Ariane 6 con P160C porta 36 satelliti Amazon Leo in orbita


Le prime due missioni Ariane per Amazon avevano trasportato 32 satelliti ciascuna. LE-03 porta a 100 il totale affidato al vettore europeo.

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Il primato è ufficiale senza una massa totale pubblicata

Il primato riguarda la massa complessiva collocata in orbita da un lanciatore Ariane. Le schede pubbliche non indicano il totale di VA269. ESA qualifica comunque la missione come il carico più pesante mai portato nello spazio da un vettore europeo.

Sono due affermazioni separate. Il record è certificato. Il numero assoluto di chilogrammi non è stato diffuso dall’operatore né dal cliente. Qualunque valore puntuale circolato fuori dai registri di missione resta una stima.

Il confronto ufficiale usa l’ATV Albert Einstein

Nelle comunicazioni sul volo, il termine di paragone è l’ATV Albert Einstein. Ariane 5 lo lanciò nel 2013 verso la Stazione spaziale internazionale con una massa superiore alle 20 tonnellate. ANSA riprende lo stesso riferimento nella cronaca di VA269.

Quel carico era un unico veicolo logistico destinato alla stazione. LE-03 distribuisce la massa su una piattaforma di rilascio e su decine di satelliti. Il raffronto riguarda la capacità di trasporto del lanciatore pur mettendo accanto architetture orbitali differenti.

Il P160C cresce all’interno e conserva l’innesto sul lanciatore

Il motore P160C è un metro più lungo del P120C. L’interfaccia di aggancio al corpo centrale rimane invariata e l’altezza esterna del booster non aumenta. La rampa ELA-4 e il primo stadio accolgono così la nuova unità senza una diversa geometria di connessione.

Le quattro maggiorazioni equivalgono a circa 56 tonnellate di propellente al decollo. Quella massa viene bruciata durante la salita iniziale e i booster vengono poi separati. Le 56 tonnellate non si trasferiscono in rapporto uno a uno al carico orbitale.

La massa al decollo e il guadagno verso la LEO seguono scale diverse

Il propellente aggiuntivo deve accelerare il veicolo e la propria massa durante la combustione. La gravità assorbe energia durante la salita. Anche la resistenza atmosferica sottrae una quota del margine. Dopo il distacco dei booster, il primo stadio e quello superiore proseguono con masse ormai inferiori.

L’equazione del razzo spiega la distanza fra il combustibile caricato a terra e la massa utile che arriva in orbita. La percentuale segue la traiettoria richiesta. L’incremento espresso in tonnellate riguarda invece la LEO.

Quattro satelliti in più aumentano il lotto del 12,5%

Quattro unità aggiuntive su una base di 32 corrispondono al 12,5%. La rampa e il corpo centrale restano gli stessi. Anche gran parte delle attività di volo serve un lotto più numeroso. Il guadagno va quindi misurato sul ritmo di dispiegamento oltre che sulla massa.

Amazon News registra LE-03 come il proprio carico più grande su Ariane 6. Il conteggio dei satelliti non rivela la massa di ciascuno. La piattaforma e gli adattatori partecipano al peso sotto la carenatura. Lo stesso vale per cablaggi e protezioni.

Il centesimo satellite Ariane arriva nel terzo lancio Amazon

Le campagne precedenti avevano consegnato 64 satelliti. LE-03 porta il totale a 100. Il contratto comprende 18 lanci Ariane 6 per Amazon Leo. La serie pubblicata da Arianespace include queste missioni.

Il P160C entra quindi nella serie dopo tre campagne. Rimane un ampio numero di voli contrattualizzati sui quali distribuire la maggiore capacità del booster. Il numero di satelliti per partenza dipenderà dalla massa e dal volume. Anche la geometria del dispenser e l’orbita richiesta incidono sulla composizione del lotto.

L’involucro in composito nasce a Colleferro

Il P160C nasce in Europropulsion, società comune paritaria fra Avio e ArianeGroup. L’involucro monolitico in fibra di carbonio viene fabbricato a Colleferro. L’ugello arriva dalla Francia. L’accenditore proviene dalla Norvegia e il caricamento del propellente avviene in Guyana francese.

Un corpo motore realizzato in un solo pezzo elimina giunzioni circonferenziali lungo l’involucro. La fabbricazione concentra il lavoro sull’avvolgimento delle fibre e sulla polimerizzazione del composito. Il contraente principale mantiene la responsabilità del lanciatore mentre la produzione italiana copre il grande involucro strutturale.

Dal banco del 2025 al volo dopo quattordici mesi

Il motore di qualifica venne acceso al banco BEAP il 24 aprile 2025 nel Centro spaziale guyanese. Quattordici mesi dopo, quattro unità di volo hanno lasciato ELA-4 su VA269. CNES gestisce il sito che ospita il banco e la base di lancio.

La combustione completa a terra aveva già misurato il comportamento interno del motore. Il volo ha aggiunto carichi aerodinamici e vibrazioni. Ha sottoposto il sistema anche all’ambiente termico reale e alla separazione dal primo stadio.

Ariane 64 descrive il numero dei booster

La sigla Ariane 64 identifica la configurazione con quattro booster laterali. Il tipo di motore segue una denominazione separata. Il debutto del 12 febbraio 2026 montava ancora i P120C. VA269 conserva lo stesso numero di propulsori e adotta il P160C.

Il 17 giugno debutta quindi una nuova generazione di booster. Ariane 64 aveva già volato due volte prima di LE-03 mentre il P160C era al primo impiego orbitale. Confondere le due denominazioni farebbe arretrare di quattro mesi il debutto della configurazione pesante.

Il lotto da 36 richiede una piattaforma di rilascio multilivello

I satelliti viaggiavano su una piattaforma di rilascio a più livelli. La carenatura e i supporti devono rispettare gli ingombri del lotto. La sequenza di separazione e le distanze fra i veicoli impongono altri vincoli all’integrazione.

La massa utile comprende quindi più dei satelliti. Ne fanno parte il dispenser e gli adattatori che restano solidali al lanciatore fino alle rispettive separazioni. Il margine P160C viene speso anche nell’hardware che sostiene il lotto durante l’ascesa.

L’evoluzione propulsiva arriva all’ottavo volo di Ariane 6

Ariane 6 aveva debuttato il 9 luglio 2024. VA269 è l’ottavo volo del programma e il terzo svolto nel 2026. Il primo impiego orbitale dei P160C arriva quindi meno di due anni dopo il debutto del lanciatore.

La modifica interviene sul blocco propulsivo laterale e usa interfacce già collaudate. La stessa famiglia di vettore copre lotti più pesanti senza introdurre un secondo corpo centrale. Il calendario commerciale dispone così di maggiore massa allocabile per singola missione.


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 Junior Cristarella

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