Politecnico 87°, Italia con 47 atenei


La QS World University Rankings 2027, pubblicata il 18 giugno 2026, comprende 1.504 università distribuite in 106 sistemi di istruzione superiore. L’Italia colloca 15 atenei nei primi 500, tre in più del 2017. Il risultato nazionale coinvolge l’intera fascia di testa e non dipende da un solo istituto.

Pari merito: il simbolo di uguaglianza usato da QS segnala una posizione condivisa. Quando due università occupano lo stesso rango, il numero immediatamente seguente viene saltato.

Sommario dei contenuti

MIT guida il mondo, Imperial e Stanford sono seconde

Il Massachusetts Institute of Technology conserva il numero uno per il quindicesimo anno consecutivo. Imperial College London e Stanford University condividono il secondo posto. Il pari merito elimina il numero tre dalla sequenza.

Oxford occupa il quarto posto e Harvard il quinto. Cambridge è sesta mentre il California Institute of Technology è settimo. ETH Zurich e University College London condividono l’ottava posizione. La National University of Singapore chiude le prime dieci. La stessa sequenza è registrata dal Financial Times.

La presenza di quattro istituzioni britanniche e quattro statunitensi nelle prime dieci mostra una concentrazione geografica ancora marcata. Zurigo porta la Svizzera nel gruppo di vertice e Singapore rappresenta l’Asia. Nessun ateneo dell’Unione europea compare nei primi sette posti.

Ventisei atenei italiani guadagnano posizioni

L’Italia conta 47 istituzioni classificate. Ventisei salgono e quindici arretrano. Gli stessi conteggi compaiono su ANSA e RaiNews. Tra i grandi sistemi universitari dell’Unione europea, quello italiano è l’unico con un saldo positivo tra avanzamenti e discese.

Il movimento coinvolge tutti i primi dieci atenei nazionali. La presenza nei primi 500 passa da 12 università nel 2017 a 15 nell’edizione 2027. I primi 500 rappresentano circa un terzo delle 1.504 università classificate.

Politecnico di Milano, posto 87 e primato nazionale

Il Politecnico di Milano guadagna undici posizioni sull’edizione 2026 e raggiunge il numero 87. È il miglior piazzamento mai ottenuto da un’università italiana nella graduatoria QS riferita all’intera istituzione. L’ateneo milanese entra per la prima volta tra i primi novanta e rimane l’unico rappresentante nazionale nel gruppo delle prime cento università.

Il primato italiano dura da dodici edizioni consecutive. Sky TG24 e Corriere della Sera registrano la stessa soglia raggiunta dall’ateneo.

La posizione riguarda l’intera università. I ranghi per disciplina misurano separatamente ingegneria e architettura. Lo stesso accade per il design. Nel numero 87 confluiscono, tra le altre voci, reputazione accademica, citazioni, rapporto docenti-studenti e internazionalizzazione.

Sapienza 111ª e Bologna 123ª

Sapienza Università di Roma sale al posto 111, diciassette posizioni sopra il numero 128 dell’edizione 2026. È il miglior risultato dell’ateneo nella storia della QS riferita all’intera istituzione e il primo piazzamento tra le università italiane generaliste.

L’Università di Bologna raggiunge il numero 123 e stabilisce a sua volta il proprio massimo storico. Tgcom24 e La Stampa riportano il medesimo ordine dei primi atenei italiani. Sapienza e Bologna occupano così la fascia compresa tra il numero 101 e il 125.

Padova 204ª e Politecnico di Torino 206°

Tra Bologna e Padova intercorrono 81 posizioni. L’Università di Padova occupa il posto 204 e il Politecnico di Torino il 206. Entrambi raggiungono il miglior rango mai ottenuto nella classifica QS riferita all’intera istituzione.

I primi cinque atenei italiani risultano così compresi entro il numero 206. Il gruppo unisce due politecnici e tre università multidisciplinari. Le istituzioni specialistiche e quelle multidisciplinari costruiscono il punteggio su profili differenti, pur passando attraverso le stesse voci e gli stessi pesi.

Quindici università italiane entrano nei primi 500 posti

La QS 2027 colloca 15 atenei italiani entro il posto 500. Dieci di queste presenze si trovano oltre i primi cinque piazzamenti nazionali. La presenza segnala una base più larga di quella del 2017 e impedisce di attribuire l’intero progresso del Paese al solo Politecnico di Milano.

Variabili e pesi differenti producono ordini diversi. Nel nostro articolo sulla Sapienza nel CWUR 2026 il primato nazionale apparteneva all’ateneo romano. La graduatoria CWUR degli atenei italiani usa una formula diversa da QS. La divergenza dell’ordine nasce dal sistema di calcolo e non da una contraddizione tra le due pubblicazioni.

Reputazione accademica e citazioni valgono il 50%

Il 30% del punteggio QS deriva dalla reputazione accademica e il 20% dalle citazioni per docente. La divisione per il numero di docenti attenua il vantaggio legato al solo volume di pubblicazioni.

La reputazione presso i datori di lavoro pesa per il 15% e gli esiti occupazionali aggiungono il 5%. Il rapporto tra docenti e studenti vale il 10%. Un ateneo con ricerca forte e pochi docenti per studente cede punti nella quota assegnata a quel rapporto.

I docenti internazionali valgono il 5% e la rete internazionale di ricerca aggiunge un altro 5%. Gli studenti internazionali incidono per il restante 5% della componente globale. La sostenibilità pesa per il 5%. La diversità interna alla popolazione studentesca straniera viene rilevata senza entrare nel punteggio complessivo.

Rango dell’ateneo e graduatorie per materia

La QS World University Rankings assegna un rango all’istituzione nel suo insieme. Le classifiche per materia isolano invece le singole aree disciplinari e applicano pesi propri. Un ateneo fuori dalle prime cento posizioni complessive talvolta occupa una fascia molto più alta in una disciplina.

La scelta di un corso richiede il confronto con la graduatoria della materia, i requisiti d’ingresso, le tasse e la lingua di insegnamento. Servizi agli studenti e struttura del programma completano il giudizio. Il rango complessivo misura l’intera università. La qualità del singolo corso emerge dalla graduatoria disciplinare.

Docenti e studenti internazionali frenano l’Italia

Nessuna università italiana entra nelle prime cento per il rapporto tra docenti internazionali e corpo accademico. Lo stesso limite compare nel rapporto tra studenti internazionali e iscritti complessivi. Le due voci valgono insieme il 10% del totale QS.

Essendo rapporti, misurano la quota sul totale. Il numero assoluto di persone straniere non determina da solo il punteggio. Un grande ateneo con migliaia di studenti provenienti dall’estero può trovarsi sotto un’università più piccola con una percentuale maggiore.

Il saldo italiano resta positivo anche con questo limite. Le due quote internazionali sommano il 10% mentre reputazione accademica e citazioni raggiungono il 50%. La QS 2027 fotografa un sistema in avanzamento che conserva una distanza misurabile nella capacità di attrarre personale e studenti dall’estero.


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 Junior Cristarella

Source link

Di