Filosa: «Stellantis Cassino non è in vendita». Poi la cena Al Mulino

Prima l’annuncio che spazza il campo dai dubbi e dalle preoccupazioni di questi mesi: «Lo stabilimento Stellantis Cassino Plant non è in vendita». Parole del Ceo Stellantis Antonio Filosa pronunciate durante l’audizione nella Sala del Mappamondo di Montecitorio. Poi l’indizio che potrebbe indicare una visita da tenere nelle prossime ore proprio nell’impianto di Piedimonte San Germano: una cena al ristorante Al Mulino avvenuta mercoledì sera dopo l’intervento alla Camera. Qualcuno è pronto a scommettere un braccio che ci fosse anche l’ingegner Filosa ma dalla direzione del locale sulla Casilina a Castrocielo fino ad ora nessuna conferma né smentita.

Il logo ed il menù

Circola anche il menù della serata. Logo Stellantis sulla pagina sinistra, rigorosamente in blu istituzionale. A destra, le portate della serata, solo in inglese. Lo chef ha deliziato i palati di Detroit con un Welcome Valdobbiadene prosecco and fruit cocktail. Per antipasto si è esibito in un trionfo di Lime oyster, Octopus on creamy potato puree, Prawn cocktail, Cod croquette, Black squid-ink rice tart, Salmon roll on wholegrain toast, Stuffed zucchini flower with buffalo ricotta and Cetara anchovies, Tuna sashimi carpaccio with avocado mayonnaise, Scampi Toast.

Come primi piatti la scelta è andata su Tonnarelli with rock scorfano and Piennolo cherry tomatoes e Creamy ravioli with truffle and shrimp. Di secondo Red mullet with escarole, walnuts and pine nuts, Stuffed squid, Bacon-wrapped king prawns, Paper cones with fried seafood from Ponza. Come contorno Mixed salad with citrus fruits
Fruit and dessert selection
. Il tutto annaffiato da Sparkling wine. E per concludere un Coffee. Chissà se espresso o all’americana.

Per i meno internazionali: un prosecco di benvenuto con Valdobbiadene e cocktail di frutta, seguito da Ostrica al lime, Polpo su crema di patate, Cocktail di gamberi, Crocchetta di baccalà, Tortino di riso al nero di seppia, Rotolino di salmone su toast integrale, Fiore di zucca ripieno con ricotta di bufala e alici di Cetara, Carpaccio di tonno in stile sashimi con maionese all’avocado, Toast agli scampi.

Primi piatti con Tonnarelli con scorfano di scoglio e pomodorini del Piennolo e Ravioli cremosi al tartufo con gamberetti. Seguiti da Triglia con scarola, noci e pinoli, Calamaro ripieno, Mazzancolle avvolte in pancetta, Cartoccio di frittura di mare di Ponza. Per contorno Insalata mista con agrumi e per concludere una selezione di frutta e dolci. Il fino? Bollicine. E caffè.

Se dovesse essere confermata la presenza di Antonio Filosa al Mulino significherebbe automaticamente la visita anche a Cassino Plant. Se non è già avvenuta sarà nelle prossime ore.

Gli impegni su Cassino Plant

Antonio Filosa

L’amministratore delegato di Stellantis nelle ore precedenti era intervenuto a Montecitorio assicurando che il gruppo «ha una visione chiara per l’Italia» e continuerà a investire in modo sempre più forte nel Paese. Ma chiede alla politica «risposte straordinarie e urgenti» sull’energia e sul costo del lavoro. Soprattutto il manager assicura: «Cassino e Maserati non sono in vendita». (Leggi qui: Stellantis scommette sull’Italia, ma Cassino resta col fiato sospeso).

L’audizione nella Sala del Mappamondo di Montecitorio riserva alcune novità: l’investimento di un miliardo di euro ad Atessa nei prossimi cinque anni, una terza e-car a Pomigliano, più versioni della nuova 500 che arriverà a Mirafiori nel 2030. Qualche ora prima l’annuncio dell’accordo con Wayve e Uber per esplorare, sviluppare e distribuire a livello globale una flotta di robotaxi a guida autonoma di livello 4.

A Piazza Affari il titolo chiude la giornata con una flessione del 3,25% sulla scia dei forti cali di Bmw (-8,34% a Francoforte) e di Volkswagen (-3,48%).

Il ricordo di Marchionne

L’ultima uscita di Sergio Marchionne (Foto: Benvegnu’ Guaitoli © Imagoeconomica)

Filosa è uno dei Marchionne boys, fu il manager italocanadese a scoprirlo e lanciarlo in Fca. La scelta del CdA di affidare a lui il timone del Gruppo non è casuale ed ha un forte valore simbolico. Non a caso, il Ceo ha aperto il suo lungo intervento davanti alle commissioni riunite Attività produttive e Industria ricordando Sergio Marchionne.

«Da italiano so perfettamente quanto la grandezza di questa Azienda affondi le sue radici anche in questo Paese. Grazie a questo legame e al supporto che l’Italia ci ha dato, oggi Stellantis è una grande azienda globale che rappresenta il meglio dell’italianità nel mondo. E da italiano ci tengo subito a ricordare insieme a Voi Sergio Marchionne: oggi sarebbe stato il suo 74° compleanno. I suoi valori accompagnano ancora oggi le persone di Stellantis che – come me – hanno avuto la fortuna di lavorare con lui». Se il luogo fosse stato meno solenne sarebbe stata d’obbligo la standing ovation.

Antonio Filosa a Montecitorio

Filosa delinea la strategia industriale del gruppo per l’Italia, con un impianto che punta a rafforzare la produzione nazionale, riorganizzare i siti e rilanciare i marchi italiani in una logica di filiera europea. «Confermiamo il Piano Italia e andremo oltre. Faremo in Italia investimenti sempre più forti» afferma il manager. Filosa ribadisce che l’Italia resterà un pilastro produttivo del gruppo, con una specializzazione degli stabilimenti: le auto piccole concentrate a Mirafiori e Pomigliano, i modelli di fascia medio-alta e lusso a Melfi, Cassino e Modena. I veicoli commerciali ad Atessa.

Qual è la logica

Un assetto che punta a razionalizzare la produzione ma anche a valorizzare le competenze industriali presenti nel Paese. Sul fronte dei marchi, il manager conferma il ruolo centrale di Fiat come brand globale per volumi, il rilancio di Lancia in sinergia con lo stesso marchio, il rafforzamento di Alfa Romeo su segmenti medio-alti e il piano per Maserati, per cui è atteso un progetto industriale entro fine anno a Modena, con due nuovi modelli nel segmento delle ammiraglie.

Confermata a Termoli la produzione di cambi e motori per compensare la fine del progetto gigafactory per le batterie. Filosa ricorda anche sono in definizione le partnership per Cassino e Modena, oltre a Pomigliano per lo sviluppo delle e-car. 

Le reazioni

L’ingresso operai dello stabilimento Stellantis Cassino Plant

Diversi i pareri dei sindacati. Fim e Uilm mettono in evidenza il tentativo di rilancio industriale più strutturato e coerente rispetto al recente passato, anche se chiedono risposte concrete su tutti gli stabilimenti e sulle partnership. Per la Fiom invece l’audizione non ha portato novità sostanziali: «si tratta quindi della conferma di una situazione ancora molto critica», soprattutto per Cassino, Termoli e Modena, dove mancherebbe ancora un progetto industriale definito.

Dal mondo industriale il presidente di Confindustria Emanuele Orsini definisce «di grande coraggio» le parole di Filosa sul costo dell’energia, indicando questo tema come una delle priorità decisive per la competitività del Paese.

Fca Cassino Plant, operai all’ingresso in stabilimento

Sul fronte politico, il presidente della commissione Attività produttive della Camera Alberto Luigi Gusmeroli parla di «prime azioni positive di svolta» evidenziando le direttrici su innovazione, Made in Europe e nuovi modelli per il mercato accessibile. Anche la senatrice Silvia Fregolent riconosce un «cambio di passo importante» ma avverte che senza interventi strutturali sulla competitività del Paese il piano industriale non basta.

Più netta la posizione del leader M5S Giuseppe Conte, che chiede garanzie su investimenti e occupazione, anche per l’indotto. Azione, con Carlo Calenda, pur apprezzando il nuovo approccio, esprime forti dubbi sulla gamma dei modelli e sulla capacità industriale del gruppo: «Il problema è che non sanno più fare le macchine». Cassino Plant è pronta a dimostrargli che si sbaglia.


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