La tappa di Matera supera il perimetro del semplice appuntamento sindacale. Arriva in un territorio dove l’accoglienza produce valore misurabile e dove la qualità dell’impiego decide anche la tenuta del servizio turistico. La campagna mette al centro un dato spesso nascosto dietro le percentuali: ogni notte venduta richiede turni, competenze e responsabilità individuali.
Avviso redazionale: il testo separa i dati misurati dalle valutazioni sul lavoro. I numeri sono indicati con l’anno o il periodo di riferimento, così da evitare sovrapposizioni tra stagione turistica, flussi regionali e diritti contrattuali.
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Il tavolo di Matera parte dal lavoro reale
Il tavolo materano si concentra su una domanda immediata per il territorio: quale lavoro sostiene l’accoglienza lucana quando gli arrivi crescono e la stagione allunga il fabbisogno di personale. Il confronto è fissato al Museo Tam alle 17.30 con Serenella Caravella per Svimez, Marcella Conese per Filcams Cgil Basilicata, Federica Fabrizio, Teresa D’Onofrio della Rete degli Studenti medi e Francesca De Filippis di Scomodo Bari alla moderazione. La scheda pubblicata da RaiNews conferma data, sede, titolo del confronto e composizione del panel.
Il titolo scelto per l’incontro, “Il turismo in Basilicata, tra spopolamento e accoglienza”, inserisce il lavoro turistico in un terreno più largo della vertenza aziendale. Accanto a chi firma un contratto stagionale compaiono famiglie, studenti, imprese ricettive, amministrazioni comunali e servizi collegati alla mobilità.
I numeri 2025 danno peso alla vertenza
La cornice economica pesa subito: nel 2025 la Basilicata ha registrato 1,035 milioni di arrivi e circa 2,83 milioni di presenze, con crescita del 12,4% sul 2024 e del 9,7% sul 2019. Nel comunicato della Regione Basilicata la domanda italiana copre il 67,95% dei flussi e quella estera il 32,05%. Questo profilo dice che il turismo lucano ha superato la dimensione episodica: richiede personale formato, contratti leggibili e programmazione degli organici prima dei picchi.
La spinta era leggibile già nei primi otto mesi del 2025: arrivi a +9,5% e presenze a +6,8% sullo stesso periodo dell’anno precedente. La componente estera saliva del 19,8% nei pernottamenti, pur rimanendo sotto la media nazionale. Banca d’Italia attribuisce a Matera e Metapontino quasi tre quarti delle presenze regionali. La pressione occupazionale quindi si concentra dove camere, tavoli, biglietterie, pulizie e front office assorbono più ore nella stagione alta.
Matera concentra domanda e lavoro invisibile
Il dato annuale 2024 aiuta a misurare il salto: 921.241 arrivi e 2.569.883 pernottamenti, permanenza media di 2,8 giorni e valore stimato di 121,70 euro per notte aggiuntiva. Lo studio pubblicato da Unioncamere assegna alla città di Matera circa il 42,2% degli arrivi regionali e una quota di presenze straniere pari al 45,14%. La città funziona quindi da porta internazionale ma il lavoro che la sostiene viene spesso spezzato in mansioni brevi, appalti e contratti stagionali.
La misurazione dei flussi ha una base amministrativa solida. APT Basilicata raccoglie mensilmente arrivi e presenze dalle strutture ricettive, con comunicazione entro il giorno 10 del mese seguente e trasmissione dei dati a Istat, Regione, Province e Comuni. Ogni presenza registrata corrisponde a camere preparate, pasti serviti, turni di accoglienza, pulizie, manutenzioni e servizi culturali che devono avere copertura contrattuale.
La distanza tra valore generato e buste paga
Il conflitto nasce dalla distanza tra valore generato e qualità dell’impiego. La stagionalità crea entrate concentrate in poche settimane; la frammentazione contrattuale moltiplica rapporti brevi; il basso livello retributivo spinge lavoratori qualificati verso altri settori o altri territori. Nei servizi turistici questa distanza pesa più che altrove perché la prestazione avviene nello stesso momento del consumo: un turno scoperto abbassa subito qualità percepita per visitatori e imprese regolari.
La campagna nazionale della categoria usa un lessico diretto: senza chi accoglie, serve, pulisce, accompagna e organizza, il turismo perde sostanza. La richiesta abbraccia l’intero ciclo del rapporto di lavoro: assunzione, orario, riposi, ferie, malattia, infortunio, fine contratto e accesso agli ammortizzatori quando ne ricorrono i requisiti.
Stagionali, diritti che devono comparire nero su bianco
Nel materiale nazionale di Filcams Cgil il contratto stagionale porta con sé diritto di precedenza per nuove assunzioni nello stesso ruolo, richiesta entro tre mesi dalla conclusione del rapporto e durata annuale del diritto. Nell’assunzione devono comparire periodo, mansioni, contratto collettivo applicato, orario anche in caso di part time, prova, trattamento del TFR e consenso privacy. L’orario full time ordinario viene indicato in 40 ore settimanali con riposo giornaliero di 11 ore e riposo settimanale di 24 ore consecutive.
Il capitolo ferie mette nero su bianco 2,16 giorni maturati per ogni mese lavorato fino a un massimo di 26 giorni l’anno; i permessi contrattuali arrivano fino a 108 ore annue. Il promemoria comprende malattia, tredicesima, quattordicesima, infortunio coperto da Inail, TFR e Naspi quando il contratto termina con almeno 13 settimane di contributi nei quattro anni precedenti. Il lavoro irregolare cancella questa architettura e scarica il rischio su chi ha meno potere negoziale.
Spopolamento e competenze: il nesso che Matera espone
Lo spopolamento lucano entra nel confronto attraverso una lente precisa: i giovani lasciano la regione quando l’offerta professionale non produce reddito stabile e avanzamento. La traccia pubblicata da Basilicata Digital Channel lega il tema alla perdita annuale di giovani, in particolare donne molto scolarizzate. Il turismo diventa una risposta credibile solo se trasforma il fabbisogno stagionale in percorso riconoscibile: formazione prima dell’ingresso, regole chiare sul part time e livelli di inquadramento coerenti con le responsabilità assegnate.
La qualificazione del personale attraversa front office, guide, camere, cucina, manutenzione, pulizie, servizi culturali e coordinamento dei turni. In una destinazione dove lo straniero pesa sempre di più, la competenza linguistica o relazionale resta fragile quando viene trattata come extra non retribuito.
Per le imprese la regolarità protegge il servizio
Per le imprese la regolarità è anche leva aziendale. Un contratto leggibile aiuta a programmare turni, limitare contenzioso, trattenere personale esperto e proteggere la reputazione della destinazione. In un mercato dove lo straniero cresce e Matera concentra grande parte degli arrivi, l’errore sul lavoro si vede: tempi di attesa più lunghi, camere consegnate tardi, servizio meno accurato, personale che cambia proprio quando l’ospite sviluppa aspettative più alte.
La concorrenza al ribasso danneggia anche chi rispetta le regole. Quando un operatore scarica il costo della flessibilità su chi lavora, altera i prezzi di mercato e rende più difficile per le imprese corrette sostenere personale formato. La qualità dell’accoglienza nasce così prima dell’arrivo del turista: nasce nel contratto firmato, nel turno pianificato e nel riposo rispettato.
Le istituzioni devono guardare oltre arrivi e pernottamenti
Per le istituzioni il nodo è scegliere indicatori che guardino oltre arrivi e pernottamenti. Servono controlli su appalti, continuità dei rapporti, uso del part time, rispetto dei riposi e trasparenza dei livelli. Il turismo lucano guadagna valore quando chi lavora nella filiera trova salario, formazione e margini di carriera; senza questi elementi la crescita dei flussi resta vulnerabile alla carenza di personale.
La tappa materana mette dunque davanti allo stesso tavolo due esigenze che spesso viaggiano separate: promuovere la destinazione e rendere sostenibile il lavoro necessario a farla funzionare. La Basilicata deve intercettare domanda turistica e trasformarla in occupazione tracciabile, pagata con criteri leggibili e capace di trattenere competenze sul territorio.
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Junior Cristarella
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