L’avviso di conclusione delle indagini preliminari ha una portata precisa: chiude l’attività ordinaria del pubblico ministero su un segmento del procedimento e apre lo spazio difensivo previsto dall’articolo 415-bis del codice di procedura penale. In questa cornice si inserisce il nuovo atto della Procura di Massa sul caso Bongiorni.
Nota di garanzia: tutte le persone indicate sono indagate. Le responsabilità penali saranno valutate dal giudice competente e diverranno definitive soltanto con sentenza irrevocabile.
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Il perimetro fissato dalla Procura di Massa
Gli avvisi notificati riguardano il fronte adulto del procedimento. Per Ionut Alexandru Miron ed Eduard Alin Carutasu la contestazione resta centrata sull’omicidio volontario, aggravato dalla presenza di minori, insieme alla rissa. Per Gabriele Tognocchi il titolo indicato è la rissa, senza attribuzione diretta dell’evento morte.
La differenza fra le posizioni è il cuore dell’atto: due destinatari rispondono del decesso di Bongiorni nel quadro del concorso e un destinatario risponde della colluttazione. Il fascicolo separa così il tema della partecipazione allo scontro fisico dal tema più grave del contributo causale alla morte.
Omicidio volontario e rissa seguono piani diversi
Nel linguaggio processuale la rissa fotografa lo scontro fra più persone. L’omicidio volontario in concorso richiede invece la verifica del rapporto fra singole condotte e morte della vittima. La presenza nello stesso capo di imputazione non rende identici i due livelli; li mette in relazione dentro la sequenza violenta di piazza Palma.
Per gli adulti detenuti la Procura punta quindi su una lettura unitaria dello scontro e delle sue conseguenze letali. Per Tognocchi il titolo circoscrive il ruolo alla colluttazione. Questa architettura processuale sarà il terreno sul quale le difese interverranno nei prossimi venti giorni.
L’aggravante dei futili motivi esce dalla contestazione agli adulti
Il dato giuridico più incisivo è l’assenza dell’aggravante dei futili motivi nella contestazione notificata ai due adulti. La modifica non cancella l’accusa di omicidio volontario e non anticipa l’esito del processo; incide però sul perimetro sanzionatorio astratto che l’accusa porta davanti al giudice.
Il fatto che la Procura abbia mantenuto la presenza di minori come aggravante e abbia espunto i futili motivi segnala una diversa selezione degli elementi ritenuti sostenibili dopo l’esame degli atti. La battaglia processuale si concentrerà sulla dinamica concreta, sulla volontà attribuita ai singoli e sul nesso fra colpi, caduta e decesso.
La posizione di Gabriele Tognocchi rimane nel capitolo rissa
Gabriele Tognocchi, cognato di Bongiorni, compare nell’avviso per il reato di rissa. Il suo ingresso formale nel procedimento era già emerso nelle settimane precedenti e ora viene consolidato dentro l’atto conclusivo della Procura di Massa.
La sua posizione va separata con cura da quella dei due adulti detenuti. L’accusa a suo carico riguarda la partecipazione alla colluttazione, non la causazione della morte del 47enne. Questa linea consente alle parti di discutere il ruolo del cognato senza confondere il piano della rissa con quello dell’omicidio volontario.
Il procedimento sui minorenni segue un canale autonomo
Gli avvisi della Procura di Massa non esauriscono il fronte dei minorenni. Il materiale pubblico disponibile indica un procedimento separato per i ragazzi coinvolti nella stessa sequenza, con particolare attenzione alla posizione del diciassettenne descritto nelle cronache come ex pugile.
La separazione ha valore sostanziale. Nei procedimenti con indagati minorenni cambiano ufficio competente, regole di tutela e modalità di esposizione pubblica dei dati personali. Per questo i nominativi dei minori non devono entrare nel racconto giornalistico e il lettore deve distinguere il filone adulto da quello minorile.
Video, testimonianze e medicina legale nella sequenza di piazza Palma
Il fascicolo si regge su immagini di videosorveglianza e deposizioni di persone presenti in piazza; a questo materiale si aggiunge la consulenza medico-legale. Le immagini descrivono movimenti, posizioni e tempi. L’esame medico spiega il rapporto fra trauma cranico, percosse e caduta sull’asfalto.
La relazione autoptica già depositata aveva indicato una catena lesiva composta da più fattori, senza isolare una sola causa materiale del decesso. Questa impostazione rende centrale l’analisi del concorso: non basta contare chi fosse in piazza, serve stabilire quale gesto abbia inciso sulla morte e con quale grado di partecipazione.
I venti giorni delle difese dopo l’avviso conclusivo
Dalla notifica dell’avviso ex articolo 415-bis c.p.p. decorre il termine di 20 giorni. In questo arco temporale gli indagati hanno diritto a depositare memorie e documenti; possono inoltre chiedere di essere interrogati o sollecitare specifiche attività difensive.
Il passaggio successivo sarà una scelta del pubblico ministero sul destino del filone adulto. La richiesta di rinvio a giudizio aprirebbe la verifica davanti al giudice, con il contraddittorio pieno sulle accuse. In alternativa, la Procura dovrebbe motivare un esito diverso alla luce del materiale raccolto.
I precedenti interni da cui parte il nuovo atto
Questo articolo si collega ai precedenti pubblicati da Sbircia la Notizia Magazine sulla morte di Giacomo Bongiorni in piazza Felice Palma, sui primi esiti dell’autopsia, sull’iscrizione del cognato per rissa e sul deposito medico-legale sulle concause. Il nuovo elemento è l’avviso conclusivo notificato nel filone degli adulti e del cognato.
La scelta di pubblicare un aggiornamento nasce dalla natura dell’atto. Finora il caso era stato seguito attraverso morte, prime misure cautelari, accertamenti medici e ingresso di Tognocchi nel registro degli indagati. Oggi il procedimento adulto raggiunge una soglia processuale diversa, con un termine per le difese e una possibile richiesta di giudizio davanti alla Corte competente.
Il nodo processuale passa alle condotte individuali
Il centro della vicenda giudiziaria riguarda il contributo personale oltre alla presenza in piazza. L’accertamento dovrà stabilire il ruolo di ciascun indagato adulto nella sequenza che portò alla morte di Bongiorni, con particolare attenzione alla compatibilità fra immagini, lesioni e versioni difensive.
La rimozione dei futili motivi non chiude il confronto sull’omicidio volontario. Sposta la discussione sul terreno probatorio più concreto: chi ha colpito, in quale momento, con quale forza e in che modo quelle condotte si sono inserite nella catena che ha causato l’emorragia cerebrale.
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 Junior Cristarella
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