Il lancio del 22 giugno riguarda il consuntivo statistico del 2025. Affiancato alla rilevazione di aprile restituisce una sequenza temporale netta: fine anno sotto la soglia richiesta e quattro mesi dopo una percentuale provvisoria oltre il 40%. Mescolare i due riferimenti produce un giudizio superato sullo stato del PNRR civile.
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Due rilevazioni separate da quattro mesi
Il rapporto diffuso da Istat il 22 giugno misura l’intero 2025 e fissa il disposition time civile aggregato a 1.789 giorni. Il calo sul 2019 è del 28,8%. ANSA ha ripreso quella fotografia con il riferimento alla soglia del 40%. Il confine temporale coincide con il 31 dicembre 2025.
La misurazione comunicata dal Ministero della Giustizia al 30 aprile 2026 porta la variazione a -40,6%. Il resoconto del Senato della Repubblica del 18 giugno registra il carattere ancora provvisorio del numero e assegna all’Unione europea la valutazione finale. La stessa percentuale compare nella cronaca parlamentare del Sole 24 Ore. L’apparente contraddizione sparisce appena si accostano le date: 31 dicembre 2025 e 30 aprile 2026.
Sbircia la Notizia aveva registrato il 23 aprile il -34,7% disponibile a fine febbraio. La rilevazione successiva supera quel riferimento di 5,9 punti percentuali in due mesi.
La soglia PNRR corrisponde a 1.507 giorni
La base 2019 vale 2.512 giorni. Una riduzione del 40% porta il limite matematico a 1.507,2 giorni e la formulazione ufficiale richiede una durata inferiore a 1.507 giorni. Il consuntivo 2025 a 1.789 giorni rimane 282 giorni sopra quella soglia.
Applicando il -40,6% alla base 2019 si ottengono circa 1.492 giorni. Il calcolo usa una percentuale arrotondata e colloca la rilevazione di aprile circa 15 giorni sotto il limite numerico. La certificazione europea determinerà la cifra finale. La stima aritmetica ricavata dalla percentuale pubblica non la sostituisce.
Il disposition time rapporta pendenze e definizioni
Il disposition time stima quanti giorni occorrerebbero per esaurire i fascicoli pendenti alla velocità osservata nello stesso periodo. La formula divide le pendenze di fine anno per i procedimenti definiti nell’anno e moltiplica il rapporto per 365. Negli anni bisestili usa 366. Il numero non coincide con la durata media vissuta da ogni causa conclusa.
Per il PNRR civile si sommano i tempi stimati di Tribunale e Corte d’appello. A questi si aggiunge la Cassazione sul perimetro del contenzioso. Un singolo fascicolo si chiude talvolta al primo grado oppure prosegue. L’indicatore nazionale costruisce una sequenza teorica attraverso tutti i gradi. La CEPEJ adotta la stessa metrica nelle comparazioni tra sistemi giudiziari europei.
Il paniere PNRR copre meno della metà del civile definito
La cifra di 1.789 giorni riguarda le sole macro-materie del contenzioso civile. Nel 2025 questo paniere rappresenta il 46,3% dei procedimenti civili definiti. Nei Tribunali la quota è del 43,1% e nelle Corti d’appello del 95,3%. In Cassazione arriva al 98,8%.
Le serie BES e SDG sulla durata dei Tribunali includono l’intero settore civile. Un confronto privo di riallineamento tra i perimetri accosta numeri costruiti su insiemi differenti. La percentuale PNRR richiede sempre il paniere del contenzioso.
Nel 2025 la riduzione più ampia arriva dalla Cassazione
I Tribunali passano da 556 giorni nel 2019 a 435 nel 2025, pari a -21,8%. Le Corti d’appello scendono da 654 a 492 giorni, con una variazione del -24,8%.
La Cassazione va da 1.302 a 863 giorni e registra -33,8%. L’ultimo grado offre anche il calo assoluto più esteso, pari a 439 giorni. Le tavole espongono i singoli gradi in giorni interi: la somma visibile dà 1.790 mentre la serie aggregata ufficiale indica 1.789. Lo scarto di un giorno è compatibile con l’arrotondamento dei componenti pubblicati.
Nel 2025 si definiscono 109 cause ogni cento iscrizioni
Il clearance rate civile raggiunge 1,09. Ogni cento nuove iscrizioni corrispondono circa 109 procedimenti definiti. Il rapporto vale 1,07 nei Tribunali e 1,17 nelle Corti d’appello. In Cassazione sale a 1,30.
Un rapporto sopra l’unità abbassa lo stock pendente quando gli altri flussi rimangono stabili. Il legame matematico con il disposition time nasce qui: meno pendenze al numeratore e più definizioni al denominatore comprimono il numero di giorni. Il calo annuale del disposition time tra 2024 e 2025 è del 10,9%.
Da dicembre ad aprile la riduzione guadagna 11,8 punti
Tra fine dicembre e fine aprile la variazione dichiarata guadagna 11,8 punti percentuali. Un salto di questa ampiezza non equivale a 11,8 punti di durata tolti a ogni causa individuale. Risente del rapporto fra stock pendente e definizioni nel periodo usato per il monitoraggio.
Via Arenula collega l’accelerazione alle applicazioni extradistrettuali da remoto verso gli uffici più arretrati e a un maggiore impiego dei magistrati in tirocinio nelle Corti d’appello. La Cassazione ha concentrato il lavoro delle sezioni civili sulla scadenza di giugno. Diritto e Giustizia ha registrato gli stessi interventi organizzativi dopo il passaggio parlamentare.
Il 30 giugno chiude la finestra di misurazione
La scadenza del 30 giugno 2026 riguarda la misurazione concordata con Bruxelles. Il -40,6% comunicato al 30 aprile colloca l’Italia oltre la soglia numerica su base provvisoria. Il consolidamento e l’esame della Commissione europea non sono conclusi.
Il Country Report pubblicato il 3 giugno descrive progressi nella durata dei procedimenti e nelle pendenze. Quel documento non certifica il traguardo finale del PNRR civile, legato alla procedura sulle richieste di pagamento. Presentarlo come approvazione già acquisita sarebbe scorretto.
L’arretrato civile segue un indicatore separato
Il PNRR affianca al disposition time un secondo traguardo sul vecchio stock civile. Al 30 aprile la riduzione comunicata è dell’89,5% nei Tribunali e del 91% nelle Corti d’appello. La soglia finale è -90% calcolata sui fascicoli selezionati e pendenti al 31 dicembre 2022.
Le due misure descrivono fenomeni diversi. Il disposition time usa pendenze complessive e definizioni del periodo. L’arretrato PNRR riguarda un insieme storico delimitato per data di iscrizione e sede. Un ufficio raggiunge talvolta una soglia mentre rimane appena sotto l’altra.
La metrica nazionale non predice la singola causa
Per cittadini e imprese il numero di 1.789 giorni non assegna una durata standard al fascicolo. Materia, ufficio competente, carico locale, attività istruttoria e ricorso ai gradi successivi cambiano il calendario reale.
Nel rapporto tra le definizioni di un anno e le iscrizioni dell’anno successivo, meno del 10% dei procedimenti chiusi in Tribunale entra in appello. Tra le cause definite in appello circa il 25% arriva in Cassazione. La somma dei tre gradi rappresenta un indicatore nazionale. Non equivale al calendario tipico del singolo fascicolo.
L’aggregato descrive la capacità di smaltire il contenzioso. Una causa definita in Tribunale non incorpora per forza i 492 giorni dell’appello o gli 863 della Cassazione. La comunicazione pubblica richiede sempre la data di rilevazione e il perimetro. Oggi le due percentuali sono entrambe corrette e appartengono a misurazioni successive.
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Junior Cristarella
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