La gara di Monaco conserva il vincitore e cambia il terzo gradino del podio. Il caso riguarda due decisioni post gara, indicate nei documenti sportivi come 73 e 75, entrambe legate alla presunta velocità eccessiva di Gasly nella corsia box. Alpine ha chiesto la revisione formale, i commissari hanno riaperto il fascicolo e l’esito incide direttamente su classifica gara, punti piloti e punti Costruttori.
Nota per i lettori: questo articolo sostituisce il podio indicato nel servizio dell’8 giugno, perché la classifica ufficiale è stata modificata dopo la procedura sportiva di revisione.
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Podio aggiornato: Antonelli, Hamilton, Gasly
Il nuovo ordine del podio è lineare: Antonelli primo in 2:23:31.243, Hamilton secondo a 6.271 e Gasly terzo a 20.369. La posizione di Hadjar passa dalla terza alla quarta, Oscar Piastri scende quinto, Liam Lawson risulta sesto e Arvid Lindblad settimo. Alexander Albon, Esteban Ocon e Fernando Alonso completano la zona punti.
Gasly riceve quindi i 15 punti del terzo posto. Prima della revisione era settimo, posizione che vale 6 punti, perciò il guadagno netto del pilota Alpine è di 9 punti. La classifica piloti lo porta a quota 35, mentre Alpine sale a 50 nel Mondiale Costruttori. È un ribaltamento aritmetico secco, perché la gara in pista era già chiusa e il nuovo ordine nasce soltanto dal fascicolo sportivo.
Il nodo dei 77 centimetri nel primo settore box
Il cuore del caso sta nella misura usata per calcolare la velocità media tra due loop della pit lane. Il sistema aveva applicato per il primo settore una distanza di 2692 centimetri. Le scansioni LIDAR post evento hanno indicato una distanza minima teorica di 2615 centimetri, cioè 77 centimetri in meno. In un tratto tanto breve, quella differenza basta a trasformare una lettura da violazione minima in una velocità sotto il limite.
La Formula 1 non misura la velocità in corsia box con un autovelox puntuale. Il valore nasce dalla distanza fra due loop consecutivi divisa per il tempo di attraversamento. Nel tratto in questione i tempi attribuiti alla vettura 10 sono stati 1.604 secondi e 1.602 secondi. Con il riferimento minimo di 2615 centimetri, le due velocità diventano 58,7 km/h e 58,8 km/h, entrambe sotto il limite fissato a 60 km/h per Monaco.
Sei segnalazioni nello stesso tratto hanno acceso l’allarme
La cronologia interna della gara mostra un elemento che vale più della singola sanzione: tutte le violazioni segnalate riguardavano il primo settore della pit lane, subito dopo l’ingresso box. Le notifiche dei cronometristi indicavano Hamilton alle 15:39 a 60,1 km/h; Russell alle 15:43 a 60,1; Colapinto alle 15:49 a 60,1; Gasly alle 16:02 a 60,1; Piastri alle 16:06 a 60,1; ancora Gasly alle 16:22 a 60,4.
Dopo la terza segnalazione, i commissari avevano interrogato Race Control proprio per il numero insolito di infrazioni e per la ripetizione del valore 60,1 km/h. La risposta arrivata durante la gara escludeva anomalie nel sistema, quindi le penalità vennero applicate. Il nuovo materiale trasmesso dopo l’evento ha modificato la valutazione solo quando la procedura Alpine ha portato la questione davanti ai commissari.
Le radio Alpine mostrano che il team aveva già reagito
La sequenza radio è un tassello importante. Dopo la penalità a Franco Colapinto delle 15:49, Alpine avvisò Gasly alle 16:02:15 chiedendo prudenza all’ingresso box. Alle 16:17:45, dopo la prima penalità al francese, il team chiese di restare ampiamente sotto la velocità nel caso di un nuovo pit stop. Altre due indicazioni arrivarono alle 16:22:03 e alle 16:22:40.
Questo spiega la posizione del team: Alpine ha reagito al rischio e ha costruito la difesa su elementi misurabili, non su una semplice impressione del pilota. Ha portato davanti ai commissari dati di telemetria, misure sul posto, materiale dei cronometristi ufficiali, informazioni Mercedes-Ferrari e una dichiarazione scritta di Gasly. La parte decisiva, però, è stata la discrepanza indicata dal fornitore ufficiale del cronometraggio.
Il perimetro della decisione: solo la vettura 10
I commissari hanno ristretto il giudizio alla domanda sportiva necessaria: la vettura 10 ha superato o no il limite di 60 km/h nella pit lane? La risposta finale è negativa. Da qui derivano l’annullamento della prima penalità , l’annullamento della seconda penalità , la rimozione dei 10 secondi aggiunti al tempo totale e il ricalcolo dei punti iridati.
Il caso non riapre automaticamente le sanzioni di chi aveva già scontato una penalità durante la corsa. Nel documento viene indicato che non esiste una norma in grado di cancellare una penalità già servita in gara, anche quando quella scelta ha inciso sulla strategia. Questo è il nodo che lascia Russell senza riparazione immediata e che rende l’appello dei team rivali una partita giuridica più ampia del solo podio di Monaco.
McLaren e Red Bull aprono il fronte dell’appello
La decisione ha tolto punti a più squadre. Red Bull perde il podio di Hadjar e scende a 69 punti nei Costruttori, McLaren vede Piastri arretrare al quinto posto e passa a 116, Racing Bulls conserva due vetture in zona punti ma perde due posizioni complessive nella parte alta dell’ordine. La classifica resta finale salvo appello, formula che pesa già nel weekend di Barcellona.
McLaren e Red Bull hanno depositato l’intenzione di appello, con finestra fino a martedì 16 giugno per formalizzare il passo successivo. Mercedes valuta le opzioni legali per il caso Russell, penalizzato in corsa e poi finito fuori dalla zona punti. Il tema reale riguarda la gestione di penalità analoghe applicate prima che l’errore di misura emergesse in modo utilizzabile. La velocità di Gasly, per i commissari, rientra ormai nei limiti.
Il servizio dell’8 giugno e il dato da correggere
Sbircia la Notizia Magazine aveva pubblicato l’ordine d’arrivo del GP Monaco 2026 l’8 giugno, con Antonelli vincitore, Hamilton secondo e Hadjar terzo. Quel testo fotografava la classifica disponibile dopo le decisioni di fine gara, comprese le penalità allora applicate a Gasly. Il verdetto del 12 giugno supera quel podio e impone una correzione netta della posizione Alpine.
Restano invariati il successo di Antonelli, il secondo posto di Hamilton, il tempo complessivo del vincitore e il primo punto Aston Martin ottenuto da Alonso dopo la penalità a Sergio Pérez. Cambia la distribuzione fra terzo e settimo posto, cioè l’area più sensibile per Alpine, Red Bull, McLaren e Racing Bulls.
La lezione sportiva per la F1
Monaco consegna alla F1 un caso raro: una penalità automatica, nata da un dato cronometrico, viene annullata perché il calcolo della distanza usata dal sistema non aderiva alla traiettoria plausibile della vettura in quel layout. I commissari non hanno premiato una protesta generica, hanno valutato un intervallo cronometrico, una misura fisica e il testo del regolamento sulla velocità in pit lane.
La decisione impone al campionato un intervento sul processo di misurazione nei circuiti con ingressi box complessi. La regola dei 60 km/h conserva il suo valore di sicurezza. Il tema da correggere riguarda il modo in cui la distanza tra i loop viene trasformata in velocità media quando la geometria del tracciato offre traiettorie diverse da quelle usate negli anni precedenti.
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 Junior Cristarella
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