Nasce il nuovo hub culturale della Fondazione LMDV a Pietrasanta 


Pietrasanta si prepara ad accogliere un nuovo spazio dedicato alla cultura e alla vita della comunità. Tra i progetti della neonata Fondazione LMDV, costituita su iniziativa dall’imprenditore Leonardo Maria Del Vecchio (figlio di Leonardo Del Vecchio, fondatore di EssilorLuxottica), figura infatti la nascita di un futuro polo culturale pensato come un luogo aperto e accessibile dove cultura e servizi possano dialogare con le esigenze del territorio. Un progetto che rafforza il ruolo di laboratorio culturale che ha la città di Pietrasanta, affiancando alla consolidata vocazione artistica una riflessione sul valore della cultura come strumento di partecipazione e coesione sociale. Poiché il progetto è stato appena presentato non abbiamo date precise sull’apertura, ma sappiamo che “rivitalizzerà l’ex palazzo municipale”, come suggerito dal sindaco Alberto Stefano Giannetti, a cui abbiamo rivolto qualche domanda.

Foto Museo Dei Bozzetti Gianmarco Passerini 2019

Tutti i progetti della Fondazione LMDV – Leonardo Maria Del Vecchio

La Fondazione LMDV ha avviato diversi progetti a forte impatto sociale, tra cui Finalmente Casa!, realizzato con la Comunità di Sant’Egidio nel quartiere di Tor Sapienza, che prevede il recupero di un’ex area industriale di 2.400 mq da destinare ad appartamenti per anziani soli e famiglie arrivate in Italia tramite i corridoi umanitari, promuovendo non solo l’inclusione abitativa ma anche la creazione di relazioni e percorsi di integrazione. Come sottolineato da Leonardo Maria Del Vecchio, l’obiettivo è trasformare l’abitare in un’esperienza di partecipazione, sostegno reciproco e riscatto sociale. Parallelamente, la Fondazione porta avanti il progetto MASTRI 4.0, dedicato all’inserimento lavorativo di persone fragili attraverso formazione e accompagnamento professionale, sostiene la realizzazione di un nuovo polo per l’infanzia ad Agordo, nonché il centro culturale a Pietrasanta.

Intervista ad Alberto Stefano Giannetti, sindaco di Pietrasanta

Pietrasanta è già riconosciuta a livello internazionale come città d’arte. In che modo questo nuovo hub culturale si inserisce nel tessuto culturale esistente e quali esigenze specifiche del territorio intende soddisfare?
Due esigenze su tutte. La prima è rivitalizzare l’ex palazzo municipale da un punto di vista architettonico e funzionale. In particolare, tenendo conto della sua centralità nel percorso che sta prendendo forma fra Via Marconi, dov’è in dirittura d’arrivo un nuovo polo culturale ed espositivo ricavato dalla riqualificazione dell’ex Cooperativa di Consumo e dedicato ai giovani e all’inclusione artistica e Via Oberdan, dove abbiamo appena inaugurato il Museo Igor Mitoraj. La seconda renderlo sede di attività coerenti fra loro, nella fattispecie il museo dell’Archivio Storico di Pietrasanta e la biblioteca comunale che, negli ultimi anni, è cresciuta in modo esponenziale e ha bisogno di nuovi spazi.

La Fondazione LMDV definisce il progetto come un’infrastruttura sociale contemporanea. Quali saranno, concretamente, le funzioni e i servizi che distingueranno questo spazio da un tradizionale centro culturale?
L’intento comune, nostro e della Fondazione, è sviluppare un’oasi culturale aperta e multifunzionale, un luogo dinamico dove la memoria storica possa dialogare con la creatività contemporanea e offrire a cittadini e visitatori un punto di riferimento per l’arricchimento culturale, lo studio ma anche l’aggregazione sociale.

Quanto è stato importante per l’amministrazione comunale attrarre un partner privato come la Fondazione LMDV per lo sviluppo di un progetto di questa portata?
Al di là del sostegno economico che è stato, ovviamente, fondamentale, l’elemento più prezioso ritengo sia rappresentato dalla voglia della Fondazione di partecipare attivamente allo sviluppo di questa nuova realtà, pianificando con noi strategie di crescita su alta e vasta scala grazie allo straordinario bagaglio di competenze, conoscenze ed esperienze che essa stessa porta in dote a questo progetto.

Negli ultimi anni si parla sempre più spesso di collaborazione tra pubblico, privato e Terzo Settore. Questo hub può diventare un modello replicabile di cooperazione per altri territori?
Valuto in modo positivo l’interazione pubblico-privato nello sviluppo culturale di un territorio. Oggi la cultura non può più dipendere esclusivamente dalle risorse pubbliche né può essere lasciata alle sole logiche del mercato: quando questi due mondi dialogano bene, si crea un’alleanza in cui ciascuna parte colma le lacune dell’altra e produce valore in termini di tutela del bene comune, ottimizzazione delle risorse e innovazione, generando un ritorno economico e sociale a cascata su tutto l’indotto locale.

A Pietrasanta sta per aprire un nuovo hub culturale grazie a un importante mecenate. Intervista al sindaco 
Panoramica

Il nuovo polo creativo di Fondazione LMVD a Pietrasanta: tra cultura e formazione

Quale ruolo avranno gli artisti, le associazioni culturali e le realtà del territorio nella programmazione e nella gestione delle attività del nuovo hub?
Al momento non possiamo ancora individuare ruoli definiti: l’impegno condiviso di Comune e Fondazione è certamente quello di creare opportunità di coinvolgimento per tutti.

Ci saranno spazi dedicati alla formazione, alle professioni culturali e alle nuove generazioni? Se sì, con quali obiettivi
Vogliamo e dobbiamo ragionare in termini di “sistema”. Questa nuova realtà va letta nel contesto di una progettazione d’insieme legata alla formazione culturale: già citavo l’ex Cooperativa di Consumo, ma anche ilCav – Centro Arti Visive che si trova poco distante e il museo Mitoraj.

Se dovesse sintetizzare in una frase il valore che questo hub porterà a Pietrasanta tra dieci anni, quale sarebbe?
Nel mondo ci sono diverse città che, grazie alla loro capacità di fare rete, si sono attestate come hub finanziari, logistici o tecnologici. Mi piacerebbe che Pietrasanta diventasse un hub internazionale della formazione culturale.

Valentina Muzi

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