Il 3,73% di aprile misura la produzione nazionale peruviana sul confronto con aprile 2025. Nel lessico statistico di Lima è la serie mensile che il mercato usa come stima ravvicinata del Pil reale: arriva sopra il consenso di mercato a 3,55% e supera il 3,21% di marzo.
Avviso redazionale: il numero ufficiale riguarda aprile 2026 ed è espresso sullo stesso mese del 2025. Le percentuali settoriali riportate sono variazioni annue.
Sommario dei contenuti
Aprile sopra consenso e marzo
Il rilievo ufficiale dell’INEI colloca aprile 18 punti base sopra l’attesa raccolta da Reuters e 52 punti base oltre marzo. La distanza resta contenuta nei numeri puri; segnala comunque una domanda locale capace di assorbire due frenate visibili, agricoltura e miniere-idrocarburi.
ANSA registra in Italia lo stesso scarto sulle attese e lo stesso cambio di passo sul mese precedente. Il confronto separa il numero peruviano dalla sola etichetta del “3,7%”: il mese cresce con una composizione sbilanciata sui settori interni.
Gennaio-aprile a 3,58%: ritmo già visibile
Nel quadrimestre gennaio-aprile la produzione aumenta del 3,58%; nella finestra maggio 2025-aprile 2026 sale del 3,59%. Le due percentuali quasi sovrapposte descrivono un passo ormai vicino a quota tre e mezzo, con aprile sopra la media appena calcolata.
Il dato mensile, letto dentro la sequenza dell’anno, ha un peso diverso dal rimbalzo occasionale: mantiene la serie in una fascia di espansione già vista nei mesi iniziali del 2026 e conferma una domanda privata ancora presente nella parte urbana dell’economia.
Cantieri: cemento e opere pubbliche spingono il mese
La costruzione è il comparto più forte: +12,88%. Il consumo interno di cemento cresce del 13,92% e l’avanzamento fisico delle opere pubbliche segna +11,22%. La domanda mostra lavori privati legati a miniere, telecomunicazioni, strutture commerciali e servizi; sul lato pubblico avanzano governi locali e regionali mentre arretra il governo nazionale.
Il traino edilizio ha due canali: il cemento segnala cantieri già in esecuzione, l’opera pubblica misura avanzamenti contabilizzati dalle amministrazioni. Il mese unisce i due piani e trasforma la costruzione nel ponte principale tra investimenti privati e spesa territoriale.
Commercio: grossisti, negozi e auto alzano il ritmo
Il commercio sale del 7,31%. Dentro il numero pesano ingrosso a +5,73%, vendite nei negozi a +5,80% e canale auto a +25,22%. Nella rete grossista tirano metalli e materiali edili, ferramenta oltre a macchinari e beni domestici; le vendite auto includono veicoli leggeri, camion, tractocamion, moto e ricambi.
La spinta del commercio si collega ai cantieri: metalli, ferramenta e materiali da costruzione passano dalla contabilità dei grossisti prima di comparire come lavori realizzati. La crescita delle auto aggiunge una traccia distinta, perché intercetta credito, redditi urbani e aperture commerciali.
Miniere e idrocarburi: la frenata arriva dal sottosuolo energetico
Il settore minerario-idrocarburi arretra del 3,24%. La parte estrattiva metallica cede appena 0,32%, con zinco a -20,2% e piombo a -17,8%; rame a +4,3%, oro a +4,4%, ferro a +2,1% e stagno a +12,6% impediscono un calo peggiore.
La frattura arriva dagli idrocarburi: -24,75%, con petrolio greggio a -33,1%, gas naturale a -28,9% e liquidi di gas naturale a -14,5%. Qui si capisce perché il mese peruviano cresce senza dipendere dal suo comparto estrattivo più noto agli investitori esteri.
Agricoltura e pesca si muovono in direzioni opposte
L’agropecuario scende dell’1,64%. Il sottosettore agricolo perde 3,33% con cali netti per olive -77,6%, piquillo -42,5%, paprica -41,2%, caffè -12,2%, cacao -11,6%, patata -7,2% e alfalfa -3,8%. La serie collega il cedimento a minori superfici seminate e piogge ridotte.
Il comparto zootecnico procede in senso opposto a +2,03%, sostenuto da suini, latte fresco, pollame e bovini. La pesca chiude a +1,68%: la componente marittima avanza del 3,54%, le specie per inscatolamento salgono del 49,7% e quelle per congelato del 21,6%. L’anchoveta destinata a farina e olio aumenta dello 0,87%, mentre la pesca continentale va a -16,67%.
Manifattura ed energia danno due segnali diversi
La manifattura cresce del 2,17%. Il fabbrile primario segna +4,28% grazie a prodotti primari di metalli preziosi e non ferrosi, conservazione di pesce, lavorazione carni, raffinazione petrolifera e zucchero. Il fabbrile non primario resta a +1,38%: beni intermedi +9,67% e beni di capitale +33,42% compensano il consumo a -4,21%.
Energia, gas e acqua avanzano del 4,68%. L’elettricità cresce del 5,19%, trainata dal termoelettrico a +23,44% e dalle rinnovabili non convenzionali a +13,70%; l’idroelettrico cala del 3,68%. Nel gas, la spinta viene dal segmento residenziale-commerciale a +13,5%, mentre imprese, generatori elettrici e stazioni GNV restano in negativo.
Servizi e credito: meno vistosi ma diffusi
Trasporti e magazzinaggio salgono dell’1,44%; la strada cresce del 3,37%, la ferrovia del 7,3% e l’aereo arretra dell’1,51%. Alberghi e ristorazione segnano +4,48%, con ristoranti a +4,56% e alloggi a -2,92%. La Settimana Santa entra nei conti dei ristoranti, insieme a consegne, offerte digitali e spazi ampliati.
Finanza e assicurazioni tornano positive a +1,01% dopo cinque mesi in rosso, con crediti a +2,63% e depositi a +7,48%. I servizi alle imprese avanzano del 3,27%: pubblicità e indagini di mercato +5,38%, agenzie viaggio e operatori turistici +4,67%, attività amministrative +3,02% e professioni tecnico-scientifiche +2,95%.
Il ballottaggio aperto entra nelle aspettative
Il rilascio arriva con il ballottaggio presidenziale del 7 giugno ancora privo di proclamazione finale. Il confronto tra Keiko Fujimori e Roberto Sánchez resta stretto e le schede contestate sono ancora al vaglio. L’incertezza pesa sulle aspettative; la serie di aprile era già maturata prima della chiusura del verdetto politico e i cantieri avevano marciato insieme agli scambi commerciali.
Il Perù arriva a questo passaggio con una reputazione macroeconomica costruita su bassa inflazione storica, disciplina monetaria e peso minerario globale. Il mese di aprile aggiunge un profilo diverso: la trazione viene dal mercato interno in un momento in cui il minerario-idrocarburi non sostiene l’indice complessivo.
Proiezioni 2026: aprile dentro una traiettoria al 3%
L’OCSE colloca il primo trimestre peruviano al 3,5% e stima per il 2026 una crescita del 2,9%. Il MEF organizza le proiezioni 2026-2029 nel Marco Macroeconómico Multianual, il documento governativo che contiene ipotesi macroeconomiche e fiscali per il bilancio pubblico.
Lo scarto tra trimestre a 3,5%, aprile a 3,73% e previsione annua sotto il 3% racconta una traiettoria partita forte e poi condizionata da colli di bottiglia su energia, clima e politica. Per il mercato, il vaglio più severo riguarda la durata del traino edilizio e la normalizzazione degli idrocarburi.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Junior Cristarella
Source link




