Il verdetto sportivo è netto: il CMB Futsal Team ha battuto il Bitonto 3-2 nella gara unica che assegnava il titolo della Serie A Tesys femminile. La finale ha portato il tricolore in Basilicata e ha completato una stagione già segnata dalla Coppa Italia conquistata a Genzano contro l’Okasa Falconara.
Il valore dell’evento supera il singolo risultato perché lega una società radicata a Salandra, una finale giocata a Policoro e una reazione istituzionale immediata. Vito Bardi ha letto il titolo come un simbolo regionale, Francesco Cupparo lo ha collegato allo sport femminile e Marcello Pittella lo ha inserito nel percorso di crescita del calcio a 5 lucano.
Nota al lettore: il pezzo contiene risultato, marcatori, dati stagionali e dichiarazioni istituzionali successive alla finale scudetto.
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Il verdetto di Policoro
La finale del 14 giugno 2026 consegna al CMB Salandra il titolo nazionale del calcio a 5 femminile con un 3-2 maturato tutto nel primo tempo e difeso nella ripresa. Renatinha apre la partita, Taty firma il raddoppio e Marta Peñalver chiude il conto lucano; il Bitonto risponde con Lucileia e Greta Ghilardi senza arrivare al pareggio.
La Divisione Calcio a 5 conferma il punteggio della gara unica, il dato delle 30 vittorie stagionali e l’inserimento del CMB nell’albo d’oro 2025/2026. La lettura sportiva parte da qui: la squadra di Massimiliano Neri ha retto il momento di pressione più alto contro un’avversaria abituata a giocare finali e a gestire partite di titolo.
La finale nella sua sequenza
La gara si apre con il Bitonto disposto a usare presto il portiere di movimento. Il CMB punisce la scelta con Renatinha al 6’09”, poi costruisce il 2-0 con Taty al 12’48”. Lucileia riporta il Bitonto in partita al 16’05”, Marta rimette subito due reti tra le squadre e Ghilardi fissa il 3-2 a pochi secondi dall’intervallo.
Puglia5 ricompone gli stessi snodi della partita con una cronaca minuto per minuto che aiuta a leggere la seconda frazione: il Bitonto attacca con insistenza, il CMB rinuncia a forzare il colpo definitivo e protegge il margine con una gestione lucida degli ultimi possessi. In una finale secca, questa scelta vale quanto una rete.
La stagione chiusa con 30 vittorie
Il dato che dà spessore allo scudetto è il percorso: 30 vittorie in 30 partite. Il conteggio unisce la regular season, la Coppa Italia e il tabellone playoff. Nel campionato il CMB aveva già fissato una distanza netta dalle inseguitrici; nella fase a eliminazione ha confermato la stessa continuità contro Cagliari e Okasa Falconara prima della finale con il Bitonto.
La Coppa Italia aveva preparato il terreno sportivo. Il 6-0 all’Okasa Falconara nella finale di Genzano aveva mostrato una squadra capace di produrre gioco senza perdere equilibrio. Lo scudetto non arriva quindi come episodio isolato, bensì come chiusura coerente di un’annata in cui il CMB ha gestito classifica, partite a eliminazione e pressione ambientale.
Bardi lega il titolo all’orgoglio lucano
Le parole di Vito Bardi danno alla vittoria una dimensione istituzionale. Il presidente della Regione Basilicata parla di “pagina indelebile dello sport lucano” e collega il 3-2 sul Bitonto alla doppietta Coppa Italia-scudetto, definendo il tricolore un segnale di riscatto sportivo e sociale per la regione.
AGR Basilicata pubblica il messaggio del presidente pochi minuti prima della ripresa nazionale della notizia. Nel testo Bardi ringrazia atlete, staff tecnico e società. Il centro del discorso è chiaro: una squadra nata in una realtà piccola entra nel vertice nazionale e offre alla Basilicata una narrazione sportiva fondata su programmazione e lavoro quotidiano.
Cupparo e Pittella spingono il discorso sullo sport femminile
Francesco Cupparo, assessore regionale con delega agli Impianti Sportivi, insiste sul valore femminile del risultato. Il suo intervento lega lo scudetto alla crescita delle ragazze lucane che praticano sport e alla necessità di sostenere società capaci di costruire progetti credibili. Il titolo diventa così un argomento pubblico su accesso, strutture e continuità.
Marcello Pittella, presidente del Consiglio regionale, aggiunge un altro tassello: il CMB viene indicato come progetto capace di affermarsi ai massimi livelli nazionali. Il riferimento al lavoro della società e dello staff, riportato anche da ANSA, rafforza la natura non episodica del successo. Qui la vittoria assume valore istituzionale perché porta una piccola comunità dentro una competizione nazionale molto selettiva.
Salandra, Policoro e la geografia del successo
Il CMB porta nel nome il Comprensorio Medio Basento e ha il proprio cuore societario a Salandra. La finale giocata a Policoro crea una geografia sportiva tutta lucana: il club rappresenta una comunità dell’entroterra e il titolo viene conquistato in un impianto capace di raccogliere il pubblico regionale attorno alla gara.
Questa distribuzione territoriale conta nel racconto del successo. La festa prosegue oltre il PalaErcole, tocca Salandra e parla a un movimento sportivo regionale spesso costretto a misurarsi con numeri più piccoli rispetto ai grandi bacini del futsal italiano. Il titolo del CMB dimostra che la scala del territorio non impedisce una struttura competitiva di alto livello.
Il nuovo posto del CMB nel futsal italiano
Il CMB entra nell’albo d’oro della Serie A femminile dopo le stagioni dominate da Bitonto e Okasa Falconara. Nel confronto nazionale la squadra lucana va oltre la vittoria di una finale: interrompe la continuità di club già abituati alla parte alta del movimento e firma il proprio primo tricolore.
La finale contro il Bitonto dà ancora più valore al titolo. Di fronte c’era una formazione con esperienza, qualità internazionale e abitudine alle gare più tese. Il 3-2 del PalaErcole diventa così un risultato tecnico e culturale: tecnico per la gestione della partita, culturale perché spinge il futsal femminile lucano fuori dalla dimensione periferica.
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Junior Cristarella
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