Lettere a Iacchite’: “Comune di Pizzo: un bel tacer (social) non fu mai scritto…”


Spesso ci si ripromette di non dare seguito a cicliche, inopportune e ciclostilate dichiarazioni pubbliche di “personaggi in cerca d’autore” che dovrebbero (usare il condizionale è d’obbligo…) tentare di governare il bistrattato, fantozziano e tafazziano popolo napitino, ma poi sale quel senso di fastidio che avviluppa lo stomaco e la mente e per evitare che si propaghi ulteriormente, diventa terapeutico ma ancor di più doveroso cristallizzare nero su bianco per ribadire e veicolare con forza ed orgoglio che non siamo tutti genuflessi, ossequiosi e pecore belanti!

Una premessa del genere era necessaria per introdurre e quindi rispondere anche alle dichiarazioni strampalate di una new entry “esterna” nel consesso comunale di Pizzo (ormai al pari delle porte girevoli di un albergo), che dall’alto dei suoi vividi trascorsi… (classico personaggio da “Chi l’ha visto?”, ed ennesimo oggetto non identificato prestato ai giochi di potere di una coalizione politica ormai al de profundis) rintuzza con livido rancore ed epiteti imbarazzanti il diritto di rivendicare, come cittadini residenti e contribuenti, il totale disinteresse per il lancio della nuova pubblicità del famoso brand alcolico di stampo calabrese, “Vecchio amaro del Capo”- e che Capo… oseremmo dire -, che ha visto giorni addietro Pizzo come location e set cinematografico.

Orbene, sin dalle prime ore della comparsata, abbiamo visto un’autobotte della Protezione Civile sprecare ignobilmente per l’occasione fiumi d’acqua per pulire alcune strade maleodoranti ed insozzate in ogni dove da deiezioni di animali (perché non si fa’ lo stesso quotidianamente ed a riflettori spenti?), il che ha fatto imbufalire molti cittadini, soprattutto del centro storico, i quali con l’arrivo della bella stagione, stanno già subendo la solita e quotidiana mancanza del prezioso liquido (situazione che ormai si reitera anche d’inverno soprattutto nelle ore notturne per poi apparire magicamente, anche se in modo flebile, nelle prime ore del mattino). Certo, come al solito avete fatto la felicità dei soliti noti, che tra una leccornìa e l’altra hanno ulteriormente rimpinguato le loro già grasse casse e tasche! In buona sostanza siamo ostaggi di un gruppo di avidi mercenari senza scrupoli e dignità che piangono sempre miseria, verso cui anche zio Paperone proverebbe un po’ d’imbarazzo…

Ma tornando all’agone politico (mi auguro capiate il significato…), o meglio agli argomenti di stretta ed atavica attualità (perdonate l’ossimoro), quelli a cui non volete o non sapete rispondere, come parimenti dicasi per l’intero e mediocre consesso attuale che la circonda e tutto il caravanserraglio che ha governato per interi lustri Pizzo prima di voi, avremmo qualche innocente e pudica domanda da porre a lei, a chi per lei e financo a chi l’ha preceduta, con la promessa che poi la lasceremo alle “sue fragolate…”.

A novembre del decorso anno, in occasione della festa e della fiera di Ognissanti, un lampione marcio della pubblica illuminazione, durante l’allaccio abusivo delle luminarie delle festività natalizie di una ditta non autorizzata, cede e si schianta letteralmente su di un povero cristo (lui si!), che per racimolare qualche euro per la sopravvivenza è costretto a vendere qualche oggetto in terracotta; avete idea di cosa sarebbe potuto accadere se l’evento si fosse verificato qualche ora dopo? Una strage! Risultato: trasportato d’urgenza con l’elisoccorso in ospedale a Catanzaro con fratture multiple, pare sia vivo per l’intervento di alte sfere ma porterà con sé a vita i segni di questo incubo con menomazioni fisiche irreversibili. A compendio di questa aberrante e vergognosa situazione, qualche illuminato… delega l’attività d’indagine alla polizia locale (vale alla stessa stregua di chiedere all’oste come è il suo vino…) tant’è che a tutt’oggi non ci è dato sapere di chi sono le responsabilità amministrative ma soprattutto penali.

Ed a proposito di responsabilità amministrative e non solo, mesi addietro un’articolata e minuziosa attività di polizia mette i sigilli a diverse attività commerciali, perché alcuni dei presunti proprietari sono probabilmente prestanome di soggetti facenti capo alla criminalità organizzata, senza sorvolare sul numero oramai spropositato di locali che spuntano come funghi gestiti da persone non del luogo di dubbia provenienza; anche in questo caso il sindaco in primis e tutta la pletora di commedianti che lo circondano non ritengono opportuno dare risposte ai cittadini, entrando nel merito se chi ha concesso tali autorizzazioni si è mosso per paura di ritorsioni o per una dolosa mancanza di dovuti accertamenti, il che significherebbe entrare nel campo del penale per evidenti omissioni, se non addirittura collusioni e connivenze!

Ma l’amarezza più grande ed inaccettabile e assistere alla latitanza delle istituzioni provinciali, in primis la prefettura, che in un territorio normale e scevro da “condizionamenti grigi” avrebbe già provveduto a mandare una commissione d’accesso.
Commissione che poteva essere ulteriormente suffragata senza ulteriori indugi, dopo le pesantissime dichiarazioni pubbliche dell’ex vice capo della polizia locale, la quale denunciava un clima avvelenato ed una gestione all’interno di quell’ufficio autoritario, arbitrario e fuori ogni controllo, ma che alla fine le son costati il mancato rinnovo del contratto e l’inevitabile e “democratico” allontanamento. E continuando la saga dell’inverosimile, non possiamo non ricordare le dimissioni, a dir poco sospette, dell’ormai ex segretario comunale che, vox populi, dopo aver compreso le strane dinamiche che governano la macchina burocratica del comune di Pizzo, dove i vari responsabili di settore si muovono nel totale disprezzo ed avversione delle più basilari norme di riferimento, ha raccolto armi e bagagli dandosi a precipitosa fuga…

E sempre a proposito di dimissioni, che hanno certificato il totale fallimento di una coalizione e di un progetto politico scelto nelle urne da una maggioranza di cittadini che di fatto non esiste più, a parte le consuete sceneggiate trite e ritrite del solito assessore narciso con “delega al nulla” passato addirittura tra le fila della presunta e fittizia opposizione da salotto, famoso per la strenua battaglia per conferire la cittadinanza onoraria al mitico Roby Facchinetti dei Pooh, come si giustifica l’abbandono della nave in stile Schettino di un altro componente con deleghe importanti? Immaginiamo, per palesi incapacità, inadeguatezza e quindi una indiretta ammissione e presa di coscienza di non poter sostenere il peso di un ruolo che richiede cultura, spessore umano e professionale, oltre che una dose di umiltà come ai suoi pari sconosciuta. In ogni caso rimarrà un cold case…

Ed ancora, a supporto di quanto tristemente raccontato in sintesi, ed in tutto questo mare magnum di bieca e volgare ignoranza, non possiamo non rappresentare metaforicamente e con la morte nel cuore, che più di ogni parola rappresentano la Pizzo oltraggiata, offesa e vilipesa attraverso alcuni dei suoi simboli identitari: ci riferiamo a due dei tratti di mare ed insenature più belli d’Italia, e non solo, “la Seggiola e la Marina-Pizzapundi”, senza dimenticare il taglio sconsiderato dell’albero centenario, tutte situazioni effettuate con l’avallo morale e materiale di tutti gli organi istituzionali preposti al controllo e presenti sul territorio napitino.Ora basta! Siamo stufi di essere gestiti da persone privi di autorevolezza e di amore verso il proprio paese; abbiamo bisogno di risposte concrete e di argomenti degni di tale nome, non discussi dietro il paravento di un profilo social o dentro le mura amiche del palazzo di città dove il cittadino viene regolarmente umiliato e vessato. Pertanto se ancora un minimo di dignità vi è rimasto, scendete nell’agorà, nei quartieri, e se necessario anche nei vicoli e nelle viuzze più nascoste, dove troverete gente incazzata che vi dirà realmente di cosa ha bisogno e le innumerevoli cose che non vanno!
Infine, mentre in molti paesi del vibonese si aprono presidi di sicurezza, case di comunità, si discute di trasporto pubblico e si cerca quantomeno di dare risposte accettabili e credibili (carenza d’acqua e mare sporco su tutti), i nostri amministratori organizzano sagre, festival e tarantelle, con tanto di patrocinio pubblico, strategia ormai ampiamente collaudata per distrarre e tenere buona la popolazione napitina…. (Lettera firmata)

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