Legittimo impedimento “temporaneo o giornaliero” del commissario interno agli Esami di maturità: organizzazione dei colloqui e priorità degli incarichi istituzionali


La partecipazione ai lavori delle commissioni dell’Esame di maturità rappresenta un preciso obbligo di servizio del personale scolastico. Per tale ragione, il commissario interno non può rifiutare l’incarico né sottrarsi alle operazioni d’esame se non in presenza di un legittimo impedimento, adeguatamente documentato e accertato dall’amministrazione competente. Tale principio è espressamente sancito dall’articolo 13 dell’Ordinanza ministeriale e ribadito dalla disciplina sulla formazione delle commissioni.

Quali possono essere le principali ipotesi di legittimo impedimento

La normativa non contiene un elenco tassativo delle fattispecie, ma la prassi amministrativa e i principi generali consentono di individuare alcune situazioni tipiche.

Tra queste rientrano:

  • gravi motivi di salute debitamente certificati;



  • ricovero ospedaliero o condizioni cliniche incompatibili con lo svolgimento dell’incarico;



  • lutti o eccezionali eventi familiari documentati;



  • eventi di forza maggiore, quali calamità o oggettiva impossibilità di raggiungere la sede;



  • tutela della maternità e della paternità nei casi previsti dalla legge;



  • fruizione di specifici benefici riconosciuti dall’ordinamento, come quelli previsti dalla normativa in materia di assistenza a persone con handicap grave;



  • incarichi istituzionali inderogabili conferiti da autorità pubbliche, la cui esecuzione sia obbligatoria, non delegabile e incompatibile temporalmente con le operazioni d’esame.

Per contro, ferie programmate, viaggi personali, attività professionali liberamente accettate, convegni facoltativi o impegni privati non costituiscono, di regola, cause idonee a giustificare il mancato adempimento dell’obbligo di servizio.

Le nomine istituzionali del Governo e delle pubbliche autorità

Particolare attenzione merita il caso del docente chiamato a svolgere un incarico ufficiale conferito dal Governo, da un Ministero o da altra autorità pubblica nell’esercizio delle proprie funzioni istituzionali.

Quando la designazione sia formalizzata con un atto ufficiale e preveda una partecipazione obbligatoria in una data coincidente con gli Esami di maturità, tale situazione può integrare un legittimo impedimento, poiché il docente è chiamato a soddisfare un diverso dovere pubblicistico imposto dall’ordinamento.

In questa prospettiva, le nomine governative e gli incarichi istituzionali inderogabili assumono una posizione di particolare rilievo, non in quanto prevalgano automaticamente sugli Esami di maturità, ma perché possono costituire un obbligo giuridico incompatibile con la contemporanea presenza in commissione. La relativa valutazione resta comunque demandata all’amministrazione, che deve verificare la natura ufficiale dell’incarico, la sua inderogabilità e la concreta impossibilità di differirlo.

La comunicazione preventiva consente una migliore organizzazione dei colloqui

Qualora il commissario interno conosca anticipatamente il proprio legittimo impedimento e lo comunichi tempestivamente al dirigente scolastico, mettendo a disposizione la documentazione necessaria, la circostanza può essere portata all’attenzione del presidente della commissione già in sede di riunione preliminare.

Ciò consente alla commissione di programmare i colloqui secondo criteri di razionalità ed efficienza, evitando soluzioni emergenziali e garantendo il regolare svolgimento delle operazioni.

Il caso del commissario interno impegnato in una sola classe

Nelle commissioni costituite da due classi abbinate può verificarsi che il docente interessato sia commissario interno esclusivamente in una delle due.

In tale ipotesi, una soluzione organizzativa particolarmente efficace consiste nel programmare, nella giornata interessata dal legittimo impedimento, i colloqui dell’altra classe, cioè quella nella quale il docente non svolge alcuna funzione valutativa.

Questa scelta, adottata dal presidente sentita la commissione, consente di utilizzare proficuamente la giornata di lavoro, evitando rinvii non necessari e assicurando il rispetto della composizione della commissione per ciascuna classe esaminata.

Il caso del commissario interno designato per entrambe le classi

Diversamente, se il commissario interno opera su entrambe le classi della commissione, non è possibile superare l’assenza semplicemente modificando l’ordine di convocazione dei candidati.

In tale circostanza il presidente, d’intesa con la commissione, potrà valutare una rimodulazione dell’orario di avvio dei colloqui qualora l’impedimento abbia durata limitata e consenta comunque la presenza del docente nella stessa giornata.

Se, invece, ciò non risulti possibile, la soluzione organizzativamente più corretta sarà il rinvio dei colloqui previsti in quella giornata, con successiva riprogrammazione del calendario.

Il ruolo del presidente e della commissione

L’Ordinanza non impone un ordine prestabilito nello svolgimento dei colloqui tra le due classi abbinate. Per questo motivo, il presidente della commissione, nell’esercizio delle proprie funzioni organizzative e sentiti i commissari, può predisporre un calendario che tenga conto di situazioni di legittimo impedimento già conosciute e debitamente documentate.

L’obiettivo deve essere quello di coniugare il rispetto delle prerogative dei componenti della commissione con i principi di continuità dell’azione amministrativa, efficienza organizzativa e tutela dell’interesse degli studenti a uno svolgimento ordinato e regolare dell’Esame di maturità.


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 Nobile Filippo

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