale dal versante culturale. L’intesa di Potenza agisce invece sull’organizzazione materiale dei set.

I due precedenti coprono formazione e programmazione culturale. Il protocollo aggiunge l’ambito produttivo con piani, audit, documenti e certificato.


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 Junior Cristarella

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