Livorno, revocata l’ordinanza sul rogo di via dell’Ecologia


Le cautele residue non sono inserite nell’atto di revoca: compaiono nel bollettino comunale delle 10:30 e rimangono collegate agli esiti ARPAT.

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La revoca cancella l’ordinanza 209

L’ordinanza sindacale n. 210 reca il contrassegno elettronico delle 10:29 e revoca integralmente la n. 209. L’atto richiama le valutazioni congiunte svolte con i Vigili del Fuoco sulle operazioni di spegnimento. La comunicazione comunale delle 10:30 aggiunge il passaggio condiviso con la Prefettura: il vento aveva disperso la nube e i fumi non risultavano più percepibili nelle aree abitate di Livorno.

Le indicazioni su finestre e scuole appartengono alla fase regolata dalla n. 209. Dalle 10:29 non descrivono più le prescrizioni in vigore.

Tra i due atti sono trascorse due ore e 38 minuti

Il contrassegno della n. 209 riporta le 7:51. Quello della revoca riporta le 10:29. L’intervallo è di circa due ore e 38 minuti. Il primo atto valeva per la giornata del 18 giugno e fino al perdurare dell’evento. Il secondo è intervenuto quando le valutazioni sulle operazioni antincendio hanno consentito di rimuovere le restrizioni.

Alle 9:30 i Vigili del Fuoco avevano già soffocato le fiamme con schiuma e l’emissione di fumo risultava molto ridotta. L’incendio era in contenimento. Quel bollettino precede di 59 minuti il contrassegno della revoca.

Scuole ed esami nell’ordinanza della mattina

La n. 209 sospendeva le attività didattiche ed educative nei nidi e nelle scuole dell’infanzia pubbliche o private. La sospensione riguardava anche scuole primarie e secondarie di primo grado. Nel testo non compare un ordine di evacuazione. L’intervento regolava lo svolgimento delle attività durante la giornata del 18 giugno.

Proseguivano la prima prova scritta della Maturità nelle scuole superiori e le sessioni d’esame già programmate nelle scuole medie. La revoca delle 10:29 ha fatto cessare la base giuridica di quelle sospensioni. Il testo distingueva l’attività scolastica ordinaria dalla presenza richiesta per gli esami già fissati.

I materiali coinvolti nel deposito

Il sito interessato ospita attività di autodemolizione e trattamento rifiuti. Il Comune ha descritto il materiale coinvolto come una miscela post-trattamento indicata come non pericolosa in origine e composta anche da plastiche e metalli. La combustione di quelle frazioni era in grado di produrre sostanze dannose.

La qualifica attribuita al materiale stoccato riguarda la condizione precedente al rogo. La combustione modifica la miscela e produce fumi da sottoporre ad accertamenti ambientali. Nelle comunicazioni comunali non figurano nomi di sostanze né concentrazioni misurate. La classificazione del rifiuto stoccato non si estende ai prodotti della combustione.

La traiettoria della nube durante la mattina

Il vento debole ha spinto la nube verso Stagno e il settore nord di Livorno. Una rotazione successiva ha interessato il centro cittadino. Alle 9:30 era attesa un’ulteriore rotazione a maestrale. La prescrizione comunale copriva l’intero territorio. Nello stesso intervallo la direzione dei fumi stava variando.

Alle 10:30 la nube risultava dissipata e non più percepibile nelle zone abitate. La percezione visiva o olfattiva riguarda la presenza della nube nell’atmosfera. Le cautele residue riguardano eventuali ricadute sulle superfici esposte. Gli accertamenti ARPAT stabiliranno se mantenerle.

Porte, finestre e impianti con presa d’aria esterna

L’ordinanza 209 agiva su due vie di esposizione immediata. Raccomandava la chiusura degli ambienti e la disattivazione degli impianti capaci di immettere aria esterna. Chiedeva di limitare la permanenza fuori casa ai soli casi di necessità. Le attività lavorative e ricreative all’aperto dovevano essere evitate.

La revoca elimina l’intero gruppo di restrizioni legate alla nube in transito. Porte e finestre possono essere riaperte. Gli impianti con presa d’aria esterna non sono più oggetto della raccomandazione mattutina. Gli spostamenti sul territorio comunale non sono più limitati dall’ordinanza 209.

Ortaggi e animali: le indicazioni ancora in vigore

Fino agli esiti ARPAT il Comune raccomanda di lavare con abbondante acqua corrente tutta la frutta e la verdura coltivata all’aperto nel territorio comunale prima del consumo. Il provvedimento non vieta la raccolta o il consumo. Richiede il lavaggio prima dell’ingestione.

Per gli animali è cessata l’indicazione di mantenerli in locali chiusi. Rimane la raccomandazione di impedire l’ingestione di cibo o acqua esposti alla ricaduta di ceneri o fumi. Le scorte destinate agli animali vanno protette. Il richiamo alle scorte estende la cautela ai contenitori e ai mangimi lasciati all’esterno.

Spegnimento e bonifica proseguivano dopo la revoca

Alle 9:30 le squadre avevano soffocato l’incendio con schiuma e ridotto in misura marcata l’emissione di fumo. Alle 10:30 il Comune descriveva il rogo come domato e ancora in fase di spegnimento e bonifica. Il controllo delle fiamme non coincide con il termine delle lavorazioni sul sito.

L’atto di revoca riguarda le restrizioni alla popolazione. Non attesta la chiusura dell’intervento dei Vigili del Fuoco né la fine degli accertamenti ambientali.

Coc, Vigili del Fuoco, ARPAT e Prefettura

I Vigili del Fuoco hanno condotto le operazioni sul rogo. La Protezione civile comunale ha aperto il Coc, Centro operativo comunale, per coordinare la risposta cittadina. Alle 9:30 il Coc risultava ancora aperto.

ARPAT è stata attivata per gli accertamenti ambientali. La Prefettura ha condiviso le informazioni considerate nella decisione delle 10:30. L’ordinanza 210 richiama in forma espressa le valutazioni congiunte dei Vigili del Fuoco. Lo spegnimento compete alle squadre antincendio. Il Coc coordina la risposta comunale e ARPAT svolge gli accertamenti sull’ambiente.

Causa del rogo ed esiti ambientali non pubblicati

Gli atti comunali esaminati non attribuiscono una causa all’incendio. Non riportano valori ambientali o esiti di laboratorio. La base dichiarata della revoca è costituita dalle valutazioni sulle operazioni di spegnimento e dalla dissipazione della nube nelle aree abitate.

Nel testo della n. 210 non compare un esito ARPAT. Gli accertamenti ambientali proseguono separatamente. Le indicazioni su prodotti coltivati all’aperto e alimentazione degli animali conservano validità fino alla pubblicazione degli esiti.


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 Junior Cristarella

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