Frosinone, il silenzio del Pd fa più rumore del Terzo Polo

In politica, a volte, un comunicato stampa può cambiare una narrazione romanzata. Altre volte, è il silenzio a cambiare il significato di una vicenda. Ed è esattamente quello che sta accadendo nel Partito Democratico di Frosinone, dopo la partecipazione, tutt’altro che mimetica, del consigliere comunale Norberto Venturi alla presentazione del nuovo polo politico promosso da Forza Italia e Futura al Caffè Minotti l’altro giorno (leggi qui: Il Terzo Polo c’è già. E il Pd rischia di arrivare tardi alla sua stessa partita).

Un’iniziativa che ha riunito Consiglieri provenienti da storie e culture politiche dichiaratamente di centrodestra, anche se poi passati all’opposizione,  con l’ambizione dichiarata di costruire una proposta politica, civica e trasversale, alternativa all’amministrazione Mastrangeli.

Alla conferenza erano presenti i consiglieri Pasquale Cirillo di Forza Italia (l’altro consigliere azzurro Maurizio Scaccia era assente esclusivamente per motivi di lavoro, ma condivide l’iniziativa) Giovanbattista Martino e Teresa Petricca della lista Futura, l’ex sindaco e assessore Paolo Fanelli di FdI e proprio Norberto Venturi, esponente di primo piano del Partito Democratico.

Nessuna presa di posizione

Il Terzo Polo

Fin qui i fatti. Poi però arrivano le domande. E soprattutto arriva il silenzio. Un silenzio assordante che, giorno dopo giorno, sta assumendo un peso politico sempre maggiore. Quasi surreale. Perché né la Segreteria cittadina, né quella provinciale, ma nemmeno lo stesso Gruppo consiliare Dem, hanno detto una sola parola. Nessuna nota. Nessuna precisazione. Nessuna presa di posizione. Nessuna distinzione tra iniziativa personale e scelta politica condivisa.

Eppure la differenza è enorme. Viene spiegato alla prima ora della prima lezione alla Facoltà di Scienze Politiche alla Sapienza. Perché Norberto Venturi non è un semplice iscritto del PD. Non è un simpatizzante che partecipa ad un dibattito pubblico per curiosità. Non è nemmeno un dirigente di seconda fila. Venturi è uno dei consiglieri comunali più esperti del centrosinistra, ha fatto il Presidente del Consiglio Comunale. È un amministratore di lungo corso, con uno storico e importante peso elettorale. È uno quindi che conosce perfettamente la grammatica politica.

Una trappola per il Segretario?

Stefano Pizzutelli

Per questo la sua presenza, assolutamente legittima, al tavolo del nuovo polo, non può essere archiviata con “passava li per caso e si è fermato a prendere un caffè”. Fine dei giochi. Se si fosse messo su un lato della sala ad osservare i lavori, avrebbe potuto tranquillamente dire “Sono un Consigliere di opposizione, venuto a sentire cosa hanno da dire gli altri consiglieri di un altro fronte dell’opposizione. Per poi trarre con il mio Gruppo ed il mio Partito tutte le conclusioni che si potranno ricavarne”. Invece no: Norberto Venturi si è seduto al tavolo alla pari con gli altri e si è fatto fotografare con loro. Il che pone la faccenda su un piano politico diverso.

C’è qualcosa che non quadra. Forse Venturi ritiene possibile che il Pd possa aggregarsi in un’alleanza con il Terzo Polo, facendolo diventare il secondo polo. Nel quale, verosimilmente, il candidato sindaco sarà Pasquale Cirillo, coordinatore cittadino di Forza Italia. Un politico con la sua esperienza difficilmente potrà ritenere che il Segretario politico del Pd cittadino possa telegrafare alla Segretaria Nazionale: “Cara Elly, noi a Frosinone ci alleiamo con il centrodestra”.

Resta allora un’altra ipotesi. Che sia stato un chiaro gesto di delegittimazione del Segretario. Una manovra che a quel punto farebbe il paio con la scelta suicida di non partecipare alla seduta di Consiglio sul Bilancio: nessuno ha portato in Aula le acutissime riflessioni sui conti del Capoluogo, articolate con dovizia di particolari su Facebook dal Segretario Stefano Pizzutelli. In assenza di chiarimenti, tutte le ipotesi restano aperte.

Due ipotesi ma la situazione resta imbarazzante

Venturi al fianco di Fanelli, Cirillo, Petricca e Martino che lanciano un progetto politico, per di più ad un anno dalle elezioni, dal punto di vista politico fa rumore. Molto rumore. Quindi, in assenza di un intervento ufficiale del Partito, delle due l’una.

Stefano Pizzutelli, segretario cittadino del Pd

A)  La Segreteria non sapeva nulla. Venturi ha partecipato al lancio del Terzo Polo a titolo esclusivamente personale. Ci sta. Se è così, l’impressione però è che il PD non sappia come giustificare l’autonomia di un suo Consigliere, e intanto prova a fare finta di niente (Adda passà a nuttata), ma manifestando un evidente problema di controllo e uniformità della linea politica interna.

B)  La presenza è stata concordata o autorizzata con i vertici del partito. In questo caso, il silenzio è una scelta strategica per evitare di dover trovare motivazioni acrobatiche, che reggano il peso dell’imbarazzo di fronte agli alleati del costituendo campo largo: in primis con il PSI. Teoricamente possibile ma praticamente inverosimile.

Achille Migliorelli, segretario provinciale del Partito democratico

In questo caso sarebbe come mettere un elefante in salotto, sperando che nessuno ci faccia caso. Una decisione che rischia di essere più imbarazzante della vicenda stessa. Perché quando la politica evita di spiegare, lascia che siano gli altri a interpretare. E le interpretazioni, si sa, raramente aiutano, specialmente quando la fiducia scarseggia.

Rischio-corto circuito

Quale che sia la spiegazione di questo mutismo selettivo del PD, rischia, in ogni caso, di creare un corto circuito, di scontentare qualcuno. Anche se, come diceva Steve Jobs “Se vuoi fare contenti tutti devi fare il gelataio”. O all’interno del PD stesso, o nel Campo largo che, in assenza di dichiarazioni di identità e piattaforme politiche chiare ed inequivocabili (chi sta con chi, per fare cosa), rischia di far soffocare il progetto riformista nella culla.

Mateo Zemblaku, Segretario Psi di Frosinone

Un progetto al quale Stefano Pizzutelli sta lavorando concretamente. Da settimane sta incontrando il Segretario cittadino del Partito Socialista, evitando di accendere i riflettori per non infastidire il dialogo. Che deve superare 12 anni di silenzi. E sta incontrando ogni altro possibile interlocutore politico: ma rigorosamente di matrice Progressista. Tranne Olindo e Rosa ha incontrato tutti. Rimanendo sempre in silenzio per la stessa ragione di cui sopra. Prima l’alleanza e poi l’annuncio. Il principio è: tardi ma venga solida.

Sia chiaro, i posizionamenti strategici (personali e di partito) a ridosso delle elezioni ci sono sempre stati, fanno parte delle dinamiche politiche e non sconvolgono nessuno. Ma c’è una frase dello scrittore austriaco Karl Kraus che sembra scritta apposta per tutta questa vicenda: Ciò che viene taciuto diventa più importante di ciò che viene detto“.

Il gruppo consiliare del Pd con Angelo Pizzutelli, Norberto Venturi e Fabrizio Crisofari

Ed infatti il tema politico ormai non è più la presenza di Venturi da Minotti. Il tema è il comportamento del Partito Democratico dopo quella presenza. Per questo, il silenzio dei Dem vale oggi molto più di mille comunicati stampa.

Perché suggerisce una difficoltà che nessuno vuole raccontare. La difficoltà di spiegare. Oppure la difficoltà di scegliere. E detto del primo Partito di opposizione,  è quantomeno singolare. Come insegnava André Malraux, non si fa politica con il silenzio, ma con le parole che si ha il coraggio di pronunciare”.


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