In Italia si registrano circa 12 miliardi di euro di investimenti istituzionali annui nel real estate, pari a poco più dello 0,5% del Pil a fronte dell’1,5% della Germania e all’1% di Francia e Spagna. Sono i numeri emersi el corso dell’Assemblea 2026 di Confindustria Assoimmobiliare, nel corso della quale si è sottolineato lo straordinario potenziale di crescita del settore immobiliare, che può rappresentare uno dei principali motori di sviluppo del Paese.
Secondo Confindustria Immobiliare, “Il problema non riguarda soltanto la quantità di capitale investito. Riguarda anche la dimensione dei progetti che il Paese riesce ad attivare. La superficie autorizzata nei permessi di costruire in Italia è pari ad appena 0,2 mq per abitante, contro 1,1 mq in Francia e 0,8 mq in Germania. Una frammentazione che frena investimenti, industrializzazione della filiera e nuova offerta abitativa”.
“Il settore immobiliare può rappresentare uno dei principali motori dello sviluppo economico e sociale del Paese – riferisce l’organizzazione nella nota – Non soltanto per la capacità di attrarre investimenti e generare gettito fiscale, ma anche per il contributo che il settore può offrire alla rigenerazione urbana, alla competitività dei territori, all’innovazione tecnologica e alla risposta ai crescenti bisogni abitativi.
L’Italia ha uno dei maggiori patrimoni immobiliari d’Europa, una domanda in profonda trasformazione e operatori sempre più qualificati. Eppure, il mercato immobiliare istituzionale resta ancora sottodimensionato. Per valorizzare queste risorse serve un vero piano industriale per il real estate, capace di trasformare patrimonio, risparmio privato, capitali internazionali e competenze in nuova offerta abitativa, infrastrutture moderne, rigenerazione urbana e crescita. È questo il messaggio lanciato da Confindustria Assoimmobiliare in occasione dell’Assemblea 2026″.
“Ciò che manca non sono le risorse, ma le condizioni per trasformarle in investimenti, nuova offerta immobiliare e crescita economica. Per questo chiediamo che il real estate venga considerato a tutti gli effetti una leva strategica per lo sviluppo economico e la competitività del Paese”.
Secondo Confindustria Assoimmobiliare, “il ruolo dell’industria immobiliare va ben oltre il valore patrimoniale degli asset. Gli immobili costituiscono infatti l’infrastruttura fisica attraverso cui si sviluppano attività economiche e sociali: abitazioni, studentati, uffici, strutture ricettive, piattaforme logistiche, data center e spazi commerciali rappresentano elementi essenziali per il funzionamento delle città e della competitività del sistema produttivo”.
Il residenziale italiano è il settore che resta più sottodimensionato
“Il tema – riferisce Assoimmobiliare – è particolarmente urgente nel settore residenziale. In Italia il comparto pesa circa l’8% degli investimenti immobiliari istituzionali, contro una media europea intorno al 25%. Gli alloggi in affitto rappresentano una percentuale molto bassa dell’offerta abitativa complessiva e, al suo interno, l’offerta a canone calmierato è pari ad appena il 2,4%, a fronte di una media europea intorno all’8%. Una carenza che si riflette direttamente sulla vita delle famiglie e sulla competitività delle città: circa 1,2 milioni di famiglie affrontano difficoltà crescenti nel sostenere i costi abitativi e l’incidenza media dei canoni sulle retribuzioni nette è pari al 35%, oltre la soglia critica del 30%, con punte superiori al 40% per i lavoratori più giovani”.
Quattro priorità di Assoimmobiliare per il Piano Casa
In questo quadro, Confindustria Assoimmobiliare accoglie con favore il Piano Casa promosso dal Governo, considerandolo il primo intervento organico che affronta il tema dell’abitare come una questione di politica industriale e non esclusivamente di welfare. Nel dettaglio, per consentire all’industria immobiliare di esprimere pienamente il proprio potenziale, Confindustria Assoimmobiliare individua quattro priorità:
- Il Piano Casa diventi il primo tassello di una politica industriale nazionale per il real estate, con regole attuative chiare, pieno coinvolgimento degli operatori privati e dei partenariati pubblico-privati, valorizzazione del patrimonio pubblico e condizioni economiche sostenibili per aumentare l’offerta abitativa in locazione accessibile;
- Semplificazione delle procedure urbanistiche ed edilizie superando la logica delle deroghe emergenziali e rendendo ordinaria la rigenerazione del patrimonio esistente;
- Maggiore coerenza della fiscalità immobiliare con l’obiettivo di aumentare l’offerta residenziale in locazione, riconoscendo la natura strumentale degli immobili abitativi gestiti professionalmente e riformando il trattamento IVA sulle cessioni e locazioni da parte degli operatori professionali;
- Rafforzamento degli strumenti di investimento – fondi immobiliari, SICAF, veicoli di cartolarizzazione, società quotate e non quotate – per trasformare il risparmio privato e i capitali istituzionali in economia reale, rigenerazione urbana e infrastrutture immobiliari al servizio del Paese”.
Il commento del Presidente di Confindustria, Davide Albertini Petroni
“Questi numeri non descrivono soltanto un ritardo: indicano soprattutto una straordinaria opportunità di crescita”, ha dichiarato il presidente di Confindustria Assoimmobiliare, Davide Albertini Petroni. “La casa è una infrastruttura sociale, ma anche una infrastruttura produttiva”, ha proseguito Albertini Petroni. “Se un insegnante, un infermiere o un giovane lavoratore non riesce ad abitare vicino al luogo in cui lavora, il problema non riguarda solo la singola famiglia: riguarda il funzionamento del mercato del lavoro, la qualità dei servizi pubblici e la capacità delle imprese di attrarre persone”.
“Non chiediamo deroghe o semplificazioni indiscriminate – ha concluso Albertini Petroni – Chiediamo regole chiare, procedure prevedibili e strumenti coerenti con le trasformazioni che il Paese sta affrontando. Se sapremo creare queste condizioni, il real estate potrà generare più investimenti, più case, più innovazione, città di maggiore qualità e un contributo ancora più rilevante alla crescita economica e sociale del Paese”
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Askanews,Annastella Palasciano
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