Due residenti stabili, un mare così turchese da sembrare irreale e un afflusso di visitatori che cambia volto all’isola nel giro di poche ore: Comino e la Blue Lagoon sono il paradosso più affascinante del Mediterraneo. La laguna viene quasi sempre raccontata come un’icona da cartolina, eppure la vera sorpresa è ciò che accade oltre la spiaggia più famosa. Tra baie nascoste, grotte raggiungibili a piedi e i resti quasi cancellati di un passato militare, l’isola offre molto più di un bagno veloce.
Comino oltre la cartolina: cosa c’è davvero sull’isola
Con i suoi 3,5 km² circa, Comino è quasi del tutto disabitata: nessun centro abitato, solo poche costruzioni e una strada sterrata che taglia l’isola in due. Il risultato è un paesaggio essenziale, fatto di roccia chiara, calette e sentieri che scendono verso il mare. La Blue Lagoon, incastonata tra Comino e il micro-isolotto di Kemmunett, calamita la maggior parte dei visitatori grazie al fondale chiarissimo e alla sabbia soffice che mantiene l’acqua limpida anche quando la riva è affollata.
Basta però allontanarsi dieci minuti a piedi per ritrovare la natura che torna protagonista. Per chi arriva con maschera e boccaglio la ricompensa è immediata: rocce, piccole cavità, pesci e alghe trasformano ogni sosta in una vera esplorazione vera.
Quando andare a Comino: gli orari che cambiano l’esperienza
Nei mesi caldi la laguna può diventare caotica, con sdraio allineate sulle rocce, barche in continuo via vai e musica dai chioschi. Ma l’isola si svuota e si riempie come un’onda, e il segreto sta nello sfruttare i margini della giornata. All’alba, prima dell’arrivo dei primi traghetti, il mare ha colori più belli e il silenzio è quasi totale.
Nel tardo pomeriggio, quando salpa l’ultima barca, la luce cala e il turchese cambia tono, regalando uno scenario che in pochi vedono. Pianificare attorno a questi due momenti permette di godersi la Blue Lagoon senza rinunciare alla quiete.
Baie tranquille e grotte di Comino
Lontano dalla folla della laguna, la Baia di Santa Maria, sul versante nord, offre un’atmosfera più serena. L’acqua resta trasparente, ma alle spalle della sabbia spuntano alberi che creano un’ombra naturale, preziosa nelle ore centrali.
Qui si trova anche un’area campeggio con servizi essenziali (bagni e docce), pensata per chi vuole dormire a pochi metri dal mare in un contesto minimale. Poco distante ci sono una piccola cappella (dove il sabato sera in cappella si celebra la messa), una stazione di polizia e alcuni bungalow legati all’unico hotel dell’isola, aperto solo d’estate.
Da qui parte verso est un sentiero che conduce alle Grotte di Santa Maria, tra archi naturali, piscine coperte e “finestre” di roccia che incorniciano il mare aperto: un labirinto di luce ideale per immersioni in barca, nuotate o snorkeling in superficie.
Un’isola quasi vuota: storia e la torre che domina il canale
Il nome Comino richiama il cumino, la pianta aromatica che per secoli è cresciuta qui spontanea: lungo i sentieri, nelle giornate più secche, l’odore di erbe selvatiche si mescola alla salsedine. La posizione al centro del canale tra Malta e Gozo ne ha fatto per secoli un avamposto strategico e poco popolato. Infatti, Comino è abitata da 2 residenti fissi che si occupano della gestione dei servizi turistici.
Simbolo di questa funzione è la Torre di Santa Maria (o Torre di Comino), eretta nel 1618 durante il periodo dei Cavalieri di San Giovanni. Appoggiata su un’alta scogliera, la struttura domina l’arcipelago con vedute che arrivano fino a Gozo, agli isolotti che chiudono la laguna e a una costa frastagliata, ricca di grotte e archi naturali.
In alcune giornate, quando sventola la bandiera, la torre è aperta e l’accesso è curato da volontari: gli interni sono spogli, ma salire in cima ripaga ampiamente per il panorama. Negli ultimi decenni, le scogliere e le baie di Comino hanno convinto anche il cinema: l’isola è stata set di produzioni internazionali come Troy e Il conte di Montecristo.
Come raggiungere Blue Lagoon a Comino?
Comino e la sua laguna si raggiungono solo via mare. I collegamenti più diretti partono dai porti di Cirkewwa (nord di Malta) e Mġarr (Gozo): circa 25 minuti di traversata, con arrivo di norma alla Blue Lagoon. Le corse sono frequenti, indicativamente ogni tre quarti d’ora, ma gli orari possono variare; prima di partire conviene verificare gli aggiornamenti sui siti degli operatori o alle biglietterie in porto.
Dall’Italia si atterra al Malta International Airport e si prosegue in autobus o con un’auto a noleggio verso Cirkewwa per l’imbarco; chi soggiorna a Gozo può salire a Mġarr sui piccoli traghetti diretti all’isola. Esistono anche escursioni giornaliere in barca, con più soste tra lagune e grotte e spesso pranzo a bordo: una soluzione comoda per una giornata strutturata, ma con meno libertà di esplorare a piedi.
Cosa portare a Comino: la checklist per evitare imprevisti
Sole forte, ombra scarsa e terreno irregolare sono i tre fattori che più condizionano una giornata a Comino. Preparare lo zaino bene fa risparmiare tempo e permette di godersi davvero i luoghi meno battuti.
- Protezione solare alta e cappello a tesa larga: l’ombra naturale è limitata.
- Acqua in abbondanza e qualche snack: i chioschi sono concentrati in laguna.
- Telo o ombrellone pieghevole: gli ombrelloni a noleggio si esauriscono presto.
- Maschera e boccaglio: lo snorkeling qui è un’attività di punta.
- Scarpe chiuse o sandali tecnici: il terreno lungo i sentieri è irregolare.
Campeggiare a Santa Maria: cosa sapere prima di partire
L’area campeggio della Baia di Santa Maria offre un contesto semplice, con servizi basilari come bagni e docce e la possibilità di dormire a ridosso del mare. Prima di organizzare la notte conviene verificare le regole in vigore: eventuali permessi, periodi consentiti e dotazioni disponibili possono cambiare.
Non ci sono ristoranti nelle vicinanze né forti luci artificiali, quindi è bene attrezzarsi per un ambiente essenziale, con torce, acqua a sufficienza e cibo per l’intera permanenza. In cambio, l’alba sul canale tra Malta e Gozo è uno di quei momenti che valgono l’attesa.
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Letizia Miani
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