La rinuncia ha un perimetro definito: riguarda l’assessorato al Turismo e le deleghe assegnate da Decaro. La comunicazione non contiene dimissioni dal Consiglio regionale. Starace indica espressamente l’assemblea come sede nella quale proseguirà l’attività politica.
Qualifiche giudiziarie: nessuna sentenza definitiva ha accertato responsabilità personali. Le contestazioni descritte appartengono all’accusa.
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Il testo diffuso il 17 giugno
Starace ha ringraziato Antonio Decaro per la fiducia e ha rimesso nelle sue mani le deleghe assessorili. Nello stesso testo annuncia la prosecuzione del lavoro dai banchi del Consiglio regionale. La formula adottata separa l’uscita dall’esecutivo dalla permanenza nell’assemblea elettiva. La cronologia coincide con quella registrata da ANSA.
Nel testo Starace rivendica la correttezza delle proprie funzioni pubbliche e richiama il rispetto della legalità. È la posizione con cui si presenta davanti alle contestazioni. Nessuna delle due affermazioni anticipa l’esito dei fascicoli.
La motivazione personale riguarda l’esposizione della famiglia. Starace scrive di dover proteggere i figli e di voler essere libera di raccontare «le mie verità». Aggiunge di avere «immensa fiducia nella magistratura». Le parole affidano la difesa alle sedi giudiziarie e spiegano la rinuncia senza entrare nel merito degli atti contestati.
Indagine e processo hanno stadi diversi
Le due vicende giudiziarie non coincidono. Nel filone per concussione Starace è indagata. Nel fascicolo per abusi edilizi figura come imputata. Le qualifiche corrispondono a momenti diversi dell’iter penale.
Usare la stessa definizione per entrambi i casi cancellerebbe una differenza giuridica reale. L’indagine precede l’eventuale esercizio dell’azione penale. L’imputazione indica invece un processo già avviato. Le dimissioni agiscono soltanto sull’incarico politico e non determinano archiviazioni o sentenze. La medesima distinzione terminologica compare nelle cronache di RaiNews e Sky TG24. Il glossario di Giustizia.it separa allo stesso modo la persona indagata da quella imputata.
Il fascicolo sulla concessione balneare
L’ipotesi di concussione della Procura di Foggia riguarda il periodo in cui Starace era assessora al Turismo del Comune di Vieste. Nel medesimo fascicolo compaiono anche il sindaco di Vieste Giuseppe Nobiletti e il dirigente dell’ufficio tecnico comunale Vincenzo Ragno.
L’atto amministrativo contestato è la revoca di una concessione balneare gestita dall’ex marito. La revoca fu seguita dal ripristino della concessione dopo il superamento delle irregolarità indicate dall’amministrazione. Secondo l’accusa il potere comunale sarebbe stato usato come pressione nel rapporto con l’ex coniuge. Il condizionale segue la qualifica di indagata. L’ipotesi accusatoria collima con quella descritta da la Repubblica.
La posizione dei difensori nel fascicolo di Foggia
I difensori degli indagati contestano l’ipotesi di concussione e sostengono la legittimità della procedura comunale. La loro tesi concentra l’esame sulla sequenza revoca-ripristino e sulla finalità attribuita agli atti amministrativi.
La posizione difensiva non modifica la qualifica di indagata di Starace. Introduce però il secondo versante del fascicolo: l’accusa ipotizza una pressione sull’ex marito e la difesa rivendica il rispetto della legge. Il Fatto Quotidiano registra la stessa linea difensiva.
Il processo edilizio di Vieste
Il secondo caso riguarda contestazioni edilizie relative a una struttura turistica di Vieste. Starace vi figura come imputata. Il processo è autonomo dal fascicolo sulla concessione balneare e conserva un proprio oggetto.
I due fascicoli hanno oggetti distinti e non formano un’unica inchiesta. La loro convergenza è temporale: entrambi sono pubblici quando Starace rimette le deleghe. Corriere della Sera e Open conservano la stessa separazione.
Dal 10 al 17 giugno: due decisioni separate
Il 10 giugno Decaro aveva escluso interventi immediati sulla composizione della Giunta. Aveva richiamato la serietà dell’ipotesi di concussione e aveva scelto di attendere l’attività giudiziaria. Quella posizione apparteneva al presidente e riguardava l’eventuale rimozione dell’assessora.
Il 17 giugno l’atto parte da Starace. Decaro non dispone una revoca. Riceve e accetta una rinuncia volontaria. La sequenza attribuisce all’ex assessora l’iniziativa politica delle dimissioni e lascia intatta la precedente scelta presidenziale di non anticipare un giudizio sulle contestazioni. La posizione del 10 giugno è pubblicata da Press Regione Puglia. La rinuncia del 17 giugno coincide con la cronaca pubblicata da Il Post.
Il seggio regionale resta a Starace
La comunicazione conserva esplicitamente l’attività nel Consiglio regionale della Puglia. La rinuncia limita i suoi effetti alla Giunta. Starace resta titolare del seggio e mantiene una presenza politica nell’assemblea senza amministrare il Turismo.
Rappresentanza elettiva e funzione esecutiva risultano ora separate. La prima prosegue in Consiglio. La seconda è tornata al presidente attraverso la consegna delle deleghe. La permanenza in Consiglio è registrata anche da Avvenire.
Il Turismo torna sotto la gestione di Decaro
Il mandato e la gestione delle deleghe assegnate a Starace sono nelle mani di Decaro. Le politiche regionali per il Turismo sono ora ricondotte alla Presidenza. Finché restano nelle sue mani il presidente risponde delle decisioni assunte con quelle competenze.
La formula usata da Decaro contiene due oggetti. Il mandato riguarda l’appartenenza alla Giunta. La gestione delle deleghe individua chi dirige il Turismo regionale. La presenza di entrambe le espressioni esclude una mera astensione temporanea dalle funzioni.
Il trasferimento impedisce che la responsabilità politica dell’assessorato rimanga senza un referente dichiarato. L’accettazione chiude il rapporto fiduciario tra presidente e assessora.
La risposta del presidente
Decaro ha accolto la scelta senza collegarla a un giudizio di colpevolezza. Il suo messaggio riconosce l’esigenza di proteggere la famiglia e lascia alle sedi giudiziarie l’esame delle contestazioni.
Il presidente ringrazia Starace per il lavoro svolto ed esprime fiducia nella possibilità che faccia valere le proprie ragioni. L’accettazione chiude l’incarico senza assumere il significato di una sanzione politica.
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Junior Cristarella
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