il trekking ligure che vale 6 ore di cammino — idealista/news


Una scalinata antica che spunta tra i vigneti, il blu del mare che si apre all’improvviso, un santuario rivolto all’intero arco delle Cinque Terre: il Sentiero dell’Infinito stupisce a ogni curva. Collega Porto Venere e Riomaggiore seguendo il crinale che separa il Golfo della Spezia dalla costa, mescolando falesie verticali e terrazzamenti agricoli. Si tratta di un itinerario classificato escursionistico, lungo ma senza tratti tecnici: chiede gambe allenate e regala uno dei panorami più completi della Liguria. 

Cos’è il Sentiero dell’Infinito e quanto è impegnativo

Il Sentiero dell’Infinito unisce Porto Venere a Riomaggiore e si percorre in entrambe le direzioni, rientrando poi con treni, bus o battelli. È inserito nella rete del Parco Nazionale delle Cinque Terre e nel tracciato del Sentiero Liguria, con segnaletica presente lungo tutto il percorso. Dal punto di vista tecnico è classificato E (escursionistico): non servono competenze alpinistiche, ma la lunghezza, i continui saliscendi e i gradoni in pietra richiedono buona forma fisica e passo regolare. Il dislivello positivo sfiora gli 800 metri, quello in discesa è poco inferiore; il punto più alto tocca circa 520 metri. In media si impiegano 5-6 ore, variabili in base al passo e alle soste panoramiche.

Prima di partire conviene valutare alcuni aspetti pratici: la gestione dell’acqua, la scelta dell’orario nelle giornate calde e la protezione del ginocchio nelle lunghe scalinate. Le pietre antiche sono spettacolari ma, con pioggia o umidità, diventano scivolose: scarpe da trekking con buona aderenza fanno la differenza. Primavera e inizio autunno offrono temperature miti e vegetazione vivace, ma il tracciato resta percorribile tutto l’anno con le dovute attenzioni stagionali. La presenza di punti di sosta e fonti aiuta, senza sostituire una riserva idrica adeguata nelle giornate più esposte.

Il percorso, passo dopo passo: dal mare alle vigne sospese

Si parte tra i caruggi e le case-torre di Porto Venere o tra i vicoli colorati di Riomaggiore, e si prosegue su un crinale che alterna viste aperte sul mare a passaggi in ombra nei boschi. Le scalinate in pietra scandiscono il ritmo e portano presto in quota, dove terrazze panoramiche e muretti a secco raccontano il legame storico tra lavoro agricolo e paesaggio.

Porto Venere, Castello Doria e le falesie del Muzzerone

A Porto Venere l’innalzamento è immediato: una scalinata conduce verso il Castello Doria e in circa un chilometro si sale dai pochi metri sul livello del mare a circa 200 metri. La “Sosta il Portoro” regala uno sguardo completo sulla chiesa di San Pietro, sulle isole Palmaria e Tino e sulle antiche cave del prezioso marmo nero lucido. Superato il massiccio del Monte Muzzerone, celebre tra gli arrampicatori per le pareti a picco sull’acqua, il tracciato alterna tratti nel bosco a mezzacosta con scorci verso Le Grazie e La Spezia, dove porto e navi si incorniciano tra le colline del Golfo dei Poeti.

Campiglia e il crinale con doppio affaccio

Avvicinandosi a Campiglia il panorama guadagna profondità a ogni passo: da un lato il Golfo della Spezia e le sagome bianche delle cave sulle Alpi Apuane, dall’altro il mare aperto che, nelle giornate limpide, lascia intravedere l’Arcipelago toscano e la Corsica. 

Intorno si susseguono terrazzamenti in pietra a secco che scendono decisi, testimonianza di un’agricoltura costruita a fatica su pendii severi. Lungo il cammino si incontra la Fontana di Nozzano, sosta fresca nel bosco, e poi nuove scalinate che introducono a un castagneto esteso sopra l’area di Schiara, particolarmente suggestivo in autunno tra ricci e foglie.

Sant’Antonio, “Palestra nel verde” e Colle del Telegrafo

In prossimità del valico di Sant’Antonio una piccola chiesetta segna l’inizio di un tratto più dolce, dove un percorso ginnico nel bosco di circa due chilometri e mezzo permette di spezzare la camminata con esercizi all’aria aperta. Con leggere ondulazioni si raggiunge il Colle del Telegrafo, attorno ai 500 metri, che funziona come balcone naturale sui vigneti delle Cinque Terre. Qui il paesaggio cambia ancora: si entra nel cuore dei filari, tra corridoi stretti e recinzioni.

Vigneti di Lemmen, teleferiche e Montenero

Nella zona di Lemmen si attraversa letteralmente l’agricoltura eroica che ha reso celebri i vini locali: i filari sono collegati da teleferiche che portano cassette d’uva e materiali su pendenze altrimenti proibitive. La realtà biodinamica “Stella di Lemmen” testimonia quanto lavoro richieda mantenere in vita questo paesaggio. L’ultimo grande quadro è il Santuario della Madonna di Montenero, sopra Riomaggiore: dal piazzale lo sguardo corre dall’isola del Tino a Punta Mesco, abbracciando tutta la sequenza dei borghi. La discesa finale è una lunga teoria di gradoni per circa 300 metri di dislivello fino al cuore colorato di Riomaggiore.

La deviazione che in pochi osano: la scalinata di Monesteroli

Lungo l’itinerario principale, chi dispone di tempo e gambe può valutare una deviazione impegnativa verso Monesteroli. Si tratta di oltre duemila gradini in pietra che precipitano a un minuscolo nucleo di case sospeso tra cielo e mare. È un fuori percorso che allunga sensibilmente tempi e fatica, consigliato solo a chi è ben allenato e pronto a un rientro più tardo. La ricompensa è una delle scalinate più scenografiche della costa ligure, da affrontare però con estrema prudenza, specie con caldo o fondo umido.

Come arrivare e scegliere il senso di marcia

Molti escursionisti preferiscono partire da Riomaggiore e dirigersi verso Porto Venere, sfruttando poi battelli o bus per il rientro verso La Spezia. Altri scelgono l’opzione inversa, iniziando da Porto Venere e concludendo a Riomaggiore per rientrare comodamente in treno. Cambia la distribuzione delle salite: più concentrate all’inizio in un senso, più diluite nell’altro. Il treno resta l’alleato più solido per evitare il tema, spesso complicato, del parcheggio.

  • Treno: Riomaggiore è sulla linea Genova-La Spezia con collegamenti frequenti verso Cinque Terre e capoluoghi. La Spezia è lo snodo principale.
  • Bus e battelli: da La Spezia si raggiunge Porto Venere in bus; in stagione partono battelli verso le Cinque Terre e ritorni comodi dal mare.
  • Auto: uscita autostradale La Spezia-Santo Stefano Magra, poi verso La Spezia; si prosegue sulla Via delle Cinque Terre per Riomaggiore o sulla SP530 per Porto Venere. 

Articolo visto su (travel.thewom.it) È il cammino più spettacolare della Liguria: una terrazza infinita sospesa tra vigne e mare


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