La cifra iniziale sta nella relazione fra due registri statistici cubani che misurano grandezze diverse: 615.197 viaggiatori complessivi e 359.491 visitatori internazionali. Nel lessico statistico cubano il visitatore entra nel Paese per meno di un anno senza svolgere lavoro retribuito sull’isola. Il perimetro aderisce al turismo e ai viaggi personali, lasciando separato il traffico generale di frontiera.
Termine usato: in questo articolo “visitatori” indica il gruppo usato dalla statistica cubana per misurare l’attività turistica; “viaggiatori” indica il totale delle persone in movimento fra Cuba e altri Paesi.
Sommario dei contenuti
Maggio a 30.883 arrivi, la frattura della stagione
Il mese di maggio porta il turismo cubano nella fascia bassa della serie 2026: 30.883 visitatori contro 122.207 nello stesso mese del 2025. Il rapporto è del 25,3%; tradotto in perdita annua, maggio lascia sul terreno il 74,7% degli arrivi.
La spia più netta arriva dalla sequenza interna: gennaio da solo conta 184.833 ingressi e vale il 51,4% dell’intero gennaio-maggio. Aprile e maggio restano quasi fermi nella soglia dei trentamila, con 30.551 e 30.883 ingressi. Una stagione sana non concentra oltre metà del traffico nel primo mese dell’anno.
Canada: da pilastro a quota compressa
Il Canada resta primo bacino, però con 126.239 visitatori nei primi cinque mesi. Un anno prima erano 387.396. La quota canadese scende al 32,6% del 2025 e copre il 35,1% del totale attuale, una presenza ancora dominante ma troppo stretta per sostenere l’offerta di resort costruita attorno al pubblico invernale.
La rotta canadese è il termometro migliore della stagione perché lega voli charter, pacchetti all inclusive e occupazione di grandi complessi costieri. Quando quel flusso scende di due terzi, la camera vuota arriva alle agenzie locali. Poi si vede nei trasferimenti e nella ristorazione privata.
Stati Uniti e Russia: flussi piccoli, peso politico alto
Gli Stati Uniti segnano 25.572 visitatori da gennaio a maggio, pari al 44,7% del volume 2025. La Russia scende a 21.136, cioè 37,5% del livello precedente. Le due provenienze insieme restano sotto il 13% del totale attuale, però agiscono su piani diversi: il mercato statunitense dipende da regole politiche e familiari, quello russo dalla capacità di mantenere voli lunghi in una fase di scarsità di carburante aeronautico.
Cubani residenti all’estero: il sostegno familiare si assottiglia
La comunità cubana fuori dall’isola arriva a 60.874 ingressi, il 61,0% del 2025. La variazione annua è quindi del meno 39,0%. Ha peso: in cinque mesi vale il 16,9% del totale dei visitatori e rappresenta una quota che spesso porta spesa diretta nelle case e nei servizi privati.
L’arretramento tocca rimesse informali e acquisti in valuta. Nelle reti familiari, una visita diventa spesso approvvigionamento.
Alberghi: occupazione al 12,9% e incassi in ritirata
Nel primo trimestre il turismo internazionale ha registrato 298.057 visitatori e 1.817.952 pernottamenti. L’occupazione delle strutture è scesa dal 23,7% al 12,9%. Gli incassi delle entità turistiche sono passati da 34,865 miliardi a 20,079 miliardi di pesos cubani, con un taglio di 14,786 miliardi.
Il numero delle camere esistenti non sparisce quando mancano gli ospiti. Resta costo fisso: personale da riassegnare e manutenzione minima. L’energia razionata aggiunge un onere che si somma alla carenza di entrate. Qui la contrazione degli arrivi entra nei bilanci delle imprese statali e nelle attività private che vivono intorno agli hotel.
Carburante e voli: la strozzatura prima dell’hotel
La crisi del carburante aeronautico ha tagliato capacità prima ancora della prenotazione. Il problema arriva sul piano industriale: operatori europei e canadesi hanno sospeso collegamenti o ridotto operazioni per l’affidabilità incerta del rifornimento; il capitolo russo segue la stessa traiettoria.
Il ritiro parziale di Meliá e le limitazioni di altre catene appartengono allo stesso ciclo di sanzioni e carenze energetiche. Il viaggio verso Cuba, in questa fase, si rompe prima del banco accoglienza: meno posti aerei disponibili e rotte sospese indeboliscono la catena di vendita. I marchi alberghieri in ritirata completano il colpo.
Il turista sceglie certezza di arrivo e pagamento funzionante. Quando quei due requisiti vacillano, la destinazione perde prima ancora della ricerca di un prezzo.
Il mercato mondiale cresce, Cuba arretra
La distanza con il ciclo globale aggrava il caso cubano. UN Tourism ha contato 307 milioni di arrivi turistici internazionali nel primo trimestre 2026, con crescita del 2% sul 2025. Nello stesso arco Cuba ha perso il 48,0% dei visitatori internazionali.
Il paragone con il Caribe regge poco: Cuba si separa dal rimbalzo mondiale. Quando il mondo aumenta e l’isola perde quasi metà dei visitatori nel trimestre, l’origine del problema entra nella connessione aerea e nella scarsità di carburante. Le sanzioni pesano nel rapporto fra imprese straniere e soggetti cubani che incassano valuta.
La catena della valuta dentro l’isola
Il turismo cubano produce pernottamenti e valuta. La valuta entra nei conti statali e nella piccola economia urbana. Con 505.706 visitatori in meno, la perdita parte dalle camere non vendute e raggiunge taxi privati e casas particulares. Ristoranti familiari e acquisti quotidiani pagati in moneta forte ricevono la stessa pressione.
La differenza fra 615.197 viaggiatori e 359.491 visitatori internazionali dice anche questo: molte persone attraversano la frontiera, una porzione più stretta alimenta il circuito turistico che compra notti e pasti, poi trasferimenti privati. La seconda porzione è quella che manca alle strutture.
I collegamenti interni su Cuba
Questo articolo si innesta in una sequenza già documentata da Sbircia la Notizia Magazine. Il 13 maggio abbiamo seguito l’avvio cubano dei prezzi variabili del carburante, snodo che tocca trasporti e turismo. Il 5 giugno abbiamo raccontato le sanzioni statunitensi contro Díaz-Canel e la rete Castro, con il capitolo Amistur Cuba SA e la pressione sulle attività che incassano valuta.
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Junior Cristarella
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